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Grande successo per il tour albanese per gli artisti di illimitarte

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Grande accoglienza per gli artisti dell’associazione culturale musicale illimitarte a Durazzo

Raffaele Cardone al mandolino e al bouzouki, Massimo Capocotta alla fisarmonica e e al pianoforte e Marcello Basile, voce&chitarra, sono stati protagonisti di concerti e workshop organizzati dalla New Umor Sound di Durazzo.

Dall 6 al 9 Luglio 2021, gli artisti dell’associazione culturale musicale illimitarte hanno suonato nell’antico Anfiteatro Romano della Città, al Museo Nazionale, on the road per la città e sulla Rooftop del XV, notissimo locale cittadino.

Presente anche il Dott. Armando De Rosa, Presidente della Pro-Loco di Villaricca e Vicepresidente del CTS della Regione Campania ( Comitato scientifico per la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano) noto per l’impegno a promuovere la musica di Sergio Bruni e della lingua e canzone napoletana attraverso il Premio Villaricca – Sergio Bruni – La canzone Napoletana nelle scuole.

«Abbiamo trovato un ambiente molto cordiale e professionale, e siamo stati accolti stupendamente. Il pubblico ha apprezzato le nostre esibizioni tributandoci calorosi e scroscianti applausi ad ogni canzone», ha dichiarato Marcello Basile, aggiungendo di aver trovato, a differenza di quanto si possa immaginare, una «una realtà in espansione  e un ambiente estremamente ricettivo dimostrato dall’entusiasmo dei ragazzi che hanno partecipato al Work shop».

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Generazione 56k una serie più di buona compagnia che sciacalla

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L’ultimo lavoro dei The Jackal, Generazione 56k, è più romantico che irriverente.

Partiamo col dire che, Generazione 56K, in torsione tra passato e attualità, è una serie che si lascia guarda.

E il corsivo fa da gioco di parole banale, sicuramente, ma che ci aiuta a parlare bene fin da subito di fotografia, montaggio e regia capaci di dare a Napoli e all’isola di Procida una nuova litografia, lontana da quella reiterata da certa tv generalista.

Prodotta da Cattleya e realizzata in collaborazione con The Jackal e disponibile su Netflix, Generazione 56K è la storia di Daniel (Angelo Spagnoletti) e Matilda (Cristina Cappelli) che, grazie ad un’app per appuntamenti e a una serie di qui pro quo (gli aspetti più frizzanti della serie) di fascino plautino, si rincontrano a distanza di anni.

Il sapore romantico e agrodolce del passato, fatto di prime spinte erotiche, la familiarizzazione col modem 56k e i tentativi di uscire dalla provincia e dalla pubertà, con le canzoni degli 883 a fare da colonna sonora, si attorciglino agli incespicamenti più contemporanei dove like e bulimie di soggettive fotografiche mettono a dura prova autostima e fiducia nei rapporti sociali.

Generazione 56K si lascia guardare anche perché tocca delle belle nostalgie – compresi i riferimenti a Massimo Troisi – che chi è nato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 si trova ad accarezzare con qualche punta di cuore fuoriesposto.

Le riserve: l’andamento della trama che lascia fin troppo intuire, già dai primi due episodi, come andrà a concludersi la prima Stagione, ma questo, per il grande pubblico, è rassicurante oltre che benvoluto; alcuni attori del gruppo The Jackal, nonostante il tentativo di sfumare qua e là certi contorni, sono sembrati più prigionieri di certe caratterizzazioni dei corti più noti.

Da evidenziare le prove di Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli, per la prima volta protagonisti di un lavoro importante, sicuramente di altissima qualità.

Una serie buona, divertente, a tratti irriverente per certi imbarazzi adolescenziali messi in bella mostra, e che mette di buon umore.

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#Pozzuoliècasamia, da venerdì a domenica musica e cabaret a Monterusciello

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Da venerdì a domenica, ogni sera, in piazza Antonio de Curtis ci sarà uno doppio spettacolo: concerto e cabaret

Sarà un fine settimana all’insegna della musica e del divertimento quello programmato dall’amministrazione comunale per Monterusciello nell’ambito della rassegna #Pozzuoliècasamia.

