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Mugnano, Tutto pronto per lo spettacolo teatrale “Miracolo”

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La rappresentazione avverrà questa sera alle ore 20:30 presso il teatro della parrocchia di San Nunzio Sulprizio a Mugnano

MUGNANO – Tutto pronto per lo spettacolo teatrale “Miracolo” della Compagnia Mario Scarpetta.

Lo spettacolo si terrà stasera, alle ore 20 e 30, nel teatro della parrocchia di San Nunzio Sulprizio. “Tiriamo su il sipario, seppur con qualche difficoltà torniamo a far respirare il palco – dichiara l’assessore al ramo Luisa ZincarelliRingrazio per questo la compagnia Cms per la creazione di questo spettacolo, e le associazioni Age e la Nuova Mugnano che hanno fortemente contribuito alla realizzazione di questa serata”.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, è organizzata dalla Nuova Mugnano e Age.

“Pian piano torniamo a respirare aria di normalità – sottolinea il Sindaco Luigi SarnataroRingrazio tutte le associazioni che si stanno impegnando per organizzare eventi, iniziative, serate di aggregazioni sul nostro territorio per regalare qualche ora di svago ai nostri concittadini, specie a quelli che non possono andare in vacanza. Invito comunque tutti a rispettare con rigore le normative anti contagio”.

Nota stampa Comune di Mugnano

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Si è conclusa la terza edizione del Premio Filangieri

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Alla sua terza edizione, il premio Filangieri ha dimostrato quanta creatività c’è ancora da esplorare e far conoscere

Il Premio Cesare Filangieri, promosso dall’Ente ecclesiastico “Immacolata e Sant’Antonio”, con il patrocinio del Comune di Cercola e dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, nasce nel ricordo dell’illustre famiglia Filangieri, in particolar modo prende il nome dal padre del giurista illuminato, Cesare.

La serata, animata dal cantautore Mario Di Giovanni, si è tenuta proprio all’interno della chiesa dell’Immacolata e ha visto la viva partecipazione dei cittadini.

Mario Di Giovanni

Grandi applausi al vincitore del primo premio per gli adulti, il poeta Antonio Venuto, non solo per la viva passione con cui ha recitato i suoi stessi versi, ma soprattutto per il consiglio, già contenuto nel testo, che ha voluto lanciare ai presenti:

«Di vivere la vita con gioia, passione e amore».
E detto da un’ottantenne mette ancora di più i brividi.

Il poeta Antonio Venuto

Particolarmente emozionante anche Na panchina rossa di Giovanni Follica, contro la violenza sulla donna.

Santonicola
La scolaresca premiata

Il premio De Florio, uno speciale premio della critica, è stato dato a Francesco Verrone per il testo Notturno.

La sua particolare armonia tecnica oltre all’incisività tematica ha stupito la giuria.

Non è stata invece una sorpresa scoprire che, proprio per le sue caratteristiche insite, il testo sia stato musicato dallo stesso autore che, a buon motivo, ha eseguito il brano chitarra e voce.

Il cantautore Francesco Verrone, vincitore della targa “Premio de Florio”

Il Premio ha dato grande spazio alla scuola, sopratutto in virtù dell’ultimo anno pandemico che ha visto i più piccoli costretti a schermarsi al di qua di un device.
I giovani artisti vincitori hanno saputo raccontare, con tenera ingenuità ma anche con spiccate doti poetiche, la voglia di rinascita e luce dopo mesi di disagio e buio.

https://www.facebook.com/premiofilangiericercola/posts/4860162707327345

Di seguito tutti i vincitori:

CATEGORIA POESIA ADULTI

1° classificato: Antonio Venuso – Verso la vita

2° classificato: Giovanni Follica – Na panchina rossa

3° classificato: Giovanni Santonicola – Disilluso realista

CATEGORIA POESIA RAGAZZI

1° classiticata: Giulia Sangiovanni – Vivi il tuo sogno

2° classificato: Giuseppe Iodice – Sogni senza voce

3° classificata: Benedetta Alfieri – Sogni senza voce

CATEGORIA FOTOGRAFIA ADULTI

1° classificato: Raffaele Giannattasio – Hotel Eremo

2° classificata: Susy Sorrentino – Diego

3° classificata: Ersilia Cacace – Pino Daniele

PREMIO DE FLORIO

Francesco Verrone – Notturno

PREMIO SOCIAL: LOVE ART, STREET ART

📃Umberto Paduano – la fotografia “Al di là della forma”

