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Covid-19, costi della sicurezza: nuovo aggiornamento

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cantiere edile sicurezza sul lavoro
Foto di LEEROY Agency da Pixabay

Un nuovo aggiornamento sui costi per la sicurezza da tenere presente dopo il la pandemia da Covid-19

Dopo l’articolo sulla sicurezza e i costi dovuti al Covid-19 necessitiamo ora di un nuovo aggiornamento. Le misure previste relative al contagio del virus SARS-CoV-2, comportano infatti, “in generale, la revisione delle procedure lavorative e gestionali normalmente impiegate in un cantiere edile, richiedendo l’attuazione di nuovi e aggiuntivi apprestamenti e/o dispositivi di protezione individuale e collettiva, ma anche la messa in atto di nuove/diverse modalità di gestione dei tempi lavorativi, con conseguente variazione del crono-programma dei lavori per tutta la durata del periodo emergenziale e comunque tenendo conto dell’evolversi della situazione emergenziale. Occorre considerare i maggiori costi a carico delle imprese dovuti all’apprestamento delle specifiche misure di sicurezza finalizzate, tra l’altro, al corretto adempimento di quanto previsto nell’ambito dei Protocolli di regolamentazione. Alcune Regioni, come la Toscana hanno emanato delibere della Giunta Regionale, di alcune riportiamo parti di testo, che con riferimento alle norme Nazionali e varie regolamentazioni, con riferimento ai cantieri Pubblici.

Documenti di gara ed emergenza Covid-19

Al fine di aggiornare i documenti di gara e/o progettuali all’emergenza sanitaria in corso necessari per la riapertura dei cantieri pubblici e per la consegna dei nuovi cantieri fino al termine della crisi emergenziale da valutarsi in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica, ogni regione ha approvato un elenco delle misure anti covid-19 ed una guida all’utilizzo delle stesse. In particolare per la determinazione dell’importo delle procedure di affidamento per gli appalti di forniture e servizi, comprensivo delle spese generali e da incrementare con la percentuale del 10% dell’utile, necessarie per far fronte alla crisi emergenziale a e fino al termine della crisi emergenziale stessa da valutarsi in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica dando mandato “all’Osservatorio regionale dei Contratti pubblici:

  • a. di provvedere alla manutenzione, all’implementazione e alla modifica dell’elenco delle misure anti covid-19 e della ‘guida per l’utilizzo dell’elenco delle misure anti covid-19’ al fine di garantirne il corretto aggiornamento alla legislazione, alla normativa tecnica in materia e all’evolversi della situazione epidemiologica;
  • b. di porre in essere tutti gli atti amministrativi necessari alla promozione e alla diffusione della conoscenza del l’elenco delle misure anti covid-19 e della guida per l’utilizzo dello stesso”.

In particolare che per i cantieri che dovranno riprendere l’attività, “vi è l’obbligo del datore di lavoro di provvedere, con le rappresentanze sindacali, all’adozione/integrazione del protocollo aziendale per la sicurezza dei lavoratori ai sensi dell’Allegato 12 del DPCM 17 maggio 2020 e alla definizione del comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione di cui sopra, prevedendo, altresì, ai sensi del paragrafo 10 dell’ Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020 la costituzione dei comitati territoriali, laddove non possibile la costituzione di comitati aziendali”. Inoltre il Protocollo “dovrà essere trasmesso dal datore di lavoro al RUP che lo trasmetterà al CSE e al DL, anche ai fini dell’integrazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)”.

Il CSE e il PSC

Il CSE “provvederà ad adeguare il PSC che, dopo gli opportuni adempimenti amministrativi, trasmetterà al datore di lavoro per il conseguentemente adeguamento del POS. Il CSE, in attuazione dei propri compiti di cui al D.Lgs. 81/2008, integra il PSC così come definito all’Allegato XV del D.Lgs. 81/08 e attua scelte progettuali e organizzative conformi al Protocollo di cui all’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020”.

