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Cantico dei cantici, lo recita Benigni a Sanremo 2020: scoppia la polemica

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Benigni a Sanremo 2020

A scatenare le sui social è la recitazione del “Cantico dei Cantici”, definita la più bella canzone del Mondo

Sul palco di Sanremo 2020 Amadeus annuncia e Benigni entra in scena e inizia il suo spettacolo: scherza sul meccanismo di voto di Sanremo, dicendo che da quest’anno è possibile anche “votare al citofono”. A scatenare le sui social è la recitazione del “Cantico dei Cantici”, racconta “l’amore fisico tra due persone” con tanto di dettagli erotici.

La presenza di questo poema nei testi sacri è un dei più grandi misteri e la stessa presenza, come racconta sul palco di Sanremo 2020 Benigni, più volte ha imbarazzato la Chiesa tanto da dover ricorrere ad allegorie come “l’amore di Dio per la Chiesa”.

L’intervento del Premio oscar termina tra applausi scroscianti ma niente standing ovation.

A questo punto il popolo dei social si scatena tra pro e contro ed in molti sono mossi da sentimenti politici dopo il passaggio del voto attraverso il citofono.

Riportiamo di seguito il testo dell’antico poema mesopotamico, ma attribuito al Re degli Israeliti Salomone.

La versione che riportiamo è quella Nuova Diodati

Prologo 1,1 – 4

La sposa desidera ardentemente e ricerca lo sposo

1 Il Cantico dei Cantici che è di Salomone. 2 Mi baci con i baci della sua bocca! Poiché il tuo amore è migliore del vino. 3 Per la fragranza dei tuoi gradevoli olii profumati il tuo nome è un olio profumato versato; per questo ti amano le fanciulle. 4 Attirami a te! Noi ti correremo dietro. Il re mi ha portato nelle sue camere. Noi gioiremo e ci rallegreremo in te; noi ricorderemo il tuo amore più del vino. A ragione ti amano.

Primo poema 1,5 – 2,7

1,5 Io sono nera ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.  6 Non guardate se son nera, perché il sole mi ha abbronzata. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia propria vigna non l’ho custodita.  7 Dimmi, o tu che il mio cuore ama, dove pascoli il gregge e dove lo fai riposare a mezzogiorno. Perché mai dovrei io essere come una donna velata presso le greggi dei tuoi compagni? 8 Se non lo sai, o la più bella delle donne, segui le tracce del gregge e fa’ pascolare le tue caprette presso le tende dei pastori.

Espressioni del reciproco amore tra sposo e sposa

9 Amica mia, io ti assomiglio alla mia cavalla tra i carri del Faraone. 10 Le tue guance sono belle con ornamenti, e il tuo collo con collane di perle.  11 Noi faremo per te collane d’oro con borchie d’argento. 12 Mentre il re siede a mensa, il mio nardo effonde la sua fragranza.  13 Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra; egli riposerà tutta la notte fra le mie mammelle.  14 Il mio diletto è per me un mazzo di fiori di alcanna nelle vigne di En-ghedi.  15 Ecco sei bella, amica mia, ecco sei bella! I tuoi occhi sono come quelli delle colombe.  16 Come sei bello, mio diletto, e anche amabile! Per di più il nostro letto è verdeggiante.  17 Le travi delle nostre case sono cedri e i nostri soffitti di cipresso.

2,1 Io sono la rosa di Sharon, il giglio delle valli.  2 Come un giglio tra le spine, così è l’amica mia tra le fanciulle. 3 Come un melo fra gli alberi del bosco, così è il mio diletto fra i giovani. Ho grandemente desiderato di stare alla sua ombra e là mi sono seduta, e il suo frutto era dolce al mio palato. 4 Mi ha condotto nella casa del banchetto, e il suo vessillo su di me è amore. 5 Sostenetemi con focacce d’uva, ristoratemi con pomi, perché io sono malata d’amore.  6 La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia. 7 Io vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, per le gazzelle e per le cerve dei campi, non destate e non svegliate l’amore mio, finché così le piace.