RICONOSCIMENTI SPECIALI DI MERITO

Attestato di merito alla classe VB

Attestato di merito alla classe VC

Attestato di merito alla classe VD

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Edoardo Scarpetta e quei due figli che lo portarono al “prociesso”

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“Qui rido io” il racconto della vita straordinaria di Edoardo Scarpetta

“Qui rido io” è il titolo di un film di Mario Martone sulla vita del grande commediografo italiano Edoardo Scarpetta e che in questi giorni è nella sale cinematografiche italiane

Quando si parla di questo artista napoletano, non può non venire in mente Felice Sciosciammocca che gli ha dato la notorietà e i suoi figli, “i fratelli De Filippo”, che hanno continuato egregiamente il percorso artistico del loro papà.

Il film racconta, non solo la vita movimentata di quest’uomo con i suoi pregi e difetti, ma riporta anche di una questione giudiziaria che l’artista partenopeo dovette, suo malgrado, affrontare e che lo turbò profondamente al punto da farlo ritirare dalle scene. Scarpetta, infatti, nel pieno della sua attività artistica, fu accusato di plagio dal poeta Gabriele D’Annunzio.

La miccia che accese la polemica fu “La figlia di Iorio”, tragedia pastorale dannunziana ambientata in Abruzzo che racconta, con toni solennemente drammatici, la storia della figlia del mago Iorio, Mila, considerata da tutti una strega. Le vicissitudini della protagonista vanno a intrecciarsi con quelle di due pastori, Aligi e suo padre Lazaro innamorati entrambi della donna. Questa contesa si concluderà drammaticamente con una colluttazione tra i due uomini durante la quale Lazaro sarà ucciso dal figlio. Accusato di parricidio, Aligi rischia la pena di morte ma grazie al sacrificio di Mila che conferma di essere una strega prendendosi tutte le colpe, il pastore ha salva la vita mentre la povera ragazza viene condannata al rogo per stregoneria.

Scarpetta, che assisté alla prima di quest’opera al Teatro Lirico a Milano nel 1904, ne rimase affascinato soprattutto perché ne intravedeva già l’ispirazione per un nuovo copione da scrivere secondo il suo estro di commediografo goliardico. Nello stesso anno, infatti, venne alla luce la parodia “Il figlio di Iorio”, dove si assiste ad un capovolgimento totale, non solo rispetto alla trama dell’opera di riferimento, ma anche dei protagonisti con quelli femminili che diventano maschili e viceversa.

Prima di metterla in scena, Scarpetta pensò bene di far leggere il copione a D’Annunzio col fine di ottenerne il consenso che il poeta non diede per iscritto ma, mostrandosi divertito dalla lettura del testo, lasciò intendere di non essere contrario alla sua rappresentazione sul palco.

Le cose, purtroppo, cambiarono: ad appena un mese prima dal debutto in teatro della nuova parodia scarpettiana, D’Annunzio, con un telegramma, negò il permesso.

Oramai era troppo tardi per sospendere lo spettacolo: tutte le spese (vestiario, attrezzature, scenografie, attori, ecc.) erano state affrontate e, pertanto, il 3 dicembre, “Il figlio di Iorio” andò in scena per la prima volta al teatro Mercadante di Napoli.

Il primo dei due atti riscosse un discreto successo ma all’inizio del secondo gli spettatori, aizzati dai sostenitori del Vate, diedero vita a schiamazzi, urla, fischi al punto che fu necessario interrompere l’opera. Il resto poi continuò per ben quattro anni nelle aule del Tribunale di Napoli. Personaggi illustri intervennero sulla questione: in particolar modo Salvatore Di Giacomo a sostegno di D’Annunzio e, a difesa di Scarpetta, Benedetto Croce.

Quest’ultimo, con un raffinato ragionamento, mise in risalto gli intenti e le finalità diversi, anzi opposti, della tragedia di D’Annunzio rispetto alla parodia di Scarpetta tali da renderli due generi letterari distinti rendendo impossibile il plagio. Pur restando in famiglia, infatti, le due “creature artistiche” hanno due caratteri completamente diversi …“La figlia di Iorio” fa piangere il pubblico, mentre “Il figlio di Iorio” fa ridere gli spettatori.

Il processo, il primo in Italia per diritto d’autore, terminò solo nel 1908. Nell’ultima udienza, ricordata soprattutto per la teatralità con cui l’imputato Scarpetta l’affrontò, il giudice, con una sentenza storica, assolse l’artista napoletano dal reato di plagio e contraffazione.

