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Usura, 5 arresti a Benevento: interessi fino a 240%

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Il provvedimento cautelare è scattato al termine delle indagini scaturite da diverse denunce, sostenute anche dalle associazioni antiusura

Nella mattinata odierna, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, la Squadra Mobile presso la Questura di Benevento, coadiuvata dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, dai Cinofili e dal Reparto Volo di Napoli, con la collaborazione, per quanto di specifica competenza, del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Benevento, ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari di Benevento nei confronti di cinque persone gravemente indiziate, a diverso titolo, dei reati di usura, estorsione e violenza privata ai danni di alcuni imprenditori beneventani, i quali, da anni ed in particolare dall’anno 2013 versavano indebite utilità e danaro, divenute ormai insostenibili.

È stata inoltre anche riconosciuta dal G.I.P. la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per il reato di favoreggiamento personale nei confronti di dieci imprenditori di Benevento e Provincia, vittime di usura, i quali, in sede di sommarie informazioni testimoniali, rese nel corso delle indagini, hanno negato l’esistenza di rapporti di debito anche di natura usuraria con gli odierni indagati, in palese contrasto con le emergenze investigative

Il provvedimento cautelare è stato adottato al termine di una complessa ed articolata attività d’indagine scaturita da una serie di denunce presentate, anche grazie al sostegno di associazioni antiusura e antiracket operanti nel territorio, da imprenditori attivi nel ramo della ristorazione, a partire dal mese di marzo del 2019; le vittime riferivano in particolare di prolungati rapporti usurari con gli indagati, già gravati da specifici precedenti per i reati per i quali si procede, che hanno trovato ulteriori e significativi elementi probatori di riscontro nell’attività anche di carattere tecnico svolta dalla p.g. operante.

Il contenuto delle conversazioni intercorse tra indagati e persone offese, captate nel corso delle indagini è infatti del tutto esplicito, sia in ordine alla dazione delle somme di denaro e dei relativi interessi usurari richiesti dagli indagati e ha consentito anche di accertare gravi esplicite condotte di carattere minatorio, finalizzate a conseguire la dazione, non dovuta, di somme di danaro, dal 2009 al 2019, a titolo di interessi usurari, i cui tassi applicati ed accertati in sede d’indagine sono stati quantificati tra il 120% ed il 240% ; con tali condotte le vittime venivano inserite in un crescente vortice di ricatti e debiti dai quali non riuscivano più ad uscirne, venendo addirittura costrette in un caso a cedere la gestione di una parte della propria azienda ad uno degli indagati.

Gli indagati non esitavano a porre in essere, con condotte reiterate ed attuali, minacce di gravi violenze fisiche ai danni delle vittime ritenute inadempienti nei pagamenti, fino ad arrivare a danneggiare i loro beni, finalizzate, non solo ad ottenere l’indebito profitto usuraio ma anche a impedire alle stesse vittime di denunciare e collaborare con le Forze dell’Ordine e finanche a costringere le vittime a ritrattare le dichiarazioni accusatorie eventualmente rese. Tali minacce evidentemente in molti casi hanno raggiunto il loro effetto se ben dieci imprenditori hanno ritenuto di negare anche a fronte di elementi inequivoci in possesso degli inquirenti in ordine alla loro sottoposizione all’usura.

L’odierna attività testimonia l’importanza e l’efficacia della collaborazione delle vittime che scelgono di denunciare i delitti di usura e di estorsione, affidandosi, anche ad associazioni antiracket attive sul territorio, ma anche la costante e continua attività di contrasto alla criminalità economica e predatoria espletata dalla forze di polizia presenti nella provincia di Benevento, operanti in piena sinergia con la Procura della Repubblica, che ha consentito di porre un argine alle attività delittuose prima descritte, attraverso l’arresto degli indagati. Non può tacersi, però, che gli episodi oggi oggetto della misura cautelare non sono che la punta di un iceberg di una realtà più estesa, sia in città che in provincia, che stenta ad mergere nel nostro territorio e che senz’altro appare meritevole di una sempre più grande attenzione da parte degli organi investigativi, soprattutto in questo frangente storico caratterizzato da una grave crisi di liquidità per gli imprenditori a seguito della pandemia in atto e dalla difficoltà di ottenere il credito dai circuiti leciti.

Nota stampa Procura della Repubblica Benevento

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Alto impatto a Torre Annunziata e Boscoreale: sanzioni

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Foto Polizia Repertorio

Identificate 318 persone in totale ed elevate sanzioni per 1000 i controlli in zona “parco Penniniello” e “parco Poverelli” e “Cuparella” e “Piano Napoli a Boscoreale

Ieri gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona del “parco Penniniello”, del “Parco Poverelli” e dell’area “Cuparella” a Torre Annunziata e all’interno del complesso edilizio “Piano Napoli” in via Settetermini a Boscoreale dove hanno identificato 318 persone e controllato 162 veicoli.

