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Corruzione Fatebenefratelli Benevento: medico ai domiciliari
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4 anni fail

Corruzione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti al Fatebenefratelli di Benevento: un medico finisce ai domiciliari
Corruzione e emissioni di fatture per operazioni inesistenti al Fatebenefratelli di Benevento. Questa mattina, a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, i militari della Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Napoli e Benevento hanno eseguito una “misura cautelare personale degli arresti domiciliari e un sequestro preventivo di beni mobili e immobili fino alla concorrenza del valore di € 576.486,25 nei confronti di un medico napoletano per i reati di corruzione (319 c.p.) ed emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 D.lgs. 74/00)”.
I provvedimenti cautelari adottati all’esito di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla locale Procura ed eseguita dalle Fiamme Gialle di Napoli e Benevento. L’indagine ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alla sussistenza di un ben collaudato sistema corruttivo.
L’indagato, all’epoca dei fatti primario del reparto di Ortopedia dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento – in accordo con i due referenti di zona di aziende fornitrici di materiali chirurgici – avrebbe ricevuto sistematicamente da questi denaro e altre utilità. Il denaro risulterebbe essere il compenso per compiere atti contrari ai doveri di ufficio.
Essi consisterebbero – secondo quanto riporta la Procura di Benevento – nell’acquisto di protesi ortopediche realizzate, commercializzate o distribuite dalle ditte riconducibili ai privati corruttori. Tutto questo per interventi da lui programmati ed eseguiti tra il 2014 e il 2019,
In cambio a loro sarebbe garantita una fornitura quasi esclusiva delle protesi ortopediche e dei dispositivi medici presso l’Ospedale “Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli” di Benevento.
L’attività investigativa della Guardia di Finanza ha consentito di ricostruire le dazioni e le utilità illecitamente ricevute dal medico, consistenti in erogazioni, con cadenza mensile, per complessivi € 315.000,00.
Tali dazioni sarebbero giustificate artatamente con lettere di incarico per consulenze e formazione fittizie in realtà mai prestate né prestabili dal medico.
Ricostruite, inoltre, dazioni mensili per complessivi € 185.779,00 pari all’8% del valore delle protesi vendute. Ci sarebbero inoltre lavori di ristrutturazione di un immobile sito in Maiori (SA) per € 72.712,00, uso di uno scooter e di un’autovettura. Fondamentali per le indagini intercettazioni telefoniche ed ambientali, perquisizioni presso il domicilio degli indagati e le sedi delle società coinvolte. Importanti inoltre le escussione di persone informate sui fatti, acquisizione ed analisi di documentazione contabile, bancaria ed amministrativa,
Di particolare rilievo per le investigazioni, il rinvenimento di una vera e propria contabilità personale parallela tenuta dal primario.
In questa registrati i proventi dell’attività lecita svolta presso l’Ospedale. Registrati inoltre la contabilità derivante dallo svolgimento di visite private.
i sarebbema anche quella illecita percepita in nero ovvero di quella, sempre di natura illecita, provento di elargizioni.
L’indagato avrebbe tenuto – sencondo la Procura di Benevento – un accurato conteggio sia delle somme in entrata che in uscita.
Tali operazioni avrebbero trovato “plastica corrispondenza nei manoscritti reperiti presso uno dei soggetti corruttori, ove si evidenziavano le plurime dazioni di denaro, peraltro formalmente giustificate con contabilità artatamente confezionata”.
Gli inquirenti avrebbero inoltre riscontrato gravi indizi, per quanto concerne la giustificazione e la contabilizzazione dell’imponente flusso di denaro “che confluiva annualmente dai conti della società verso quelli del sanitario”.
L’indadagato avrebbe escogitato il ricorso ad apparenti incarichi professionali, conferiti al medico per consulenze e corsi di formazione, documentati con fatture per operazioni inesistenti.
Significativi, inoltre, i messaggi scambiati tra il medico e uno degli indagati per commentare l’andamento dei propri affari illeciti.
In esecuzione dei provvedimenti cautelari personali e reali emessi, la Gdf partenopea e sannita hanno proceduto anche ad apporre il vincolo del sequestro, oltre che sulle disponibilità finanziarie rinvenute, anche sul bene immobile sito in Maiori (SA) oggetto delle illecite utilità percepite sino a concorrenza di € 576.486,25.
I provvedimenti oggi eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari. Contro di esse sono ammessi mezzi di impugnazion. I destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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