Fu sicuramente una vittoria non solo per Scarpetta ma anche per la parodia, che pur esistendo dai tempi dell’antica Grecia, solo nel primo decennio del novecento conquistò un’identità legale e giuridica e in quanto tale protetta dalla legge (art. 9, 21, 33 della Costituzione).

Pertanto la parodia, ossia l’imitazione caricaturale di un’opera, un personaggio, un testo, ecc. che prevede lo stravolgimento del modello iniziale con finalità e spirito diversi, venne riconosciuta, e lo è tuttora, come genere letterario indipendente da tutelare legalmente in nome della libertà di espressione.

A Scarpetta va, quindi, non solo il merito di aver dato vita ad una dinastia che ha reso grande il teatro a livello mondiale ma anche di aver, seppur involontariamente, legittimato un genere come la parodia grazie alla quale, ancora oggi, ridiamo anche noi.

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Notti d’Estate a Giugliano, si chiude il 29 settembre nella Scuola Don Vitale

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Gli appuntamenti, tutti con inizio alle ore 21, sono tutti a ingresso libero nel rispetto norme anti covid, obbligo mascherina e distanziamento personale.

Giugliano. La rassegna estiva del Comune si chiude con il concerto del Trio Calimma il 29 settembre, mentre il 26 sera si svolgerà un doppio appuntamento: con lo show del cabarettista Simone Schettino nel centro della città, presso la Villa comunale, e nell’auditorium della scuola di via Signorelli a Patria, con l’orchestra tutta al femminile Athena.

La sera del 25 settembre, invece, sarà la volta degli appassionati di jazz con la jam session “Simply the Jazz” con Ciro Caravano e Pietro Condorelli.

I dettagli degli eventi.

Musica: Il 29 settembre il Trio Calimma (associazione illimitarte) composto da Raffaele Cardone, Marcello Basile e Massimo Capocotta, suoneranno brani della tradizione napoletana, dal 1600 a oggi.

Poi, la due giorni promossa dall’Accademia Cimarosa: il 25 sera concerto di Pietro  Condorelli,  considerato tra i migliori ed autorevoli chitarristi del panorama jazzistico italiano, e Ciro Caravano, fondatore e voce storica dei Neri per caso. Il 26 sera l’orchestra tutta al femminile diretta dalla giovanissima Federica Di Vaio.

Spettacoli. La sera del 26 la villa comunale accoglierà la performance del simpaticissimo cabarettista Simone Schettino. 

Gli appuntamenti, tutti con inizio alle ore 21, sono tutti a ingresso libero nel rispetto norme anti covid, obbligo mascherina e distanziamento personale. Si accede con Green pass fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Nota stampa Comune di Giugliano

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Il comune di Napoli tar-tassa l’arte.

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Spostata la presentazione di Forgione: l’aumento della concessione del suolo del comune di Napoli rende difficile l’organizzazione degli eventi.

La rete di librari e libraie del centro antico, riunite nell’acronimo LIRE, Librerie indipendenti in Relazioni, è stata costretta ad annullare la presentazione del nuovo libro di Alessio Forgione, prevista per il 22 settembre, a causa dell’inaspettato aumento dei costi di fitto del suolo pubblico.

Si legge su facebook:

«già nel periodo successivo al primo confinamento ci siamo interrogatə su come continuare a parlare di libri tutelandoci dal contagio, come non spezzare i fili che ci legano alle comunità che si sono create attorno alle nostre librerie. Come incontrarci, a partire dai libri, dopo mesi di isolamento».

Ma il ritorno a presidiare i luoghi di cultura con arte e letteratura, cioè «stare nelle piazze, portare i libri di cui sentivamo il desiderio di confrontarci con i nostri lettori e lettrici» non ha sempre incontrato i favori dell’amministrazione.

Già un anno fa, scrivono, «la presentazione del fumetto di Diego Miedo in piazza del Gesù veniva interrotta dall’intervento di due agenti della polizia municipale, in quanto ritenuta causa di assembramento».

E mentre le persone continuano «comunque ad assembrarsi nei locali, in meno metri quadrati di quelli che può ospitare una piazza», LIRE ha fatto nuove richieste di concessioni temporanee della piazza, indicando il numero di persone previste e i metri quadri che si sarebbero occupati.

Per la presentazione di Forgione avevano pagato i 32 euro richiesti inizialmente per la concessione (16 di marca da bollo, 16 di tassa di occupazione) e, dopo due settimane di attesa, hanno ricevuto un documento che li informava che la tassa da pagare al comune era salita a 124, una cifra spropositata per un’attività commerciale come quella di una libreria.