Nel corso dell’attività sono state contestate 7 violazioni del Codice della Strada per guida con patente scaduta, per mancanza dei documenti di circolazione e per mancata precedenza, elevando sanzioni per un totale di circa 1000 euro.

Nota stampa Questura di Napoli

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Controlli a San Ferdinando: denunciati 2 parcheggiatori abusivi

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foto: archivio

Controlli straodinari nella zona di Chiaia e dei “baretti”, sanzionate 31 persone per non aver rispettato la normativa anticovid

Ieri sera gli agenti del Commissariato San Ferdinando hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona di Chiaia e dei “baretti”.

Durante l’attività sono state identificate 92 persone, controllati 22 veicoli di cui 8 motoveicoli, e contestate 3 violazioni del Codice della Strada per divieto di sosta; inoltre, sono state sanzionate 12 persone per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché sorprese a consumare bevande alcoliche nei pressi dei locali e senza rispettare il distanziamento sociale.

Inoltre, in via Nicola Nisco e in via Riviera di Chiaia, i poliziotti hanno bloccato e denunciato due napoletani con precedenti di polizia già sottoposti a Dacur (divieto di accesso alle aree urbane) poiché stavano svolgendo nuovamente l’attività di parcheggiatori abusivi e per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Infine, sono stati identificati e sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19 diciannove minorenni che, lo scorso 9 gennaio, avevano creato un assembramento in via Carducci.

Nota stampa Questura di Napoli

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Scampia, Minaccia vicino con balestra e pistola: denunciato

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scampia

Nell’appartamente dell’aggressore 60enne trovata una balestra con due frecce e una pistola replica con 12 pallini di ferro

Ieri sera gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in uno stabile di via Monte Rosa per una lite condominiale.

I poliziotti, giunti sul posto, sono stati avvicinati da un condomino che ha riferito di essere stato aggredito da un vicino il quale lo aveva minacciato con una balestra e una pistola.

Gli agenti hanno bloccato l’aggressore nel suo appartamento dove hanno rivenuto, occultati in un armadio, una balestra, due frecce e una pistola replica completa di caricatore con 12 pallini in ferro.

G.S., 60enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per minacce aggravate e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Nota stampa Questura di Napoli

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Spaccia droga in casa: arrestato 36enne a Sant’Antimo

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Ad attirare l’attenzione della pattuglia della Polizia il continuo viavai di persone che entravano ed uscivano dal palazzo a Sant’Antimo

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore, durante il servizio di controllo del territorio, hanno visto in via Giacinto Gigante a Sant’Antimo un viavai di persone che entravano ed uscivano da un palazzo.

I poliziotti, entrati nell’edificio, hanno bloccato un uomo in un appartamento. Nell’appartamento hanno trovato, nascosti in un mobile della cucina, 19 involucri con 13 grammi circa di cocaina. Rinvenuto inoltre anche un bilancino e diverso materiale per il confezionamento della droga.

Gli agenti hanno arrestato E.G., un 36enne di Sant’Antimo con precedenti di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. A diffondere la notizia dell’arresto la Questura di Napoli

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Napoli Camorra, arrestato 31enne vicino a clan Mazzarella

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Foto: Archivio

L’uomo sfuggì alla cattura del 19 novembre scorso; risulta gravemente indiziato di porto abusivo di arma da fuoco, estorsione, tutto aggravato dal metodo mafioso

Questa notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Farid Cinquegrana, 31enne sfuggito alla cattura del 19 novembre scorso di altri 5 indagati, appartenenti a due contrapposti sodalizi camorristici, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, porto e detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalla circostanza del metodo mafioso.L’uomo sfuggì alla cattura del 19 novembre scorso; risulta gravemente idiziato di porto abusivo di arma da fuoco, estorsione, tutto aggravato dal metodo mafioso

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli di localizzare il 31enne in un’abitazione a Castel Volturno.

Sul conto di Cinquegrana – personaggio vicino al clan mazzarella – sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione all’esplosione di colpi d’arma da fuoco – avvenuta nel gennaio del 2018 – all’indirizzo degli emissari del clan “De Luca Bossa – Minichini – Rinaldi” incaricati della riscossione della “tangente” dal gestore di una “piazza di spaccio”, attiva nel quartiere “Mercato” e riconducibile al sodalizio dei “Mazzarella”.

L’evento si inquadra nell’ambito della violenta contrapposizione tra il sodalizio dei “Mazzarella” e quello dei “Minichini – Rinaldi – De Luca Bossa”, quest’ultimo interessato, tuttora, ad estendere la propria sfera di influenza dall’area di San Giovanni a Teduccio – Ponticelli a quella centrale del capoluogo.

Nota stampa Comando Provinciale Carabinieri Napoli

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