Datore di Lavoro e POS

Inoltre il datore di lavoro “redige il POS in conformità al proprio protocollo aziendale, ai sensi dell’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020, ed ai contenuti del PSC. Successivamente all’approvazione dei POS, il datore di lavoro provvederà ad avviare l’attività informativa nei confronti dei lavoratori operanti nel cantiere”.

Si indica poi che in relazione all’attuazione del punto 9 dell’Allegato 13 del DPCM 17 maggio 2020, “ il medico competente (MC) collabora con il datore di lavoro e i RLS/RLST, nonché con il direttore di cantiere e il CSE ove nominato nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19.

In particolare, il medico competente segnala al datore di lavoro eventuali situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti, nel rispetto della privacy, al fine di tutelare maggiormente il lavoratore, applicando le indicazioni delle Autorità Sanitarie”.

Il ruolo del Medico Competente

Il medico competente, in considerazione del suo ruolo, potrà poi “suggerire l’adozione di ulteriori provvedimenti qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori (a riguardo si richiama la Circolare Ministero della Salute n.14915/2020)”.
Si segnala inoltre “che, anche laddove non sia presente il PSC, la stima dei costi della sicurezza dovrà comunque essere aggiornata ai sensi dell’allegato xv punto 4.1.2 a cura del responsabile dei lavori” (D.Lgs. 81/2008).

In generale “potranno individuarsi maggiori costi cosiddetti ‘connessi’, ossia direttamente riconducibili a misure di sicurezza (cosiddette misure ‘antiCOVID-19’) dell’ambiente lavorativo ‘cantiere’, sia nei confronti dei lavoratori delle imprese (appaltatrici, subappaltatrici…), sia dei visitatori, sia dei fornitori”.

Le maggiori quote economiche “potranno dunque ricondursi, richiamando quanto definito dalle norme vigenti in materia, alla fattispecie di:

  • a) costi della sicurezza: ossia quantificazione economica analitica e dettagliata di tutte le specifiche misure di sicurezza definite dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)/esecuzione (CSE) all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). Tali costi non sono soggetti al ribasso d’asta.
  • b) Oneri aziendali per la sicurezza: afferenti all’esercizio dell’attività svolta da ciascun operatore economico nella sua veste di “datore di lavoro” e dovuti esclusivamente alle misure per la gestione del rischio proprio connesso all’attività svolta e alle misure operative gestionali. Tali oneri sono ricompresi nell’ambito delle spese generali riconosciute all’operatore e corrispondenti a procedure contenute normalmente nei Piani Operativi di sicurezza redatti dalle singole imprese esecutrici (POS)”.

Seguirà ulteriore aggiornamento. Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci menzionando l’articolo di interesse alla mail: etconsulting2003@gmail.com

Dott.G. Esposito
Eng.&Safety Manager

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Italia ti Ascolto, l’App che aiuta a superare la pandemia

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Un’App per il benessere psicologico; un nuovo approccio con il quale anche la tecnologia vuole partecipare nel favorire un equilibrio emotivo dei cittadini

Il 2020 sarà ricordato soprattutto come un anno legato ad una grave emergenza sanitaria da cui ne è scaturita anche una psicologica innescando, così, un malessere emotivo in chi ha affrontato o sta affrontando grossi cambiamenti del proprio stile di vita.

Con la pandemia, infatti, si è venuto a creare un nuovo scenario di vita che sta causando un forte disagio emotivo e, in questa difficile situazione, anche la tecnologia sta cercando di dare una mano.

Grazie ad un progetto dell’Università Bicocca di Milano, è nata l’applicazione “Italiatiascolto” creata per offrire gratuitamente ascolto e supporto psicologico a coloro (maggiorenni) che si trovano in una situazione di stress o sofferenza emotiva dovuta a questo triste momento storico.

L’obiettivo di questa applicazione, infatti, è quello di offrire un aiuto mirato in base ai vari bisogni psicologici specifici della popolazione.

