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Valori per una teoria condivisa: il saggio di C. Danilo Mauro Castiglione

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Valori per una teoria condivisa

In Valori per una teoria condivisa si parla della relazione dell’essere umano con l’humus, cioè con quella Terra che lo ospita

Casa Editrice: Algra Editore
Genere: Saggistica/Filosofia
Pagine: 108
Prezzo: 10,00 €

«Oltrepassato il “limite”, il bardo, o più semplicemente una deresponsabilizzazione cosciente di noi stessi, il ritorno all’appartenersi diventa materia oscura, difficile da maneggiare e prima ancora da riconoscere. Ci sono al di qua e al di là, ben segnati e conosciuti dall’uomo, confini verso i quali egli oppone il rifiuto cosciente di renderli parte (ac-corpare) della propria vita, facendo di quel limes un problematico rimando e non una questione vivente appartenente al proprio status di “esserci”»: sono le parole di Salvatore Vasta, prefatore dell’opera “Valori per una teoria condivisa” di C. Danilo Mauro Castiglione.

In questo interessante saggio si parla della relazione dell’essere umano con l’humus, cioè con quella Terra che lo ospita e che lui sta tradendo e distruggendo.

Si tratta poi del valore dell’umiltà, collegato al concetto di limite e di nuove possibilità date dall’essere consapevoli dei propri confini, e infine si auspica un ritorno all’unità o, come afferma l’autore, alla monosis.

C. Danilo Mauro Castiglione pone la spinosa domanda: «Chi siamo? Quale umanità siamo?». Una una risposta non c’è, specialmente in questi tempi caratterizzati dall’identità multipla e dalla diatriba tra iper tecnicismo, progresso, profitto e umanità nella sua essenza.

È però imperativo trovare riscontri sul proprio essere nel mondo, e non lo si può fare se non scendendo nel profondo, e assumendosi le responsabilità del proprio operato.

Tornando alla prefazione di Salvatore Vasta: «Il nostro Autore propone di ben affondare le caviglie e forse anche molto di più nell’Humus, quella sostanza di cui l’Homo è fatto. Su questo terreno diluviano, metaforicamente arricchito di ogni sostanza possibile, si attiva la spinta linfatica alla verticalità, alla crescita, all’innalzamento, al misticismo. Non senza, prima, essersi confrontati con le verità, con la Verità, e quindi con i Valori».

L’autore va alla radice del termine valore, il cui significato è: «ciò che sta alla base, ciò su cui si regge una determinata realtà e che non ha bisogno di nessuna dimostrazione»; in un’epoca in cui però i valori sono praticamente scomparsi, è urgente un ritorno al rapporto viscerale con la Terra, a cui è strettamente legata ogni forma di vita così come la conosciamo.

L’umanità è diventata estranea alla natura, smarrita nelle labirintiche metropoli di cemento e partecipe di una corsa al progresso che ha reso tutti meno autentici. La conseguenza di tale rottura è l’alienazione dell’essere umano, non solo dalla Terra ma anche e soprattutto da sé stesso.

Nell’opera si propongono quindi riflessioni importanti su come invertire la rotta, per recuperare autocoscienza e spontaneità.

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