Politica
Napoli, demA: Stadio Maradona inserito nelle disponibilità per dismissioni dai beni pubblici
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4 anni fail

demA: “Se l’ex stadio “San Paolo” fosse diventato uno stadio esclusivo per il calcio, non avremmo potuto realizzare le Universiadi a Napoli”
La messa nelle disponibilità per le dismissioni dai beni pubblici da parte del Comune di Napoli dello stadio Maradona è una decisione gravissima e inammissibile, che va immediatamente rivista.
Chiamiamo tutto il mondo delle Associazioni sportive, il Coni, le società agonistiche di ogni sport che usano attualmente lo stadio a prendere posizione perché il “Maradona” farebbe la fine che la Regione ha fatto fare al “Collana”, sottratto all’uso sociale, per essere cannibalizzato, e finalizzato a divenire un luogo riservato alle attività commercialmente redditizie.
Con la vendita ai privati dello stadio “Maradona”, andrebbe persa completamente per l’uso sociale e per lo sport a prezzo popolare l’unica struttura di qualità rimasta nelle disponibilità dei Cittadini.
Inoltre, finendo lo stadio di fuorigrotta in mano a un imprenditore privato del calcio, rischia di realizzarsi il progetto di rendere il “Maradona” un lussuoso ed esclusivo asset della finanza legata al calcio e la Città, che aveva finora ospitato anche gli altri sport ai massimi livelli, scomparirebbe dallo scenario dello Sport agonistico internazionale: se l’ex stadio “San Paolo” fosse diventato uno stadio esclusivo per il calcio, non avremmo potuto realizzare le Universiadi a Napoli, non avremmo più la possibilità di ospitare “Galà” di Atletica, competizioni di Rugby, manifestazioni associative e concerti che – ricordiamolo – prima del covid avevano fatto sì che Napoli tornasse ad ospitare eventi musicali di caratura mondiale.
La Costituzione sancisce il valore primario dello Sport nel suo art. 32 “La Repubblica riconosce e favorisce il diritto allo svolgimento dell’attività sportiva e ricreativa. La legge assicura la realizzazione degli strumenti idonei a garantire l’esercizio libero e gratuito dell’attività”.
La stessa UE, nel “Trattato di Lisbona” al Paragrafo 1 dell’art. 165 ne riconosce la natura di bene comune e l’esigenza di tutelarne gli spazi e la fruibilità: “L’Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale ed educativa”.
#novenditastadiomaradona il Movimento demA chiama tutti gli sportivi, i protagonisti dello Sport, gli operatori sociali del settore, il CONI, le Federazioni nazionali e i Consiglieri Comunali, Metropolitani e Regionali che si riconoscono nella buona politica al servizio dell’interesse dell’intera comunità e non solo di alcune élite, mobilitarsi in difesa della natura pubblica del “Maradona” come garanzia e tutela del diritto allo sport, alla pratica sportiva e all’uso sociale e gratuito dei beni comuni.
Nota stampa – Movimento demA

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