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Medico di Continuità assistenziale ferito da paziente a Melito
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4 anni fail

Medico di Continuità assistenziale minacciato, aggredito e ferito da un paziente a Melito per un certificato medico
Medico di Continuità assistenziale ferito. Un’altro episodio gravissimo avvenuto a Melito dopo quello accaduto a scuola. Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata dalla Associazione Medici Senza Carriere.
Nel documento si riporta quanto accaduto presso l’ufficio del Medico di Continuità Assistenziale di Melito (Guardia Medica) ferito per un certificato.
A scrivere all’associazione il Dott. Antonio Manzo aggredito da un paziente solo per aver rifiutato un certificato medico. Dove bisogna arrivare prima che si prendano sei provvedimenti? Ci deve scappare il morto? Di seguito lasciamo il testo della lettera.
MELITO. Medico di Continuità Assistenziale ferito per un’aggressione da parte di un paziente. Può un certificato telematico di malattia valere la vita di un medico?
Riceviamo la lettera del Dr. Antonio Manzo, Medico titolare di Continuità Assistenziale del presidio di Melito, Distretto 40 ASL Napoli 2 Nord
Alle 20.00 in punto si presenta il signor F. A., oramai persona notissima in Guardia Medica a Melito. Infatti, giorno più giorno meno, avrà chiesto 30-40 giorni di malattia INPS negli ultimi mesi. La cosa pesa molto al gruppo dei medici della C.A. di Melito, ma in un modo o nell’altro il F. aveva sempre ottenuto il suo scopo.
Questa sera, ripeto, si presenta in guardia alle 20.00 in punto. Chiede la solita giornata di malattia ma io gliela nego, poiché non è un turnista, poiché è mercoledì e, infine, poiché il suo mmg (S. G.) avrebbe dovuto fargli questo certificato.
Lui come sempre inizia a descrivere G. come uno sfaccendato irreperibile (oramai lo descrive così da mesi a tutti i colleghi), ma io credo invece che il collega sia stufo di essere complice in questa cronica richiesta di certificati di malattia per lombalgia (come stasera) o per altre ragioni.
Al mio ripetuto diniego, il F., davanti alla moglie e a diversi altri pazienti in attesa, comincia ad insultarmi e ad alzare la scrivania come per spingerla contro di me.
Comincia a impossessarsi anche del registro allorquando io inizio a riprendere tutto col mio cellulare.
Dopo più o meno un minuto, afferra il mio cellulare e lo scaglia con violenza a terra fuori dalla stanza della guardia medica. Lo riprende e lo scaglia di nuovo a terra schiacciandolo persino coi piedi. Poi lo riprende e io lo inseguo fino al ciglio della strada per riprendere il mio cellulare dalle sue mani. Lui lo lancia a terra alle mie spalle.
Io mi giro e faccio per raccoglierlo da terra allorquando lui, borbottando di volermi ammazzare, viene alle mie spalle e mi colpisce dietro la testa violentemente con un corpo contundente. A quel punto sento gocciolare il mio sangue dalla testa alle spalle, mi chiedo se sarà un semplice taglio al cuoio capelluto oppure un colpo mortale che dopo un po’ mi vedrà accasciarmi senza vita.
Per fortuna era esatta la prima ipotesi… Gli altri pazienti allibiti, testimoni, gentili nel soccorrermi. Arriva il 118 e poi i Carabinieri. Racconto tutto e poi vengo portato dall’ambulanza al pronto soccorso di Giugliano. Chi anche c’è al pronto soccorso?
Il F. con la moglie che, a detta degli astanti, si son fatti refertare poiché aggrediti da un medico di guardia a Melito!!!
Finisco con 10 giorni di prognosi, un i-phone da mille euro (a rate) distrutto e tanta amarezza…
Il presidio di Melito era stato già attenzionato alle Istituzioni e alle forze dell’ordine l’8 maggio del 2021 per un’aggressione al Dr. Salvatore Caiazza, medico che svolgeva il turno dalle 20 alle 8, fortunatamente solo verbalmente.
Ignorare un episodio che non ha portato gravi conseguenze, ha l’alta probabilità che l’episodio si ripeta con ripercussioni che possono essere anche tragiche.
Dopo l’episodio dell’8 maggio 2021 erano state chieste misure di sicurezza per il presidio di Melito all’Distretto e all’intera Azienda, così come era stato chiesto un intervento incisivo dell’Ordine dei Medici-Chirurghi della Provincia di Napoli, ma anche un semplice cartello informativo sulle regole della Continuità Assistenziale, da affiggere all’ingresso del presidio di Melito, è stato negato.
La Continuità Assistenziale è il servizio più esposto alle aggressioni e, a parte le tante chiacchiere e passerelle, nulla è stato fatto per mettere in sicurezza i medici che esercitano tale servizio.
I certificati telematici di malattia sono spesso l’oggetto di conflitto medico-paziente, anche negli studi di medicina di famiglia, anche per le omissioni/rifiuti da parte dei medici ospedalieri, quando i pazienti si recano in Pronto Soccorso o vengono dimessi da un reparto.
Le Istituzioni, tutte, l’Autorità Giudiziaria prendano dei provvedimenti immediati. Il Sig. F., fatti i dovuti accertamenti del caso, venga processato per direttissima!
Il legislatore rivaluti la proposta di legge, per ora bocciata, che normi ogni medico come Pubblico Ufficiale.
I certificati telematici di malattia siano su base autocertificativa come nel resto d’Europa.
I presidi di Continuità Assistenziale siano dotati di personale di sorveglianza, o, alla luce dell’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della Medicina Generale, i medici di CA lavorino nelle ore diurne insieme ai medici di famiglia.
Non possiamo aspettare che un medico muoia per avere giustizia! Non è giusto che un medico possa morire per un certificato di malattia!
Noi, Medici senza Carriere, esprimiamo la vicinanza all’amico e collega Antonio Manzo e chiediamo con forza tutela e giustizia. Antonio, non ti lasceremo solo.
Associazione Medici Senza Carriere
Un triste racconto che ancora una volta pone l’accento sul disagio che vive la città di Melito e che vivono coloro che vogliono lavorare tranquillamente sul territorio. La città aspetta una presa di posizione dalle istituzioni. Coloro che hanno ricevuto mandato dai cittadini a risolvere i problemi devono intervenire.
Non bastano più post sui social di condanna c’è bisogno di una presa di posizione di politiche forti e coraggiose. Altrimenti meglio andare a casa e lasciare tutto nelle mani di un Commissario prefettizio.

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