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Certificazione telematica di malattia: necessaria autocertificazione

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Certificazione telematica di malattia. Caiazza: Non si può affidarsi all’onestà dei cittadini. Controlli senza fascia oraria e autocertificazione

Riceviamo e pubblichiamo il Dottor Salvatore Caiazza che interviene di nuovo sulla certificazione telematica di malattia, mandando una lettera in redazione, dopo un post sul suo profilo facebook.

Il suo intervento è successivo alle pretese di alcuni ricevere il certificato senza recarsi presso lo studio per farsi visitare. Di seguito la lettera

Non si può affidarsi all’onestà dei cittadini. La certificazione di malattia va regolamentata con l’autocertificazione e controlli senza fascia oraria. Chi viene colto in flagrante, va licenziato immediatamente!

La certificazione telematica di malattia è un fardello per i medici di famiglia, che hanno la responsabilità di certificare e, quindi verificare, lo stato di malattia del lavoratore e la relativa prognosi, cioè i famosi giorni di assenza al lavoro, che chiede il paziente.

Ci rendiamo conto in che sandwich è stato ficcato il medico di medicina generale! Un medico, il cui onere è quello di assistere i propri pazienti, tutelando la loro Salute, ha, ai sensi della normativa vigente, il compito di dare l’autorizzazione al lavoratore dipendente all’assenza al lavoro per malattia.

Perché mai un medico dovrebbe fare ciò che gli amministratori dello Stato non fa? Perché mai deve avere tale responsabilità e spesso cadere in contenziosi legali in maniera inconsapevole? Eh, sì! Ricordiamo la vicenda dei medici di famiglia di Roma, indagati e poi processati, perché avevano certificato malattia a tanti agenti di polizia municipale il giorno del 31 dicembre; che colpa aveva ognuno di loro? Quello di avere come assistito uno o più vigile urbano? Ci rendiamo conto in che razza di trappola siamo noi, medici di famiglia?

La maggior parte delle commissioni disciplinari degli Ordini dei Medici-Chirurghi in Italia si fanno a causa di tali certificazioni, che, ricordo, sono gratuite! E forse anche questo è il problema: tutto ciò che il cittadino non paga, non ha valore!

E come se non bastasse, spesso quel cittadino pretende che il certificato gli sia trasmesso telematicamente (via mail o whatsapp, che piace tanto ai pazienti) o telefonicamente, senza volersi recare allo studio per farsi valutare clinicamente, come è giusto che sia e come la Legge impone, inducendo il medico ad un reato di falso ideologico ed emissione di una falsa certificazione.

Perché mai la Categoria dei Medici di famiglia ha accettato questa incombenza nel proprio contratto? Follia pura!

Sarebbe il momento e sarebbe anche un momento urgente, istituire l’autocertificazione di malessere al cittadino stesso, per assentarsi dal lavoro, con controlli severi a domicilio, senza alcuna fascia oraria, contemplando, in caso di assenza dal domicilio, senza una valida motivazione, il licenziamento immediato!

In questo modo sicuramente l’INPS risparmierebbe milioni di euro e avremmo un Paese molto più produttivo. E mi meraviglio che ministeri e Confindustria, a quanto è dato sapere, si oppongano ad una simile soluzione e preferiscano far sprecare risorse economiche pubbliche e avere un sistema di autorizzazione all’assenza dal lavoro che sia facilmente truffabile.

Questo sistema che fa acqua da tutte le parti, se va bene alle nostre Cariche Istituzionali, non può andare bene su chi si vuole scaricare la responsabilità medico-legale!

È ora di cancellare dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della Medicina Generale tale obbligo!

Se si continua a voler tale sistema, la Medicina Generale non ci sta! Sarebbe opportuno scioperare ad oltranza, tenendo gli studi di medicina generale rigorosamente chiusi, senza indietreggiare di un millimetro.

Viva quel giorno quando tutte le Organizzazioni sindacali di Categoria indiranno uno sciopero per tale causa. Sarebbe innanzitutto una iniziativa per promuovere onestà e produttività!

Dr. Salvatore Caiazza
Medico di Medicina Generale ASL Napoli 2 Nord

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