«Mentre si richiedono 140 euro (inclusa marca da bollo) per presentare un libro in piazza per due ore, lo spazio pubblico continua a riempirsi di tavolini, in una città dove il diritto di stare in piazza spetta solo a chi consuma, in una città che mentre piange figure di librai come Tullio Pironti non volge alcuna attenzione alle piccole librerie che in questa fase storica non hanno alcuna possibilità di riformulare la propria attività e che si ritrovano invece a scontrarsi col vuoto di una progettazione politica culturale».

La presentazione di Alessio Forgione è stata spostata ma, nello stesso luogo e alla stessa ora ci sarà un incontro pubblico per confrontarsi sulla questione dello spazio in città, «di come questo sia asservito sempre più agli interessi di chi la città la consuma e non la abita, nel contesto di una pandemia dove la lotta al virus diventa un’altra occasione di controllo su corpi e spazi».

L’incontro è previsto domani, mercoledì alle 18 in Piazza del Gesù.

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Timballo di anelletti al forno: torna a Tavola con Gusto

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Timballo di anelletti al Forno

Torna a “Tavola con Gusto” con il timballo di anelletti al forno; un piatto della tradizione siciliana, ma conosciuto ed apprezzato in tutta Italia

Il timballo di anelletti al forno è uno dei piatti tipici della cucina siciliana e come ogni piatto della tradizione, ogni famiglia con il tempo ha creato la sua versione. Io non sono stata da meno e non essendo siciliana nella mia versione del timballo ci ho messo un pò di Napoli.

INGREDIENTI:

  • 500g di anelletti ( ma potete anche usare il tipo di pasta che più vi piace )
  • 250g di provola affumicata ( compratela il giorno prima e mettetela in frigo senz’acqua in modo da seccarla un pò, meglio se già tagliata a dadini )
  • 750g di passata di pomodoro
  • 250g di polpette ( potete preparare le polpette con il tipo di carne che preferite, io uso macinato misto di maiale e vitello )
  • 3 melanzane di quelle tonde grandi ( io le preferisco perchè meno amare di quelle lunghe, ma voi potete usare quelle che volete, regolatevi con le quantità, le melenzane devono rivestire un ruoto da 24 e vanno messe anche all’interno del timballo )
  • 100g di grana padano
  • Sale, olio e pepe
  • Un pò di pan grattato

PROCEDIMENTO:

Preparate le melanzane il giorno prima, tagliatele a fette di circa mezzo cm e friggetele in abbondante olio di semi. Mettetele su carta assorbente e lasciatele in frigo fino ad utilizzo.

Preparate anche il sugo il giorno prima, così quando andrete ad assemblare il timballo sarà tutto ben raffreddato e non avrete problemi.

Prendete l’impasto delle polpette e fate tante piccole polpettine, fatto questo sta a voi scegliere se preparare un sugo semplice e friggere le polpette a parte o come faccio io cuocere le polpette direttamente nel sugo, in modo che la carne sprigioni tutto il sapore rendendolo più saporito. Se decidete di cuocere le polpette nel sugo come faccio io, evitate di mettere olio, saranno le polpette stesse a cacciarne e considerate che le melanzane fritte cacceranno anche la loro parte di olio durante la cottura.

Prendete un ruoto da 24 con cerniera, è importante che sia apribile mi raccomando, in un piatto mettete un pò di pan grattato e impanate un solo lato delle melanzane, quello che verrà a contatto con la teglia, rivestite tutto il fondo e i bordi lasciando che un pò di melanzana fuoriesca e aggiungete sale e pepe, mettete da parte le melanzane che vi serviranno per chiudere il nostro timballo e le rimanenti tagliatele a pezzettini e salatele.

Fate bollire in una pentola abbondante acqua salata e calate gli anelletti, seguite i tempi di cottura della confezione. Una volta cotti colate la pasta e versatela in una ciotola capiente, aggiugete il sugo con le polpette, la provola, il grana padano grattato, le melanzane e il pepe, girate il tutto e versatelo nel ruoto rivestito dalle melanzane, compattate bene con l’aiuto di un cucchiaio. Prendere le melanzane messe da parte e chiudere il timballo, una spolverata di pan grattato sopra e diritto in forno a 180° per 45 minuti, i tempi di cottura sono in base al mio forno, voi regolatevi con il vostro, quando vedete che il timballo ha raggiunto un bel colore dorato scuro allora è pronto.

