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Un virus maturo e … maturando
Pubblicato
6 anni fail

Una bellissima e sincera riflessione fatta dagli studenti della 5L di Chimica dell’ISIS Tassinari di Pozzuoli che a breve si ritroveranno alle prese con l’esame di Stato
Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno di questa triste e mesta ricorrenza, tutti i maturandi stanno calcolando il tempo che gli resta prima di gettarsi su giganteschi tomi di testo arretrati durante l’anno, sperando che l’argomento da loro meno compreso non venga chiesto. Ma la situazione cambia quando oltre al timore di non essere catalogati nella lunga lista dei maturandi, si affronta anche una pandemia matura, probabilmente più matura degli stessi maturandi.
Non c’è da meravigliarsi nel vedere gli studenti del Quinto anno rinchiusi in casa come Oscar Wilde, ma è avvilente invece non godersi i pochi mesi rimasti come si dovrebbe. Insieme al numero di contagi cresce a paro modo anche il malcontento degli studenti, sempre più demotivati ad affrontare questo esame, che risulta essere poco chiaro e camaleontico.
Le paure, i timori, i pensieri, sono tanti ma accomunati da un solo sentimento, la consapevolezza di non essere come gli altri maturandi, di non poter piangere e stringersi forte dopo l’ultimo esame.
Ed anche i loro commenti alla domanda “cosa pensi di questo esame?” non esprimo entusiasmo:
(I commenti che seguono appartengono ai ragazzi provenienti dalla classe 5L ind. chimico, ISIS Guido Tassinari)
“[…] È l’anno che ti separa dal mondo degli adulti, che ti separa da un nuovo inizio spaventoso per tutti, è l’anno che provoca un mix di emozioni indescrivibile. […] Tanti ragazzi pensano che la nostra maturità sia quella più facile, ma non è così, non lo è per niente così, dobbiamo restare con la testa ferma e non pensare a tutto questo, dobbiamo pensare che ci ritroveremo all’università senza aver vissuto gli ultimi giorni…”
Sabrina Donnarumma
C’è chi invece ha raggiunto questa consapevolezza solo di recente:
“Non mi aspettavo di concludere l’ ultimo anno scolastico in questo modo, inizialmente saltare qualche giorno di scuola è stato bello, ma poi la questione è diventata sempre più seria e ormai il ritorno a scuola è soltanto un sogno lontano.” Gennaro Langella
Sul lato opposto della stessa medaglia troviamo invece chi di risposte certe non ne ha, e si pone ancora domande:
“[…] In questo momento di pausa mondiale mi sto prendendo cura di me, delle mie emozioni e paure, le sto analizzando per scoprire se davvero vale la pena arrabbiarsi per quei ricordi che non avrò mai, sentirsi soli per la grande distanza che mi separa dalle cose che amo, avere paura per un inevitabile cambiamento che verrà. Sono arrivata alla conclusione che il mio ciclo scolastico non finirà come mi aspettavo e va bene così.”
Arianna Dicè
Ma come direbbe il buon vecchio Corrado “E non finisce qui!” Difatti non è soltanto la rabbia che accompagna la perdita di quest’anno, ma anche lo stupore e la paura di cosa ci regalerà una futura ripresa:
“[…] Dopo l’attuazione delle chiusure delle scuole a livello nazionale, finalmente cominciai a riflettere. Ma che cosa stava succedendo? E fu proprio in quel momento che mi resi conto che la cosa non si sarebbe conclusa presto. Per due mesi ho vissuto in totale depressione e riflessione cercando di capire, ma alquanto pare ero totalmente paralizzata psicologicamente. Adesso siamo in una fase di possibile ripresa, ma con tutto quello che è successo o succederà, sarà molto dura per me riprendermi dalle mie emozioni.”
Lea Di Pasquale
Ma oltre questa coltre di rassegnazione e malinconia c’è ancora chi cerca di estrapolarne il lato positivo:
“[…] Abbiamo perso l’emozione che si prova una sola volta nella vita, ovvero quella di passare gli ultimi giorni di scuola insieme ai nostri compagni, ma nonostante questo passeremo questo periodo, apprezzando molto di più quello che ci è stato tolto.”
Gennaro Merone
Ed ancora abbiamo:
“Questa quarantena non deve essere segno di resa, ma deve essere sfruttata per lavorare di più su noi stessi e sostenere i nostri familiari nei momenti di sconforto. La forzata clausura mi porta a dedicare il mio tempo, oltre che allo studio tramite le videolezioni con i nostri insegnanti e ai lavori domestici, anche alla sperimentazione di nuove cose ad esempio: dedicarmi alla gastronomia, alla lettura e ad esercizi ginnici; tutto ciò per allontanare l’ansia e la paura che cresce in ognuno di noi in questo periodo.”
Ilaria Dargenio.
Cosa si intuisce da questi commenti, così diversi ma “congiunti” fra di loro?
Almeno una volta nella vita, uno studente qualsiasi avrà desiderato la chiusura ingiustificata della scuola per godersi del sano riposo. Ma quando vengono gettati via anni importanti, ricordi fondamentali con la consapevolezza di poterli vivere una volta sola, quello studente qualsiasi inizia a dannarsi, a maledirsi per non aver saputo sfruttare al meglio quei pochi giorni, piangendo fra le braccia del proprio compagno di banco, raccontandosi tutti i momenti felici prima della distanza artificiosa.
I maturandi 2020 piangono con sommo dispiacere e lutto, la perdita del periodo stressante più bello della loro vita, con il monito che le future classi maturande possano apprezzare e sfruttare tutto il tempo che hanno, di passarlo felicemente e festeggiando gli anni passati insieme.
Michele Gualini
5L Chimica – ISIS Tassinari Pozzuoli

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