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Tom Hanks denuncia di essere stato clonato dall’IA

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Tom Hanks
Foto da post Instagram Tom Hanks

Tom Hanks solleva preoccupazioni sul suo clonaggio da parte dell’intelligenza artificiale in uno spot: il futuro dei volti celebri nel cinema

Hollywood è al centro di un nuovo capitolo nel dibattito tra le major cinematografiche e il sindacato degli attori, mentre una delle star più influenti della mecca del cinema, Tom Hanks, fa una denuncia sorprendente: essere stato clonato dall’intelligenza artificiale (IA) senza il suo consenso per uno spot pubblicitario di un’assicurazione dentistica.

Dichiarazioni Tom Hanks

In un messaggio condiviso con i suoi 9,5 milioni di seguaci sui social, la celebre star di “Forrest Gump” ha lanciato l’allarme, sottolineando che le sue fattezze sono state replicate e utilizzate senza il suo permesso. Hanks ha dichiarato: “Attenzione. C’è un video in circolazione in cui viene utilizzata una versione di me prodotta dall’intelligenza artificiale per pubblicizzare un piano dentale. È tutto falso. Io non c’entro”.

Dibattito tra gli attori di Hollywood e l’industria cinematografica

Questo episodio getta ulteriore luce sul dibattito in corso tra gli attori di Hollywood e l’industria cinematografica in merito agli abusi dell’IA. È un tema caldissimo nei negoziati tra la Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA) e le principali case di produzione, e Tom Hanks non è l’unico ad aver sollevato preoccupazioni al riguardo.

Gli attori, insieme ai registi e agli sceneggiatori, hanno manifestato crescenti timori riguardo al loro futuro nel mondo del cinema a causa dell’ascesa dell’IA. Molte star, come Hanks stesso, hanno accettato l’uso di versioni digitalmente alterate di sé in film passati, ma ora temono di essere marginalizzate dall’intelligenza artificiale.

Questi timori hanno portato a scioperi nella comunità cinematografica la scorsa primavera-estate. La Writers Guild of America (WGA) ha aperto una disputa con gli studi cinematografici riguardo all’uso dell’IA nella scrittura dei copioni. L’accordo tra gli sceneggiatori, approvato il 25 settembre, stabilisce che gli studi devono informare gli autori se il materiale di base fornito è stato generato in tutto o in parte da software. Inoltre, l’IA non può scrivere o riscrivere “materiale letterario”, e non può essere riconosciuta nei crediti come collegata alla sceneggiatura. Gli sceneggiatori hanno anche il diritto di scegliere se utilizzare l’IA nelle loro mansioni.

Incontro tra vertici della SAG-AFTRA e CEO delle principali case di produzione

Questa intesa tra gli sceneggiatori potrebbe ora fungere da modello per il negoziato tra attori e studi cinematografici. Ieri, i vertici della SAG-AFTRA, tra cui il capo negoziatore Duncan Crabtree-Ireland e la presidente del sindacato Fran Drescher, si sono confrontati con i CEO delle principali case di produzione, tra cui Bob Iger di Disney, David Zaslav di Warner Bros. Discovery, Donna Langley di NBCUniversal e Ted Sarandos di Netflix. Questa riunione è un segnale che il dibattito sulla regolamentazione dell’IA nell’industria cinematografica sta prendendo una piega più seria.

Mentre Hollywood si sforza di trovare un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la protezione degli artisti, l’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema continua a generare discussioni e domande cruciali sulla creatività, l’autenticità e il futuro dell’industria.

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