Da venerdì a domenica, ogni sera, in piazza Antonio de Curtis ci sarà uno doppio spettacolo: un concerto e a seguire una serata cabaret. Si inizia venerdì 6 agosto con la musica dei “Cantori popolari” e le gag del noto comico napoletano Peppe Iodice.

Inizio ore 21, lo stesso orario delle altre due serate che vedono sabato 7 agosto esibirsi sul palco della riqualificata piazza de Curtis il gruppo “Loronero” e il duo salito alla ribalta con la trasmissione “Zelig”, Antonio & Michele; e domenica 8 agosto proporsi al pubblico la cantante Clara Gaudino e il comico Ciro Giustiniani, diventato famoso a “Made in Sud” per l’imitazione del Boss delle Cerimonie ed altre apprezzate performance.

A tutti gli spettacoli si può assistere, nel rispetto delle norme anti covid vigenti, con prenotazione obbligatoria e acquisto del biglietto (al popolarissimo costo di euro 2,50) su https://arenaputeolana.18tickets.it

Nota stampa Comune di Pozzuoli

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Beyond the Clouds, un manga su cui puntare tra sogno e riflessione

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beyonds the clouds

Il tratto talentuoso dell’artista Nicke che ne ha curato anche la storia è arrivato in Italia nel mese di luglio edito dalla J-Pop Manga

Un Manga su cui puntare anche per il futuro. Beyond the Clouds – La Fillette tombée du ciel questo il titolo originale del lavoro dell’artista Nicke, talentuosa sia nelle tavole che nella storia.

Siamo nella Città Gialla il cui fumo annebbia il cielo e Theo, giovane e bravissimo artigiano meccanico, incontra Mia rovinosamente caduta dal cielo per la perdita di una delle sue ali.

Le loro vite così si intrecceranno e la venuta di Mia cambierà nuovamente la condizione di Theo che riprenderà a leggere racconti e a sognare di vedere un giorno le stelle.

Un racconto che va tra fantasia, sogno e riflessione attuale sulla condizione ambientale e sugli sviluppi futuri. Un tuffo che ci riporta all’e

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“Acqua Alta” a Venezia

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Quando curiosità e fantasia provocano strani fenomeni culturali

Passeggiando per Venezia, potrà capitare di imbattersi nella calle Lunga Santa Maria Formosa che, anche se sembra una stradina come le altre, riserva una piacevole sorpresa. Giunti al civico 5176b, infatti, vi troverete davanti alla libreria “Acqua Alta”, una delle più strane e originali al mondo.

Entrata della Libreria Acqua Alta – Maria Rosa Palma

L’ideatore, Luigi Frizzo, dopo aver girato il mondo e conosciuto varie culture, nel 2004 ha deciso di creare questo spazio innovativo attraverso cui dare sfogo alla sua fantasia di navigatore.

Una volta entrati, infatti, non avremo a che fare con i soliti scaffali a cui le librerie tradizionali ci hanno abituati ma con canoe, barche, gondole e vasche in cui sono riposti libri, dischi, cartoline, fumetti. Dovunque il nostro sguardo si poserà, ci appariranno libri ma non solo come testi da sfogliare, consultare ed eventualmente comprare ma anche come elementi di arredamento. Infatti, ci si può imbattere in una serie di vecchi testi che, destinati al macero, sono stati riciclati e organizzati in modo tale da poter diventare una scala che il visitatore può percorrere e alla fine della quale godere di una piacevole vista sulla laguna.

Una Gondola carica di libri – Maria Rosa Palma

Altra stranezza è l’uscita d’emergenza: posta nei pressi di un’ampia finestra affacciata sui canali, in situazioni di normalità, diventa un punto da cui si può osservare, seduti comodamente su divanetti e sedie, la marea che sale e fare un cenno di saluto alle gondole che lì davanti transitano.

Uscita di sicurezza – Maria Rosa Palma

Questo ambiente, così particolare e coinvolgente, ospita un gran numero di libri (in varie lingue) e per trovarli si può consultare il catalogo ma … attenzione! … non quello virtuale bensì quello “reale”: infatti si può chiedere direttamente al signor Luigi il quale difficilmente non saprà dirvi dove sia posizionato il testo che state cercando.

