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Stop alla riforma della medicina territoriale: rinviato il passaggio dei medici di famiglia nelle Case di comunità

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Il provvedimento, atteso come decreto legge, non verrà presentato: sarà sostituito da un accordo da definire con Regioni e medici. Scontro politico e tensioni nella maggioranza, soddisfatti i sindacati di categoria.

Stop alla riforma della medicina territoriale che prevedeva l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e, per una parte di loro, il passaggio alla dipendenza tramite decreto legge.

La decisione sarebbe stata comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute agli assessori regionali alla Sanità. Il testo, mai formalmente presentato ma già al centro del confronto tra ministero e Regioni, sarà ora sostituito da un nuovo percorso basato su un accordo con i medici, da inserire in successivi atti di governo o nella convenzione della medicina generale.

Secondo fonti ministeriali, l’obiettivo della riforma resta comunque invariato: rafforzare la medicina territoriale e garantire una maggiore presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità.

La scelta ha aperto un fronte politico. Le opposizioni parlano di una riforma “bloccata dopo mesi di annunci” e denunciano l’assenza di un reale confronto parlamentare. Nel centrodestra emergono tensioni, con pressioni interne che avrebbero contribuito al passo indietro.

Soddisfazione invece da parte dei medici di famiglia e dei sindacati di categoria, che chiedevano un maggiore coinvolgimento nelle decisioni e criticavano l’impostazione originaria del provvedimento.

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