Quantcast
Connettiti con noi

News

Rifondazione Comunista manda al MiTE osservazioni VIA su impianto GNL nel Porto di Napoli

Pubblicato

il

Sulla zona di San Giovanni A Teduccio insistono 4 depositi costieri di GPL e 3 depositi di idrocarburi liquidi

Si è svolta stamattina presso l’Ufficio della Consigliera metropolitana Elena Coccia la Conferenza stampa di illustrazione delle osservazioni inviate al Ministero per la Transizione Ecologica all’interno della procedura V.I.A. per dimostrare la pericolosità della costruzione del nuovo impianto di GNL nel Porto di Napoli richiesta dalla Kuwait e dall’Edison.

Hanno presenziato e portato il loro contributo, oltre alla citata Consigliera, esperti come il dott. Antonio Marfella Presidente della Sezione napoletana dei Medici per l’ambiente, il dott. Paolo Fierro di Medicina Democratica, attivisti del territorio – come Enzo Morreale e Raffaele Carotenuto – e il segretario provinciale della Federazione napoletana del PRC Rosario Marra.

La consigliera Coccia nel suo intervento ha evidenziato come nelle osservazioni sia stato richiamato il rischio di contesto che caratterizza la zona dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto potendosi profilare il cosiddetto “effetto domino”, normativamente previsto. – Infatti a San Giovanni a Teduccio già insistono 4 depositi costieri di GPL e 3 depositi di idrocarburi liquidi.

Nell’ intervento del dott. A. Marfella si mette in risalto, tra l’altro, il rischio vulcanico della zona rilevando come esista “un rischio particolarmente proveniente sia dalle bocche vulcaniche sottomarine che dalle ricadute di ceneri bollenti in caso di eruzione subpliniana che vede inserito tale impianto nella cosiddetta “zona gialla” cioè in una zona dove si ritiene altamente probabile una ricaduta di ceneri bollenti in misura non inferiore a 100 (tra 100 e 300) kg/mq”;

il dott. Paolo Fierro fa riferimento ai dati del registro epidemiologico da cui si rileva che San Giovanni a Teduccio è uno dei quartieri con un tasso di mortalità tra i più elevati su cui sicuramente influisce il pesante inquinamento e mancata bonifica della zona;

attivisti della Zona Orientale della città come Enzo Morreale informano che hanno mandato dettagliate osservazioni al Ministero per la Transizione Ecologica e, nel caso di Raffaele Carotenuto, ci si sofferma sul fatto che, ormai, è necessario individuare anche responsabilità penali per la grave situazione ambientale esistente.

In chiusura, l’intervento del segretario provinciale Rosario Marra che, concordando con gli interventi che l’hanno preceduto, evidenzia come sia necessario continuare la mobilitazione sul territorio per sviluppare una pressione popolare che spinga il Ministero a dare un esito negativo alla valutazione di impatto ambientale, infatti – osserva il citato segretario – anche la delibera di revoca del predecessore dell’attuale Presidente Annunziata dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale non blocca la procedura di valutazione di impatto ambientale di competenza statale.

Ufficio stampa PRC Napoli

Pubblicità
Pubblicità