Attraverso questa progetto, vengono affrontate varie tematiche e, pertanto, questa applicazione è adatta a varie tipologie di persone: a chi è preoccupato per il futuro e gli effetti del look down, per chi vive delle difficoltà lavorative, a coloro che questa pandemia l’hanno vissuta in prima linea (operatori sanitari) con tutte le conseguenze psicologiche, a chi ha perso delle persone care e sta attraversando un lutto, per genitori con figli piccoli e adolescenti che devono aiutarli a gestire il rientro in una scuola oramai completamente cambiata, a tutti quei giovani adulti che vogliono condividere la propria esperienza emotiva di questo periodo pandemico, per tutte quelle donne che stanno affrontando la maternità in un momento così incerto.

Attivazione e funzionamento

Come tutte le app, basta scaricarla sul proprio device e poi registrarsi.

All’interno è presente un calendario con gli orari ed i giorni dei vari incontri, della durata di un’ora, che avvengono in sale virtuali e “ tematiche” perché affrontano problematiche diverse. In base alla disponibilità e all’esigenza, si effettua la prenotazione ad un incontro che sarà gestito da uno psicologo esperto e con 16 partecipanti al massimo.

L’utente ha bisogno solo di un dispositivo elettronico (smartphone, tablet, pc, ecc.) dotato di videocamera e microfono.

Questo progetto, in fase di sperimentazione, è sicuramente innovativo per la modalità di fare terapia sfruttando la comodità e la velocità di quei mezzi tecnologici a cui quasi tutti oggi abbiamo facilmente accesso.

È un nuovo approccio con il quale anche la tecnologia vuole partecipare nel favorire un equilibrio emotivo dei cittadini entrando, così, a far parte di quella vasta rete fatta di soggetti, istituzioni, organizzazioni, che deve garantire, in quanto è un diritto, il benessere psicologico di tutti.

ulteriori notizie possono essere reperite a questo link.

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Facciamo il Punto! con l’Achitetto Aniello Tirelli: Superbonus 110%

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Affrontati con il Consigliere dell’Ordine degli Architetti Aniello Tirelli tutti gli aspetti del Superbonus 110%

Con noi a Facciamo il Punto! con l’ospite, l’architetto Aniello Tirelli, Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli.

Affrontato il tema del Superbonus 110%, tanti gli spunti di riflessione venuti fuori e tanti i chiarimenti forniti ai cittadini.

La giusta occasione per chiarire la fondamentale importanza della progettazione prima di procedere alla lavorazione. Essa, infatti, come ha spiegato Tirelli, deve comprendere – per arrivare a beneficiare del superbonus 110% – ogni aspetto della ristrutturazione partendo dal lato strutturale degli edifici, fino a giungere alle valvole dei caloriferi. Il tutto infatti deve necessariamente produrre per l’edificio un salto di almeno due classi energetiche.

Trattato anche i casi dei condomini dove potrebbe essere maggiormente ostica l’applicazione.

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La diffusione della Luce

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Foto Archivio

In questo nuovo appuntamento l’Arch. Aniello Tirelli di NoiArchitetti Napoli ci illustrerà le differenze e le funzioni dei vari tipi di luminosità

QUAL  E’ LA GIUSTA LUCE PER I VOSTRI SPAZI?

Sapete che ci sono diversi modi di diffondere la luce? Quale meglio si adatta ai singoli ambienti?

In questi appuntamenti su carta, ci dedicheremo allo studio delle luci nei singoli ambienti e quali dispositivi di illuminazione scegliere per codificare e massimizzare i vostri ambienti di casa e lavoro.

Oggi voglio illustrarvi le differenze e le funzioni dei vari tipi di luminosità.

Partiamo dalla LUCE D’AMBIENTE o LUCE DIFFUSA.

Ci sono molti modi per ottenere una luce diffusa, da faretti a soffitto, da lampade da appoggio opportunamente disposte, da luci a parete rivolte verso l’alto, o da superfici riflettenti.

