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Dialogo al buio: un nuovo modo di vedere
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4 anni fail

Dialogo al buio: un nuovo modo di vedere. Una mostra che nasce presso l’Istituto dei ciechi di Milano a Porta Venezia
Dialogo al buio: un nuovo modo di vedere è una mostra che nasce nel 2005 presso l’Istituto dei ciechi di Milano in via Vivaio 7 (Porta Venezia). L’illuminazione è la grande assente e il vero protagonista è il buio.
Infatti, la particolarità di questa esperienza sta nel fatto che si svolge in totale assenza della luce.

A forte impatto emotivo, quasi traumatico, è il passaggio dall’ ambiente illuminato esterno, a cui siamo abituati, alla completa oscurità. Di solito la prima reazione è di sentirsi persi e spaesati non avendo più qualcosa a cui siamo abituati e che perciò davamo per scontato: la luce. Ci sentiamo abbandonati dalla nostra guida che fino a qualche minuto prima era la vista.
E allora bisogna aguzzare tutti gli altri sensi: tatto, udito, olfatto, gusto.

Emergono così nuove capacità che spesso non sapevano neanche di possedere: è un conoscere l’altro scoprendo noi stessi, conoscendoci meglio. Guidati da trainer non vedenti o ipovedenti, siamo accompagnati e di volta in volta ci propongono attività “normali”. Tra esse il riconoscimento di un’immagine usando il tatto, di una pianta con l’olfatto, di un luogo ascoltando suoni e rumori, di una bibita assaporandola.
Grazie a questo particolare percorso, che non è una simulazione della cecità, possiamo sperimentare nuovi approcci sensoriali alla realtà scoprendone nuove prospettive.


Le emozioni passano, non più dagli occhi, ma è un odore, un rumore, un sapore che ci può far ora spaventare, ora sorridere, arrabbiare, rilassare …
Di solito il percorso termina al bar e, dopo aver scelto con cura il nostro tavolo preferito, possiamo fare due chiacchiere, tra un cocktail e un caffè, con gli altri compagni d’avventura, confrontare le nostre sensazioni, emozioni e reazioni.
A differenza di una solita mostra durante cui scopriamo nuovi contenuti e su cui alla fine facciamo delle osservazioni, qui in esposizione siamo noi e pertanto possiamo approfittare per farci una critica costruttiva, per capirci meglio e sfruttare al massimo le potenzialità degli altri sensi senza trascurarne nessuno.
È un’esperienza che sprona a vivere il quotidiano, seppur scontato e noto, in modo più profondo scoprendone le mille sfumature. Quella normalità così, che spesso può apparirci noiosa perché piatta, ora, grazie ai nuovi strumenti sensoriali acquisiti con questa esperienza, può assumere nuovi contorni diventando più briosa e interessante.

Oltre ai sensi, è un percorso che solletica le nostre capacità empatiche essendo entrati, seppur per breve tempo, in un mondo per noi nuovo e vivendo le emozioni, nel bene e nel male, di chi con quel mondo ci ha a che fare ogni giorno. Paradossalmente, quell’ oscurità che troppo spesso fa paura a tanti, diventa nostro amico grazie al quale vediamo “l’essenziale” che dopotutto, come affermava anche il Piccolo Principe, “è invisibile agli occhi”.

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