E, spostandovi da una stanza all’altra, a fare da guardiani ci sono dei gatti che, con la loro tipica indifferenza, danno alla visita un ulteriore alone di mistero. In particolar modo Dominique, col suo manto nero e col suo passo vellutato, segue il visitatore che resta quasi ammaliato dal magnetismo dei suoi occhi gialli.

Scala di libri – Maria Rosa Palma

Tra una sfogliata a un libro, una carezza a un gatto, una passeggiata sui libri e un saluto a qualche gondola, anche se andrete via senza aver comperato nulla, sarete soddisfatti per aver vissuto un’esperienza unica tanto che, quando entrerete nelle “solite librerie”, un po’ di nostalgia, da dietro a qualche scaffale, farà capolino.

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Mugnano, Tutto pronto per lo spettacolo teatrale “Miracolo”

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La rappresentazione avverrà questa sera alle ore 20:30 presso il teatro della parrocchia di San Nunzio Sulprizio a Mugnano

MUGNANO – Tutto pronto per lo spettacolo teatrale “Miracolo” della Compagnia Mario Scarpetta.

Lo spettacolo si terrà stasera, alle ore 20 e 30, nel teatro della parrocchia di San Nunzio Sulprizio. “Tiriamo su il sipario, seppur con qualche difficoltà torniamo a far respirare il palco – dichiara l’assessore al ramo Luisa ZincarelliRingrazio per questo la compagnia Cms per la creazione di questo spettacolo, e le associazioni Age e la Nuova Mugnano che hanno fortemente contribuito alla realizzazione di questa serata”.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, è organizzata dalla Nuova Mugnano e Age.

“Pian piano torniamo a respirare aria di normalità – sottolinea il Sindaco Luigi SarnataroRingrazio tutte le associazioni che si stanno impegnando per organizzare eventi, iniziative, serate di aggregazioni sul nostro territorio per regalare qualche ora di svago ai nostri concittadini, specie a quelli che non possono andare in vacanza. Invito comunque tutti a rispettare con rigore le normative anti contagio”.

Nota stampa Comune di Mugnano

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“Favola Nera”, il nuovo disco di Tommaso Primo

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“Favola Nera” è riscrittura e attualizzazione di favole e racconti sempre cari all’umanità

Pochi sanno che in Cappuccetto Rosso di Perrault la bimba muore.

Non c’è cacciatore a salvare né lei, né la nonnina. Sono i fratelli Grimm a inventare il lieto fine.

Le fiabe erano spesso cruente con finali duri ché servivano a educare – con la paura – i bambini ad obbedire agli adulti.

«Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!»

Perrault

Fiabe e favole, nonostante le differenze strutturali e narratologiche, sono spesso accomunabili per questa prospettiva – per così dire – noir tramite cui cercano di insegnare qualcosa.

O quantomeno di mostrare qualcosa.

Che sia un ammonimento, come nel caso di Cappuccetto Rosso, o se, nonostante o per meritarsi il lieto fine, sia necessario passare attraverso numerose peripezie, fiaba e favole hanno in comune la voglia di insegnare gli aspetti chiaroscurali della vita.

Gli stessi cunti del Basile, pieni di oscenità e morti ammazzati, avevano come fine lo trattenemiento de peccerille, rivolgendosi, quindi, soprattutto ai bambini.

E nelle favole nere raccontate da Tommaso Primo, ormai artista maturo e responsabile, per il modo tramite cui riattualizza tradizione e temi mai esausti, troviamo raccontato tutto il mondo, fatto di nostalgie e porte in faccia, salite e vergogne, storie di prostituzione e femminelli.

Nel primo brano, Cavalleggeri è New York nella testa di Laura, amore e voglie di rivalse si mescolano in una romantica ballad dove il desiderio di trattenersi, oltre follie di esaltanti mediocrità, si ridefinisce in un manifesto dichiarato di cosa significhi sul serio amare.

