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Infortuni sul lavoro fatali, una riflessione
Pubblicato
5 anni fail

Oggi non è possibile, né accettabile morire di lavoro o per lavoro; bisogna cancellare il luogo comune che il lavoro equivalga a infortunio.
In merito all’applicazione e funzionalità della Sicurezza nei luoghi di Lavoro, a seguito dei vari argomenti già trattati, alle campagne già illustrate dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ci corre l’obbligo di alcune riflessioni a seguito degli ultimi tragici eventi avvenuti. Necessario è quindi mantenere alta l’attenzione sul tema.
Gli incidenti sul lavoro possono accadere ma è necessario ridurre al minimo i rischi. Molto spesso gli infortuni sono dovuti a:
- a) distrazione o disattenzione;
- b) fretta o superficiale valutazione;
- c) a scarsa organizzazione anche sulla scelta di opportuni DPI o non utilizzati per pigrizia.
Ovviamente in questi non rientrano le vere e proprie fatalità
È evidente che è necessario da parte di tutti un cambio di mentalità rispetto al lavoro e agli infortuni, alle relative norme ed indicazioni, alle situazioni locali ed ambientali ed alle condizioni meteo.
Oggi non è possibile, né accettabile morire di lavoro o per lavoro; bisogna cancellare il luogo comune che il lavoro equivalga a infortunio. Non si lavora per morire ma per vivere. Sembra quasi che sul posto di lavoro infortunarsi sul lavoro sia una sorta di prezzo da pagare. Non è così e non potrà mai esserlo. Ogni vita ha un enorme valore per se stessa e per gli altri. Ognuno di noi con il suo lavoro è utile alla collettività, siamo tutte dita di una stessa mano.
C’è un antico detto orientale che recita “Quando mangi un frutto pensa con riconoscenza all’uomo che piantò il seme”; la morale è che ognuno di noi col proprio lavoro è utile a se stesso ed alla collettività. Un edile che costruisce case opifici, un metalmeccanico che ci fornisce tanti prodotti che usiamo giornalmente. Quanti lavoratori di notte lavorano per consentirci la mattina di riprendere la nostra routine quotidiana, come produrre latte, pane, medicinali e così via.
Questo intendo con cambiare mentalità: avere un approccio positivo con la vita e con il lavoro, perché l’infortunio non è l’obolo da versare per il lavoro.
Ogni giorno, durante il mio giro tra Aziende e Cantieri, ripeto due cose a tutti i lavoratori. La prima è: chi ha finito di imparare ha finito di vivere. La seconda è: lasciate a casa i vostri affanni e concentratevi sul lavoro. Sul posto di lavoro bisogna essere in allerta e vigili.
A titolo esemplificativo ma non esaustivo. Al lavoro il telefonino dovrebbe essere custodito lontano dal corpo. In questo modo è possibile staccare entrambe le mani da ciò che si sta facendo e sarà possibile rispondere lontano da possibili rischi. Occhi e mani devono essere dalla stessa parte non da parti diverse.
In alcuni casi gli infortuni sono frutto della paura. Quest’ultima va gestita ed è utile. Se si ha paura di cadere dalla scale bisogna allora salire con maggiore attenzione.
La fatalità e la disgrazia accidentale sono dietro l’angolo, purtroppo in nessuna prevenzione si ha rischio zero. Esso può essere accettabile come pensò il legislatore “Infortunio è accettabile senza lesioni o danni permanenti al lavoratore”.
Il compito di chi gestisce la sicurezza e di chi lavore è quello di avvicinarsi il più possibile al rischio zero; ovvero rendere la percentuale degli infortuni veramente molto bassa.
Nel mio lavoro, mi approccio alla giornata lavorativa con attenzione e rispetto. Anche a me può succedere l’imponderabile durante le mie visite giornaliere. Credo fermamente che bisogna sporcarsi le scarpe della polvere del Cantiere (per chi intende).
Cosa si può fare per migliorare? In Italia il sistema di controllo è di repressione: chi ottempera in tempi brevi è ammesso ad una sanzione ridotta. Accanto a ciò affiancherei un sistema di prevenzione esperito dagli stessi organi di controllo preposti, coinvolgendo anche l’Inail ed i sindacati che potrebbero farlo nelle grandi Aziende laddove sono presenti la maggioranza dei loro iscritti. Un sistema che preveda tempi brevi per ottemperare alle mancanze in merito alla sicurezza, ad horas invece per situazione più gravi. In caso di inadempienza allora applicare una forte repressione con sanzioni esemplari.
Il Sistema UOMO è quanto di più importante abbiamo. La mattina o la notte quando usciamo per lavorare pensiamo a chi lasciamo a casa che ci aspetta, anche per loro dobbiamo ritornare a casa. Un Augurio di Vero Buon Lavoro a tutti Voi.
Per ogni eventuale nota in merito restiamo a disposizione. Per info: etconsulting2003@gmail.com

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