Secondo poema 2,8 – 3,5

Il re fa visita alla casa della sposa

2,8 Ecco la voce del mio diletto! Ecco, egli viene saltando sui monti, balzando sui colli. 9 Il mio diletto è simile a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro al nostro muro, guarda dalle finestre, lancia occhiate attraverso l’inferriata. 10 Il mio diletto mi ha parlato e mi ha detto: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! 11 Poiché, ecco, l’inverno è passato, la pioggia è cessata, se n’è andata. 12 I fiori appaiono sulla terra, il tempo del cantare è giunto, e nel nostro paese si ode la voce della tortora. 13 Il fico mette fuori i suoi fichi acerbi, e le viti in fiore diffondono una soave fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni. 14 O mia colomba, che stai nelle fenditure delle rocce, nei nascondigli dei dirupi, fammi vedere il tuo viso, fammi udire la tua voce, perché la tua voce è piacevole, e il tuo viso è leggiadro». 15 Prendete le volpi, le piccole volpi che danneggiano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore. 16 Il mio diletto è mio, e io sono sua; egli pascola il gregge fra i gigli. 17 Prima che spiri la brezza del giorno e le ombre fuggano, ritorna, o mio diletto, e sii come una gazzella o un cerbiatto sui monti che ci separano.

La separazione dallo sposo

3,1 Sul mio letto durante la notte, ho cercato colui che il mio cuore ama; l’ho cercato, ma non l’ho trovato. 2 Ora mi alzerò e andrò attorno per la città; per le strade e per le piazze cercherò colui che il mio cuore ama. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. 3 Le guardie che vanno attorno per la città mi hanno incontrata. Ho chiesto loro: «Avete visto colui che il mio cuore ama?». 4 Le avevo appena oltrepassate, quando trovai colui che il mio cuore ama. L’ho stretto saldamente e non intendo lasciarlo finché non l’avrò condotto in casa di mia madre e nella camera di colei che mi ha concepito. 5 Vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, per le gazzelle e per le cerve dei campi, non destate e non svegliate l’amore mio finché così le piace.

Terzo poema 3,6 – 5,1

Il corteo nuziale

3,6 Chi è costei che sale dal deserto, come colonne di fumo, profumata di mirra e d’incenso e d’ogni polvere aromatica dei mercanti? 7 Ecco il letto di Salomone, intorno al quale stanno sessanta uomini valorosi, dei prodi d’Israele. 8 Tutti maneggiano la spada, sono esperti nella guerra; ognuno porta la sua spada al fianco per gli spaventi notturni. 9 Il re Salomone si è fatto una lettiga con legno del Libano. 10 Ha fatto le sue colonne d’argento, la sua spalliera d’oro, il suo seggio di porpora; il suo interno è ricamato con amore dalle figlie di Gerusalemme. 11 Uscite, figlie di Sion, mirate il re Salomone con la corona di cui l’ha incoronato sua madre, nel giorno delle sue nozze, nel giorno dell’allegrezza del suo cuore.

Lo sposo esprime il suo amore per la sposa decantando la sua bellezza

4,1 Come sei  bella, amica mia, come sei  bella! I tuoi occhi dietro al tuo velo sono come quelli delle colombe; i tuoi capelli sono come un gregge di capre, che pascolano sul monte Galaad. 2 I tuoi denti sono come un gregge di pecore tosate, che tornano dal lavatoio; tutte hanno gemelli, e nessuna di esse è sterile. 3 Le tue labbra sono come un filo di scarlatto, e la tua bocca è graziosa; le tue tempie dietro al tuo velo sono come uno spicchio di melagrana. 4 Il tuo collo è come la torre di Davide, costruita per un’armeria, su cui sono appesi mille scudi, tutti scudi di uomini valorosi. 5 Le tue due mammelle sono come due cerbiatti, gemelli di gazzella, che pascolano fra i gigli. 6 Prima che spiri la brezza del giorno e le ombre fuggano, me ne andrò al monte della mirra e al colle dell’incenso. 7 Tu sei tutta bella, amica mia, e non c’è in te alcun difetto. 8 Vieni con me dal Libano, o mia sposa, vieni con me dal Libano! Guarda dalla sommità dell’Amana, dalla sommità del Senir e dell’Hermon, dalle tane dei leoni, dai monti dei leopardi. 9 Tu mi hai rapito il cuore, o mia sorella, sposa mia; tu mi hai rapito il cuore con un solo sguardo dei tuoi occhi, con uno solo dei monili del tuo collo. 10 Quanto è piacevole il tuo amore, o mia sorella, sposa mia! Quanto migliore del vino è il tuo amore e la fragranza dei tuoi olii profumati è più soave di tutti gli aromi! 11 O sposa mia, le tue labbra stillano come un favo di miele, miele e latte sono sotto la tua lingua, e la fragranza delle tue vesti è come la fragranza del Libano. 12 La mia sorella, la mia sposa è un giardino chiuso, una sorgente chiusa, una fonte sigillata. 13 I tuoi germogli sono un giardino di melograni con frutti squisiti, piante di alcanna con nardo, 14 nardo e croco, cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d’incenso, mirra ed aloe, con tutti i migliori aromi. 15 Tu sei una fonte di giardini, un pozzo di acque vive, ruscelli che scaturiscono dal Libano. 16 Lèvati, aquilone, e vieni, austro; soffia sul mio giardino, e i suoi aromi si effondano! Entri il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti!

