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Politica

Governo, Michela Rostan deputata di Italia Viva voterà la fiducia

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Michela Rostan: “Se vogliamo metterci in ascolto dei cittadini, noi non possiamo ignorare quell’onda di disappunto che si sente forte rispetto all’apertura di questa crisi”

Dopo Vito De Filipppo che ha fatto il primo strappo, anche un’altra deputata di Italia Viva si smarca. Si tratta di Michele Rostan eletta nella cicoscrizione Campania 1 con LEU nel 2018, poi transitata nella formazione politica di Renzi nel 2020.

La Rostan in una nota stampa rilascia le sue motivazioni:“Ho deciso di votare la fiducia al governo Conte. Lo faccio perché  tra la critica al governo e la crisi di governo c’è una grande differenza, e la differenza si chiama politica, cioè ricerca delle soluzioni, tentativo di intesa. Era giusto – come fatto – incalzare il governo nei suoi punti deboli, nelle incertezze e negli errori compiuti nella gestione della pandemia, sia quella sanitaria sia quella sociale ed economica; era giusto chiedere un maggiore impegno, una maggiore collegialità, un maggiore rispetto delle regole democratiche. Ma la crisi, no. Ritirare i ministri, quindi ritirare la fiducia al governo e aprire una crisi al buio, in un momento storico come questo, appare una scelta troppo severa e troppo precipitosa”.

Non è un caso  che i cittadini non abbiano capito e condiviso questa posizione. Ho ricevuto centinaia di messaggi di disappunto: non ci contestano la critica al governo, che, anzi, è  anche in parte condivisa. Ci contestano la scelta della rottura, che peraltro come grammatica della politica non appartiene a chi vuole rappresentare un’area moderata. La rottura, in politica, è l’ultima spiaggia, non il punto di partenza di una trattativa. Gli italiani, in questo momento, stretti tra la paura del virus, tra la preoccupazione per sé e per i propri cari, a volte attraversati dal dolore di una perdita, angosciati per le conseguenze economiche della pandemia, per il timore che la fine sia lontana, vogliono più governo non meno governo, vogliono un governo più efficiente e pronto, non un governo sfiduciato. A questo aggiungiamo la durezza della crisi economica, i posti di lavoro perduti, l’incognita del futuro per tante famiglie, visto che il dramma sociale sarà molto più lungo dell’emergenza sanitaria. La speranza dei cittadini è che alla guida sappiano prendere le decisioni giuste: sul contenimento del contagio, sui ristori economici, sulla campagna di vaccinazione, sulla costruzione del futuro. Se cade il governo, dentro una crisi dai contorni confusi, litigiosi, chi le fa le cose? Questa è la domanda che si stanno facendo tutti“, prosegue la Rostan nella nota stampa.

“Se vogliamo metterci in ascolto dei cittadini, com’è nostro dovere, noi non possiamo ignorare quell’onda di disappunto che si sente forte rispetto all’apertura di questa crisi. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per comporre un quadro politico difficile con i 5stelle, nell’agosto del 2019, e per dare un governo al Paese, ed eravamo in tempo di pace. Ora, con la pandemia, con la paura della terza ondata, con 80mila morti, con la complessità della campagna di vaccinazione, con la difficoltà di ripartire, di ricostruire, rovesciamo il governo che noi abbiamo fatto nascere e rinunciamo alla mediazione? Mi pare un errore madornale di lettura della fase politica e di preoccupante sconnessione con il sentimento delle persone. È necessario, arrivati a questo punto, ritrovare lo spirito del messaggio del Presidente Mattarella. Costruire, non demolire. Costruire innanzitutto dialogo, composizione, accordo, intesa. E poi, un Paese nuovo“. Cosi ha concluso la Deputata Michela Rostan

Per il momento non è ancora chiaro in che formazione la deputata transiterà dopo lo strappo con Renzi. Certo che la mossa della crisi non è stata felice visto che il suo partito continua a perdere pezzi e a subire le critiche dei suoi stessi militanti che sembra non abbiano compreso le ragioni.

Dal punto di vista dei numeri sembra che il Governo alla Camera sia alla maggioranza assoluta, mentre al Senato i numeri sarebbero più esigui.