La luce ambientale è quella che maggiormente vuole simulare la luce diurna: questa tipologia di illuminazione, se ben progettata, sottolinea le forme e crea piacevoli giochi di ombre migliorando notevolmente la qualità dello spazio.

È risaputo che la classica lampada a sospensione centrale (lampadario) concede una buona illuminazione ad una stanza, ma è poco interessante e priva di carattere. Un buon modo per calibrare l’intensità della luce è dotare gli impianti di un “dimmer” (apparecchio che consente di regolare l’intensità luminosa), così da scegliere l’intensità desiderata in base alle esigenze e alle fasce orarie.

Le LUCI DI SERVIZIO sono quelle luci che sono installate solo in alcuni ambienti della casa, dove ci occorre poca quantità di luce, ad esempio per illuminare le scale, il corridoio, un ripostiglio, il campanello d’ingresso o una credenza. Non bisogna mai trascurare, però, la sua importanza semplificandola al concetto di praticità e funzionalità, perché può diventare un elemento molto fondamentale non solo per fruire meglio gli spazi, ma anche nel creare piacevoli atmosfere.

Abbiate sempre cura nel controllarne colore e intensità.

Le LUCI DIREZIONALI

La fonte luminosa di questo sistema produce un fascio luminoso, che si può direzionare verso un’area o un’oggetto specifico. Viene usata spesso per i lavori di precisione o per esaltare particolari elementi. Gli apparecchi sono innumerevoli, a parete, d’appoggio o a soffitto e ognuno può avere uno SPOT differente e regolabile (angolo del flusso luminoso). Nell’utilizzo di questo sistema è molto importante studiarne la struttura per poter ottenere l’effetto desiderato, ma non esagerate perché potreste creare disturbo alla vista generando troppi chiaro-scuri.

La LUCE DECORATIVA

Quasi mai contribuisce all’illuminamento dell’ambiente, perché, come dice la parola stessa, è esclusivamente decorativa. Sono quelle fonti luminose che mettono in risalto complementi d’arredo, sculture e oggetti di vario genere creando effetti di luce dall’intramontabile fascino. Se si addicono allo stile della vostra casa, aggiungono un tocco di raffinatezza all’ambiente.

Come sempre, vi consiglio di rivolgervi ad un architetto che vi darà i giusti consigli e progetterà nel modo più armonioso l’illuminazione della vostra casa.

Nella prossima rubrica valuteremo la giusta quantità di luce nei singoli ambienti.

A presto. Arch. Aniello Tirelli, NoiArchitetti_Napoli

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Luce ed Architettura: Luce naturale vs Luce artificiale

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Riprende la collaborazione il “Punto!” il Web Magazine tra l’Architetto Aniello Tirelli di NoiArchitetti Napoli

Cari lettori, dopo una lunga pausa e a seguito delle tante richieste pervenute, riparte da oggi la nostra rubrica settimanale dedicata all’architettura e alla casa.

Avendo questa estate iniziato ad affrontare il tema dell’illuminazione e degli spazi interessati da essa, quest’oggi approfondiremo l’importanza del “bilancio naturale” per una migliore qualità della vita.

Quanto tempo trascorriamo all’aria aperta ed esposti alla luce naturale?

Avete mai notato gli effetti benefici di questa esposizione? Sono sicuro di sì.

La luce naturale diventa, nella nostra vita, uno strumento di regolazione dell’orologio biologico: basti pensare che i bambini che passano molto tempo esposti alla luce naturale dormono meglio, poiché meglio regolato è il loro ritmo circadiano.

Ahimè, però, per motivi legati al lavoro e alla cura della famiglia, la maggior parte delle persone trascorre il proprio tempo in spazi chiusi (ufficio, casa, auto, ecc) illuminati artificialmente, delegando al weekend, a brevi passeggiate, a sport outdoor e poco altro, il tempo trascorso all’aria aperta.