Sfornate e fate raffreddare almeno una mezz’ora, una volta raffreddato un’pò togliete l’anello del ruoto e passatelo su un piatto da portata, mi raccomando non capovolgetelo rischiate di romperlo, ma lasciatelo scivolare dalla base del ruoto al piatto.

Non mi resta che augurarvi buon appetito!

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Il Salone del Mobile torna a Milano: un po’ di storia

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Foto Nota Stampa

Il Salone del Mobile, la fiera più famosa d’Italia, dopo 18 mesi torna a Milano

Dopo 18 mesi, torna a Milano la fiera più famosa d’Italia: il Salone Internazionale del Mobile.

Non molti sanno che la nascita di questa manifestazione, avvenuta nel 1961, è legata, anche se non direttamente, alla seconda guerra mondiale. Dopo questo spiacevole evento storico, infatti, c’era la necessità di ricostruire le città e soprattutto case per gli italiani. Da questa intensa attività edilizia, che diede alla luce numerose abitazioni vuote, scaturì un’elevata richiesta di mobili e complementi d’arredo.

La vicina Germania, che viveva la medesima situazione, cercò di risolvere questo problema istituendo, nel 1960, la Koelnmesse, una fiera nel settore della casa e dell’arredamento che aveva lo scopo di favorire e incentivare il contatto tra consumatori e produttori.

Alcuni imprenditori italiani, che avevano partecipato alla fiera tedesca, pensarono bene che sarebbe stata una buona idea anche per l’Italia e così, l’anno successivo, il 24 settembre del 1961, Milano aprì le porte alla prima edizione della Fiera del Mobile con lo scopo di promuovere e far conoscere l’industria dell’arredo del nostro paese nel mondo così da favorirne l’esportazione.

Salone del Mobile

La manifestazione riscosse grande successo: vi parteciparono 328 aziende e oltre 12 mila visitatori di cui 800 di nazionalità straniera. Questa attenzione da parte dell’estero diventerà sempre più importante e infatti, nel 1967, alla dicitura Salone del Mobile verrà aggiunto anche l’appellativo Internazionale vedendo la partecipazione di espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo.

Il successo della manifestazione sarà sempre più evidente tanto che nel 1994 sarà riconosciuta come la più importante fiera, a livello mondiale, del settore casa-arredamento superando anche l’omonima fiera tedesca Koelnmesse.

Oltre al Salone del Mobile, prendono il via durante questa settimana, varie iniziative tra cui una delle più famose, il FuoriSalone con eventi legati all’esposizione che però non si svolgono in fiera. E’ curioso sapere che la nascita del Fuorisalone è stato frutto di un’iniziativa spontanea di alcune aziende del settore del design e dell’arredamento che, oltre ad esporre nei classici padiglioni fieristici, agli inizi degli anni ottanta, decisero di aprire le porte dei propri negozi, siti in vari punti della città, ai numerosi visitatori in giro per Milano. Era e resta tuttora, infatti, un’ulteriore opportunità per le aziende di farsi conoscere e catturare l’interesse, non solo degli operatori del settore, ma anche di curiosi e giovani che si stanno avvicinando a questo mondo.

Salone del Mobile

Sin dall’inizio, questa manifestazione satellite del Salone, ha mostrato d’essere un’idea di grande successo tanto che alcune note e grandi aziende, in alcuni casi, hanno preferito partecipare solamente al Fuorisalone dando forfait al Salone.

Tutto questo incremento di adesioni di aziende e di iniziative correlate, ha richiesto per la sua organizzazione, inizialmente gestito autonomamente, l’aiuto di un’agenzia del settore della comunicazione. Infatti, è stata la nota rivista di settore “Interni” a creare il logo Fuorisalone e a realizzare, dal 1991, una guida degli eventi previsti sancendo così la nascita ufficiale dell’evento.

Salone del Mobile

Denominata quest’anno eccezionalmente Supersalone, il Salone del Mobile svoltasi storicamente sempre ad aprile, è stata spostato a settembre come alle origini.

Nonostante l’emergenza e restrizioni, il successo non sembra mancare. Sicuramente, dato il momento storico non sarà come gli altri anni ma rappresenta comunque una settimana particolare per la città di Milano.

Tra vecchie aree industriali e rimesse che vengono reinventate, chiostri, showroom, installazioni e performance sparse ovunque questo evento, nonostante oramai abbia 60 anni, dà alla città quella vivacità e briosità che mancavano oramai da un po’.

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