Politica

Gara Tesoreria Qualiano, De Luca: Problema non è la gara ma la scelta politica

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Consigliere De Luca: “Scegliere un unico soggetto per entrambi i servizi avrebbe consentito ai cittadini e al Comune di Qualiano di ricevere sicuramente un servizio migliore”

Consigliere De Luca come valuta la gara della Tesoreria la quale ha visto vincere la Sogert, con dei costi superiori (e non di poco) addirittura al Comune di Giugliano?

«Non entro nel merito della gara, dato che sono delle procedure dettate dalla legge. Non possono essere dettate dal singolo consigliere o dall’amministrazione a modo suo. L’amministrazione sicuramente può dare degli indirizzi e deve dare degli indirizzi».

Secondo la sua opinione non poteva essere motivo di esclusione il fatto che la Sogert sia stata in causa con il Comune di Qualiano di fronte al Consiglio di Stato?

«I motivi di esclusione non possono essere stabiliti dall’amministrazione ma dalla legge. Qualora vi fosse un contenzioso e la legge stabilisce che la società o la ditta non può partecipare alla gara, in quel caso sarebbe esclusa automaticamente. Il problema è un altro: la scelta politica. Secondo me quanto scelto dall’amministrazione non è lungimirante. Rispetto alla scelta fatta poteva anche essere allargata la platea dei partecipanti: andava fatta una gara europea così come l’avevamo predisposta noi per individuare, insieme, il tesoriere e il riscossore. Scegliere un unico soggetto per entrambi i servizi avrebbe consentito ai cittadini e al Comune di Qualiano di ricevere sicuramente un servizio migliore. Ci ritroviamo, purtroppo, con una società che fa da tesoriere che ci costa ciò che costa e un ente riscossore che non ha sportelli sul territorio ovvero Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate Riscossione. Viceversa, avrebbero potuto imporre uno sportello sul territorio per i pagamenti delle tasse e per servizi di consulenza come rateizzi ed altro, evitando disagi ai cittadini per gli spostamenti ed agevolare, magari, le persone più anziane. Conclusione? Stanno dimostrando giorno dopo giorno di essere incompetenti».

Per dovere di cronaca vi informiamo che avevamo posto al Consigliere De Luca anche le seguenti domande a cui al momento non ha inteso rispondere. Le lasciamo di seguito.

Come considera il metodo di calcolo utilizzato dall’amministrazione De Leonardis per la formulazione della gara?

Tra l’altro in questo calcolo della base di gara risulta che il 2018 la Tesoreria è costata ai cittadina qualianesi 200mila euro: le sembra un costo equo?

Restiamo a disposizione del Consigliere De Luca. Nel caso volesse risponderle provvederemo a riportarle.

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Opere e messa in sicurezza edifici pubblici: 5 mln per Qualiano, 4,9 per Melito e 3,2 per Mugnano

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Micillo (M5S): “Altro segnale di attenzione per il Territorio”

Un segnale di grande attenzione verso i territori è arrivato dallo Stato centrale. Assegnati, infatti, agli enti locali contributi per investimenti relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nel limite di 6.150.000.000 euro distribuiti dal 2021 al 2030 compreso”. Lo afferma il deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo e componente della Commissione Ambiente alla Camera.

Le risorse a disposizione dei comuni dovranno essere utilizzate per opere di messa in sicurezza e di prevenzione del rischio idrogeologico, inclusi strade, ponti, viadotti, per l’efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per quelli ad uso scolastico. Per questi ultimi il finanziamento copre il miglioramento antisismico, l’adeguamento impiantistico e antincendio, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’efficientamento energetico”. Spiega ancora Micillo.

Con questi contributi – prosegue – le amministrazioni comunali di Napoli Nord che hanno presentato i progetti, potranno fare gli interventi che non riescono a portare a termine a causa della scarsità di risorse. Mi riferisco alle infrastrutture stradali, idriche e sociali e gli edifici pubblici del nostro tessuto urbano rendendoli più efficienti, più sicuri, più moderni”.