Come è ben noto, la voce naturale è sensibilmente più potente rispetto a quella artificiale (considerate che la luce diurna naturale raggiunge fino a 10.700 lux, arrivando in una tersa e calda giornata di piena estate anche a 107.000 lux, mentre una postazione di lavoro, ad es, non raggiunge più di 1.000-1.500 lux. La differenza è notevole, non trovate?), la sua omogenea diffusione controlla e regola positivamente gli stati d’animo ed è l’unica a restituirci i colori autentici.

Vi consiglio infatti di scegliere i materiali e i colori della vostra casa o del vostro ufficio/attività commerciale, dopo averli visti all’esterno alla luce del sole.

Luce artificiale

È chiaro che all’interno di un abitazione o luogo di lavoro non potremo mai ottenere lo stesso valore di illuminamento di uno spazio esterno, oltreché risulterebbe economicamente insostenibile.

Le scelte progettuali devono, quindi, massimizzare l’utilizzo della luce naturale e garantirci un miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente.

La progettazione delle luci negli ambienti di vita può risultare davvero complessa se non si hanno le giuste competenze, perciò vi invito ad affidarvi ad architetti e professionisti esperti nel Light design, per non cadere in errori grossolani e massimizzare così i benefici di una illuminazione ottimale.

La settimana prossima ci concentreremo proprio sulla tipologia di emissione della luce: Luce Diffusa, Luce di servizio, Direzionale e Decorativa.

Vi auguro un buon fine settimana.

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Micro imprese e digital marketing: strategie e suggerimenti nel white paper di GoDaddy

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Lockdown e varie misure restrittive legate alla diffusione del Coronavirus hanno accelerato il processo di digitalizzazione.

Il digitale ha aperto tante nuove possibilità alle imprese, tra strumenti di lavoro e strategie che permettono di promuovere il proprio business in modi innovativi e molto efficaci. Il lockdown e le varie misure restrittive legate alla diffusione del Coronavirus hanno accelerato questo processo di digitalizzazione, evidenziando l’importanza di essere presenti online e utilizzare le le tecniche di digital marketing più adatte per fare business.

Dai siti web ai social network, dall’email marketing alla SEO, per approfondire tutti questi aspetti e le migliori tecniche digitali per le PMI italiane, Miriam Bertoli ha realizzato il white paper “Piccoli business, grandi risultati: strategie di marketing digitale per competere con successo”, scaricabile gratuitamente online all’interno della rubrica “Punti di vista” di GoDaddy – una sezione ricca di contributi, approfondimenti e analisi realizzati da esperti del settore digital.

Nel suo approfondimento, Miriam Bertoli, docente e consulente di digital marketing, oltre che autrice del libro “Web Marketing per le PMI”, ha cercato di chiarire alcuni dei principali dubbi che possono sorgere quando si muovono i primi passi nel mondo del digitale: conviene davvero aprire un e-commerce? Quali sono i migliori strumenti di digital marketing?

Prima di tutto è fondamentale mettere a fuoco i propri obiettivi e quelli dei propri clienti: la strategia di marketing dovrebbe sempre partire dai bisogni delle persone e dalle loro caratteristiche, sulle quali creare un proprio obiettivo di business.

In base a quanto emerso da questa prima analisi bisogna poi stabilire quale sia la dotazione di base utile per la propria impresa: attualmente solo il 41% delle PMI ha un sito web, di questi solo il 27% attrae volumi di traffico rilevanti, mentre solo il 16% ha creato un servizio di e-commerce.

Soprattutto in un periodo come quello attuale, che ha profondamente cambiato i nostri comportamenti e le nostre abitudini d’acquisto, il digitale può dare nuovo slancio ai business, permettendo alle aziende di essere sempre aperte e operative.

Questi e tanti altri spunti sono racchiusi nel white paper, che approfondisce diversi strumenti tra i più moderni, suggerendo soluzioni e strategie. Per approfondire il tema e consultare tutti gli altri contributi sulle ultime novità del digital marketing è possibile seguire “Punti di Vista”, la rubrica gratuita disponibile sul blog di GoDaddy.

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