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“Enneatipi cinematografici”: Raffella Foggia spiega come correggere le distorsioni cognitive grazie al cinema

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Raffaella Foggia: Questo lavoro nasce dal desiderio di coniugare due mie passioni: il cinema e l’Enneagramma

Casa Editrice: Edizioni Il Papavero
Genere: Saggio
Pagine: 174
Prezzo: 30,00 €

Un manuale che permette di conoscere meglio se stessi con le proprie idiosincrasie e peculiarità è “Enneatipi cinematografici” della dottoressa Raffaella Foggia.

Dal 2001, la psicoanalista e autrice di questo saggio, tiene corsi sull’Enneagramma e le sue applicazioni in psicoanalisi.

Spiega la stessa autrice: «Questo lavoro nasce dal desiderio di coniugare due mie passioni – il cinema e l’Enneagramma – e per permettere un primo approccio allo strumento dell’Enneagramma, grazie alla descrizione di alcuni personaggi cinematografici nei quali è possibile riconoscere quelle caratteristiche del nostro carattere e quegli automatismi che fanno parte di tutti noi, che ci limitano nelle nostre relazioni e nel nostro sviluppo personale. Dopo una breve introduzione teorica, l’Enneagramma sarà usato come uno strumento pratico di descrizione delle caratteristiche dei personaggi e potrà fornire, attraverso la loro capacità di evolvere o meno, uno spunto di riflessione».

Lo scopo di questo saggio, è appunto, offrire uno strumento al lettore per conoscersi meglio e capire e a quale dei nove “tipi” di personalità appartiene e le proprie possibilità di evoluzione e miglioramento.

«In questa classificazione vengono individuate tre emozioni di base, che sottendono altrettanti modi di pensare e agire a cui rispondono (con modalità differenti tra loro) gli enneatipi dei tre

centri: la paura fa da sfondo ai tipi del Centro del Pensiero (5, 6, 7), la vergogna e il bisogno di riconoscimento a quelli del Centro delle Emozioni (2, 3, 4) e la rabbia a quelli del Centro dell’Istinto (1, 8, 9)».

Agevole per il lettore è l’associazione delle personalità ai protagonisti dei film cult, che gli consente di identificarsi nel personaggio, cogliendone i limiti e le virtù. Interessante, ad esempio, è la descrizione del tipo 5 – appartenente al Centro del Pensiero, molto sensibile ed introverso – che l’autrice identifica in Virgil Oldman, il protagonista de “La migliore offerta”: il battitore d’asta, freddo e dai modi asettici, che viene raggirato da Claire, di cui si era innamorato, sino al punto di perdere tutto.

«A questo punto, Virgil vive un’esperienza comune per il tipo Cinque, quando affronta qualcosa di totalmente scioccante, reagisce, raggelandosi: il banditore, infatti, cade in uno stato catatonico e viene ricoverato in un istituto psichiatrico, dove la sua mente sembra cristallizzarsi su quelle immagini che non può dimenticare e sulla consapevolezza che tutto quello che aveva creduto era falso. Il desiderio di rivedere Claire, però, riesce a riscuoterlo e, una volta dimesso, lascia andare la razionalità che lo ha sempre contraddistinto […]».

Accurata è l’analisi dell’autrice, che spiega come anche il tipo Cinque, impermeabile ai sentimenti e alle emozioni, possa lasciarsi andare seppur con difficoltà e superare con successo i propri schemi mentali ordinari. E ciò vale per tutte le personalità illustrate, esemplificate attraverso i film, dove viene mostrata anche una via di fuga dai propri “bias cognitivi”, fonte di disagio per se stessi e per gli altri.

Link di vendita online

http://edizioniilpapavero.it/altraformazione/benessere/enneatipicinematografici

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