Ma io voglio a te
Ca staje annascuse ‘nmiezo all’ate
Si nun ce staje me manca ‘o ciato
Quanno me astrigne forte forte
Quanno ‘o munno ce fa male
‘E sta deriva culturale
Ca po’ ce porta a ghì luntano
Addò te mancherrà assaje ‘o mare
E ‘o viernarì
Stelle ca scennene a cielo stanotte vulisse vedè
Pe’ fuì a chi cu ll’anema sporca
Te chiede l’ammore chedè
È miracolo e devozione
È perdono e rivoluzione
Chest è pe’ me

Cavalleggeri è New York nella testa di Laura

Da un amore puro, semplicemente annebbiato dalle ansie di futuro, a quello sporco di Madonna nera, storie di uomini alla ricerca di «’nu mumento d’alleria cu chi venneva ammore pe’ mestiere». E tra i cori, i fiati e in mezzo alle belle voci di Primo e Roberto Colella, più che il tragico epilogo, a venir fuori è la straniante allegria tramite cui è narrato lo strazio di chi subisce l’amore.

Leggerezza che troviamo anche in Ludopatico d’amor.

La tradizione napoletana, tra musica, cinema e teatro, è piena di storie di femminelli e, nel cantautorato napoletano, ricordiamo – ma giusto per questioni comparatistiche – almeno tre precedenti:
Chillo è nu buono uaglione di Pino Daniele, Sulla Porta di Federico Salvatore e, il brano più recente, Figl’ ‘e Ddio di Raffaele Giglio.

Primo tende alla teatralità, e i riferimenti a Barra (ospite nel nudo e crudo branoVico Pace) e Viviani non sono casuali; come Salvatore e Giglio, Primo usa, a differenza di Pino Daniele, la prima persona.

Ma il gioco delle attinenze produce anche qui proficue distanze. Nel racconto di Primo chi dice “Io” rivendica, per sfregio e forte auto-identificazione, tutta la sua sessualità, pratica e identitaria.

Picciò addiventaje femmena!
Vulevo essere femmena

Ludopatico d’amor

Alla virilità insegnata dal padre («Cu’ a pistola e cu ‘a violenza può cercà d’avè’ rispetto») la risposta è azzardare, scommettendo, tutto sull’amore. Che, in tempi di violazioni e rivendicazioni retrograde, significa ancora mettersi al centro della rivoluzione.

Songhe ‘o frutto d”o peccato, pe’ sta società balilla

Ludopatico d’amor

È lo stesso autore a indicare la sessualità come filo conduttore tra le tracce.

Sessualità che se in alcuni brani è metafora di identità, accettazione e appartenenza, in altri è quanto d’erotia di omicidi passionali («Puoje essere giusto, santo o sbagliato ‘a fessa, si vo’, ‘o core arrevota!», in Onorato delitto e passione), in altri ancora è il controluce di un amore costruito sulle apparenze.

Nella romanticissima E allora arrivederci Ciao, scritta con Dario Sansone de I Foja, l’addio di un innamorato esplode nell’acuta e disperata richiesta di togliere dalle carni lo squallore della superficialità di una relazione in cui nemmeno credeva di ri-trovarsi.

Lo svelamento del ritornello, cioè la bugia dietro all’idealizzazione, è illusione e dolore noti a tanti, ma la felicità di certe penne sta proprio nello scoprire verità nell’apparente semplicità:

Comme aggie fatto a nun vedè
Ca nun si ‘na stella

E allora arrivederci Ciao,

In Favola Nera, disco artisticamente prodotto da Giuseppe Spinelli, Primo continua la sua crescita umana e creativa, restando nell’ambito dei novellatori: mazze e panelle per raccontare il bello (il modo con cui veste Partenope ne è un esempio) e il brutto dell’esistenza. Cresce all’insegna della tradizione, ma sempre mettendoci il suo.

Primo lo senti (lo leggi) e lo riconosci, nella scelta delle parole, nelle strutture ABAB (piane tronche piane tronche), nel modo con cui usa le consonanti dolci, dal come e dal perché sceglie le storie da raccontare.

E questo, per chi ama i racconti e i narratori, è tutto ciò che conta.

Si dice avere stile.

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