Nella graduatoria dei progetti ammessi e finanziati in seguito vi sono presenti tre comuni del nostro territorio con progetti per un totale di 13.199.840 euro. Sono i comuni di Melito di Napoli con 6 progetti per un totale di 4.999.840,00 euro, Mugnano di Napoli con un progetto da 3.200.000,00 e Qualiano con due progetti per un totale di 5.000.000,00 di euro”. Così conclude il deputato M5S Salvatore Micillo.

Nota stampa deputato Salvatore Micillo – M5S

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Governo, demA: “Ancora una volta uno schiaffo al SUD”

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demA: “Dopo la formazione di un Governo a trazione nordista, arriva lo slogan ‘Prima il Nord’ sulla pagina istituzionale del Ministro al Turismo Garavaglia”

Ancora una volta uno schiaffo al Sud e alla sua gente! Dopo la formazione di un governo a trazione nordista, con chiara vocazione antimeridionale, con la nomina del leghista Giorgetti a Ministro allo Sviluppo Economico, arriva lo slogan ‘Prima il Nord’ sulla pagina istituzionale del Ministro al Turismo Garavaglia.

Parole offensive da parte di un rappresentante delle istituzioni che non possono passare sotto silenzio perché manifestano un ragionamento tutto politico legato al partito del Ministro e alla visione di un Sud zavorra del Nord.

Alla preoccupante assenza di equilibrio territoriale che penalizza la prospettiva e la capacità di una compagine di governo a rappresentare le aspirazioni del Mezzogiorno, il cui sviluppo ha un ruolo chiave per la crescita dell’intero Paese, si aggiunge la preoccupazione per un ritorno al passato in cui forte soffiava il vento anti-meridionale del Partito di Bossi-Borghezio.

Non possiamo dimenticare che la Lega, negli anni, ha fatto passare una campagna di delegittimazione del Mezzogiorno quale luogo di sprechi, mentre intanto i governi asfissiavano i territori. Non possiamo dimenticare che nel 2015, Giorgetti, in qualità di Presidente della Commissione Bicamerale sul Federalismo fiscale, è stato tra i principali responsabili degli zeri assegnati al Sud e del dimezzamento del fondo di perequazione destinato ai suoi cittadini residenti.

Non dimentichiamo che la Lega è stata tra i promotori della legge sul regionalismo differenziato. Non staremo a guardare senza muovere un dito il fatto che un rappresentante della Repubblica, incurante del suo ruolo, offende e discrimina una parte del Paese mentre dovrebbe garantire l’unità nazionale, promuovere, in virtù della sua delega, l’Italia intera e tutti i suoi paesaggi.

Il movimento demA auspica che il senso istituzionale prevalga e che il Ministro Garavaglia possa rivedere le sue posizioni, inaccettabili, dando vita ad un’azione di governo che sia rispettosa di tutto il Paese e non di una sola parte. Siamo certi che la Presidenza del Consiglio dei Ministri vigilerà affinché non accada che un Ministero della Repubblica danneggi, utilizzando la propria funzione istituzionale, un’area del Paese solo per meri interessi politici di parte.

Auspichiamo che il Ministero del Turismo, settore vitale per tutto il Mezzogiorno, promuova una visione che riconosca al Mezzogiorno il ruolo strategico di porta d’accesso del Mediterraneo attraverso la quale attrarre persone, merci, lavoro, tecnologia e idee per un futuro migliore. Senza il Mezzogiorno il Settentrione non va da nessuna parte!  

Nota stampa Gruppo Comunicazione demA

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Nappi: ‘interrogazione per verificare funzionamento catena vaccini Covid dopo morte insegnante’

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severino nappi
Foto Archivio

Nappi: “per evitare che accada ancora, è quanto mai necessario e urgente fare una approfondita verifica del buon funzionamento della catena delle vaccinazioni”

“La notizia della scomparsa di Annamaria Mantile, docente dell’istituto comprensivo Pavese di Napoli, morta dopo essersi sottoposta a vaccino ci lascia sgomenti e ci pone molti interrogativi. Ecco perché presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale affinché si faccia piena luce sul funzionamento del sistema delle vaccinazioni, sui modi e gli effetti della somministrazione”.