5,1 Sono entrato nel mio giardino, o mia sorella, sposa mia, ho colto la mia mirra col mio balsamo; ho mangiato il mio favo col mio miele, ho bevuto il mio vino col mio latte. Amici, mangiate, bevete; sì, inebriatevi, o diletti!

Lo strazio della seconda separazione dallo sposo

Quarto poema 5,2 – 6,3

5,2 Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. Sento la voce del mio diletto, che picchia e dice: «Aprimi, sorella mia, amica mia, colomba mia, mia perfetta, perché il mio capo è pieno di rugiada, e i miei riccioli di gocce della notte». 3 Mi sono tolta la veste, come me la rimetterei? Mi sono lavata i piedi, come li sporcherei di nuovo? 4 Il mio diletto ha messo la mano nel buco della porta, e le mie viscere si sono commosse per lui. 5 Mi sono alzata per aprire al mio diletto, e le mie mani hanno stillato mirra, le mie dita mirra liquida, che scorreva sulla maniglia della serratura. 6 Ho aperto al mio diletto, ma il mio diletto si era ritirato e se n’era andato. Il mio cuore veniva meno mentr’egli parlava. L’ho cercato, ma non l’ho trovato; l’ho chiamato, ma non mi ha risposto. 7 Le guardie che vanno attorno per la città mi hanno trovata, mi hanno percossa, mi hanno ferita; le guardie delle mura mi hanno strappato il velo. 8 Io vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che gli direte? Ditegli che sono malata d’amore. 9 Che cos’è il tuo diletto più di un altro diletto, o la più bella fra le donne? Che cos’è il tuo diletto più di un altro diletto perché ci scongiuri così?

La sposa decanta la bellezza dello sposo

10 Il mio diletto è bianco e vermiglio, e si distingue fra diecimila. 11 Il suo capo è oro finissimo, i suoi riccioli sono crespi, neri come il corvo. 12 I suoi occhi sono come colombe presso ruscelli d’acqua, lavati nel latte, propriamente incastonati come una pietra preziosa in un anello. 13 Le sue guance sono come un’aiuola di balsamo, come aiuole di erbe aromatiche; le sue labbra sono gigli, che stillano mirra liquida. 14 Le sue mani sono anelli d’oro, tempestate di pietre preziose; il suo ventre è avorio lucente, ricoperto di zaffiri. 15 Le sue gambe sono colonne di marmo, fondate su basi d’oro puro. Il suo aspetto è come il Libano, maestoso come i cedri. 16 La sua bocca è la dolcezza stessa; sì, egli è attraente in tutto. Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.

Reciproco elogio d’amore

6,1 Dov’è andato il tuo diletto, o la più bella fra le donne? Dove si è recato il tuo diletto, perché lo possiamo cercare con te? 2 Il mio diletto è sceso nel suo giardino, nelle aiuole di balsamo a pascolare il gregge nei giardini e a cogliere gigli. 3 Io sono del mio diletto, e il mio diletto è mio; egli pascola il gregge fra i gigli.

Quinto poema 6,4 – 8,4

6,4 Amica mia, tu sei bella come Tirtsah, leggiadra come Gerusalemme, tremenda come un esercito a bandiere spiegate. 5 Distogli da me i tuoi occhi, perché mi turbano. I tuoi capelli sono come un gregge di capre, che pascolano sul monte Galaad. 6 I tuoi denti sono come un gregge di pecore, che tornano dal lavatoio; tutte hanno gemelli e nessuna di esse è sterile. 7 Le tue tempie dietro al tuo velo sono come uno spicchio di melagrana. 8 Ci sono sessanta regine e ottanta concubine, e fanciulle senza numero. 9 Ma la mia colomba, la mia perfetta, è unica; è l’unica di sua madre, la prescelta di colei che l’ha partorita. Le fanciulle l’hanno vista e l’hanno proclamata beata, sì, anche le regine e le concubine, e l’hanno lodata. 10 Chi è costei che appare come l’alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? 11 Io sono discesa nel giardino dei noci per vedere le piante verdeggianti della valle, per vedere se le viti erano in fiore, e i melograni mettevano le gemme. 12 Non so come, ma il mio desiderio mi ha posta sui carri del mio nobile popolo. 13 Ritorna, ritorna, o Shulammita, ritorna, ritorna, perché possiamo ammirarti. Che cosa vedete nella Shulammita? Come una danza a due schiere?

