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Roghi provincia di Napoli e Caserta, svolto tavolo di confronto
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4 anni fail

Roghi provincia di Napoli e Caserta, Pirozzi: Il Governo deve capire che qui siamo in guerra ed il campo di battaglia è vasto
Ieri il Sindaco di Giugliano, Nicola Pirozzi, tramite la propria pagina ufficiale Facebook ha fatto sapere che si è tenuto in Prefettura un tavolo di confronto per la questione roghi.
Al tavolo di confronto tenuto ieri erano presenti i prefetti, i sindaci di Giugliano in Campania, Mugnano, Qualiano, Caivano, Afragola, Aversa, Carinaro, Casapesenna, un rappresentante del comitato “Kosmos” e don Antonio Cimmino in rappresentanza della Chiesa.
Nel post pubblicato dal Sindaco si legge: “Oltre ogni confine. La terra brucia. Non è un fenomeno locale e non basta qualche pattuglia in più per debellare un fenomeno che ormai riguarda tutti, la provincia di Napoli e quella di Caserta. A testimonianza che serve da parte del Governo un piano ad hoc, invasivo che si spinga fino alla militarizzazione del territorio. Passerelle, propaganda, finte soluzioni, promesse tampone, hanno prodotto negli anni questi risultati: la terra brucia e non solo a Giugliano.
Questa mattina in Prefettura al tavolo di confronto c’erano tutti. Non solo i prefetti di Napoli e Caserta, non solo la delegazione di sindaci dei Comuni maggiormente colpiti dai roghi (Giugliano in Campania, Mugnano, Qualiano, Caivano, Afragola, Aversa, Carinaro, Casapesenna ) ma anche un rappresentante del comitato “Kosmos” e don Antonio Cimmino in rappresentanza della Chiesa.”
Ha poi continuato il primo cittadino: “Ho ripetuto con forza ciò che ripeto da tempo; se non militarizziamo i territori e se il Governo non mette in campo le migliore tecnologie ingaggiando una lotta senza quartiere all’ecomafia non ne usciremo mai.
“Il Governo deve capire che qui siamo in guerra ed il campo di battaglia è così vasto che solo l’impiego dei militari h24, di droni e di un controllo capillare di tutte le aree “calde” può garantire risultati immediati e concreti. Ripeto, siamo in guerra. E lo Stato questa guerra la deve combattere e la deve vincere! Bisogna fare presto perché i cittadini stanno perdendo persino la speranza. Il fenomeno è stato sviscerato da qualunque prospettiva. La soluzione ormai è una sola. Non ne esistono altre. Ogni giorno perso è un giorno in cui arretra la speranza ed arretra la credibilità delle nostre istituzioni. E chi come me ci vive in queste zone può testimoniarlo: la gente è stanca delle chiacchiere, delle strumentalizzazioni, delle speculazioni, delle promesse. La gente qui è stanca persino degli impegni. Non crede più a nessuno. Servono atti concreti e risultati. Oggi in queste zone lo Stato deve dimostrare ai suoi cittadini di essere presente e di essere più forte. Pure dell’ecomafia. Questa guerra va combattuta. Subito. E non con le chiacchiere.” Ha poi così concluso.

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