Così in una nota il consigliere regionale della Lega Severino Nappi, che prosegue: “la giustizia senza dubbio seguirà il suo corso, dopo che i famigliari dell’insegnante hanno denunciato l’accaduto. Ma per evitare che accada ancora, è quanto mai necessario e urgente fare una approfondita verifica del buon funzionamento della catena delle vaccinazioni”.

Nota Stampa Severino Nappi

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La Mura: Su cisterne ISECOLD di Torre annunziata manca Piano per Territorio, urge VIA

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Virginia La Mura (Gruppo Misto) Pompei contratto di fiume

La Mura: Le verifiche della Regione Campania non tengono conto che l’ampliamento ricade nella Zona Rossa del Piano Nazionale di Emergenza Vesuvio

ROMA. L’ampliamento dei depositi di prodotti petroliferi a ridosso del porto di Torre Annunziata, con la costruzione di ulteriori due grandi serbatoi lungo una linea di costa che dovrebbe essere valorizzata e non ulteriormente deturpata, rappresenta una condizione inaccettabile per un territorio già in grande sofferenza e che da tempo chiede risposte per la salvaguardia dell’ambiente e per la riqualificazione urbanistica.

Ma a far saltare il tavolo è stata la posizione dell’Ufficio Ambiente della Regione Campania che, dopo aver analizzato il progetto di ampliamento presentato nel dicembre 2019 dalla società ISECOLD srl, ha dichiarato la non assoggettabilità alla procedura VIA, privando così i cittadini di quel naturale confronto pubblico sulle verifiche di impatto ambientale previste dalla vigente normativa.

Ad insorgere contro la Regione Campania vi sono cittadini, associazioni senza scopo di lucro, parlamentari, consiglieri regionali e tecnici che hanno presentato un corposo e documentato ricorso al TAR Campania per veder annullato il decreto dirigenziale n. 201 del 9/12/2020, contestando una serie di anomalie e soprattutto la superficialità dell’istruttoria tecnico-amministrativa.

In questo procedimento vi sono troppe anomalie che richiedono una radicale revisione dell’istruttoria – spiega la senatrice Virginia La Mura – . Ritengo che una mobilitazione così ampia di associazioni e cittadini, accompagnati da esponenti politici nazionali e del territorio, debba far riflettere gli uffici regionali che dovrebbero immediatamente assumere, in regime di autotutela, atti volti a sospendere i provvedimenti ingiustamente emanati, basati su valutazioni che denotano l’assenza di una politica energetica regionale ed una assoluta carenza di sensibilità in tema ambientale per la salvaguardia del territorio costiero ed anche della saluta pubblica”.

Sullo sfondo un provvedimento di revoca di un permesso di costruire del 2015 rilasciato dal Comune di Torre Annunziata alla ISECOLD proprio per violazioni del Testo Unico sull’Ambiente ed un progetto, presentato a fine 2019 in sanatoria, che è stato analizzato con una superficialità sospetta.

Come è possibile che le verifiche condotte dalla Regione Campania – continua la Senatrice La Muranon tengano nella dovuta considerazione che l’intero deposito costiero, e non solo l’ampiamento, risulta posizionato all’interno della perimetrazione della “Zona Rossa” del Piano Nazionale di Emergenza Vesuvio approvato dalla Protezione Civile Nazionale, aggiornato nel 2015 ed integralmente recepito dalla stessa Giunta Regionale della Campania? Come è possibile che non sia stata esaminata la problematica connessa alla stabilità dei terreni di sedime, i possibili fenomeni di liquefazione delle sabbie sotto l’effetto di un sisma ovvero le questioni legate al trasporto solido responsabile dell’insabbiamento del porto? Come è possibile non tener conto che sono stati spesi recentemente oltre 30 milioni di euro per il dragaggio dei fondali del porto correndo il rischio di vanificare tali investimenti nel rafforzare la presenza di una lingua di terra che solo nel 1960 non esisteva? Affrontare questioni così delicate per il territorio – conclude la senatrice – in mancanza di una pianificazione di più ampio respiro, senza neanche tener conto dei depositi costieri del vicino porto di Napoli, è veramente una condizione aberrante”.

Nota stampa Senatrice Virginia La Mura – Gruppo Misto

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