Espressioni di ammirazione dello sposo nei confronti della sposa

7,1 Come sono belli i tuoi piedi nei calzari, o figlia di principe! Le curve dei tuoi fianchi sono come gioielli, opera di mano d’artista. 2 Il tuo ombelico è una coppa rotonda, ove non manca mai vino aromatico. Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato di gigli. 3 Le tue due mammelle sono come due cerbiatti, gemelli di gazzella. 4 Il tuo collo è come una torre d’avorio; i tuoi occhi sono come le piscine di Heshbon presso la porta di Bath-Rabbim. Il tuo naso è come la torre del Libano, che guarda verso Damasco. 5 Il tuo capo si eleva su di te come il Karmel e i capelli del tuo capo sono porpora; un re è fatto prigioniero dalle tue trecce. 6 Come sei bella e come sei leggiadra, o amore mio, con tutte le tue delizie! 7 La tua statura è simile alla palma, e le tue mammelle a grappoli. 8 Ho detto: «Salirò sulla palma e afferrerò i suoi rami». Siano le tue mammelle come i grappoli della vite, la fragranza del tuo alito come quello dei pomi, 9 e i baci della tua bocca come un vino squisito, che scende dolcemente per il mio diletto, sfiorando delicatamente le labbra di chi dorme.

Unione d’amore

10 Io sono del mio diletto, e il suo desiderio è verso di me. 11 Vieni, mio diletto, usciamo nei campi, passiamo la notte nei villaggi! 12 Alziamoci presto al mattino per andare nelle vigne e per vedere se la vite ha messo i germogli e i suoi fiori sono sbocciati, e se i melograni sono in fiore. Là ti darò il mio amore. 13 Le mandragole effondono la loro fragranza, e sulle nostre porte ci sono frutti squisiti di ogni genere, freschi e appassiti, che ho conservato per te, mio diletto.

8,1 Oh, fossi tu come un mio fratello, allattato alle mammelle di mia madre! Trovandoti fuori ti bacerei, e nessuno mi disprezzerebbe. 2 Ti condurrei e ti introdurrei in casa di mia madre; tu mi ammaestreresti, e io ti darei da bere vino aromatico, del succo del mio melograno. 3 La sua sinistra sia sotto il mio capo e la sua destra mi abbracci! 4 O figlie di Gerusalemme, vi scongiuro, non destate e non svegliate l’amore mio, finché così le piace.

Epilogo 8,7 – 7

L’amore inalterabile tra sposo e sposa

5 Chi è costei che sale dal deserto appoggiata al suo diletto? Ti ho svegliata sotto il melo, dove tua madre ti ha partorito, dove quella che ti ha partorito ti ha dato alla luce. 6 Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; poiché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come lo Sceol. Le sue fiamme sono fiamme di fuoco, una fiamma ardente. 7 Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, né i fiumi sommergerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, sarebbe certamente disprezzato.

Appendice finale 8,8 – 14

8 Noi abbiamo una piccola sorella, che non ha ancora mammelle; che cosa faremo per la nostra sorella, nel giorno in cui si parlerà di lei? 9 Se è un muro, costruiremo su di lei un palazzo d’argento; se è una porta, la rafforzeremo con tavole di cedro. 10 Io sono un muro, e le mie mammelle sono come torri; perciò ai suoi occhi sono divenuta come colei che ha trovato pace. 11 Salomone aveva una vigna a Baal-Hamon; egli affidò la vigna a dei guardiani, ognuno dei quali doveva portare come suo frutto mille sicli d’argento. 12 La mia vigna, che è mia, sta davanti a me. Tu, Salomone, tieni pure i mille sicli, e i guardiani del suo frutto ne abbiano duecento. 13 O tu che dimori nei giardini, i compagni stanno ascoltando la tua voce; fammela sentire. 14 Fa’ presto, mio diletto e sii simile a una gazzella o a un cerbiatto, sui monti degli aromi!

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Abbronzatura: la storia che ci muove

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Abbronzatura

Abbronzatura, da simbolo delle classi umili a vero status symbol: vediamo come è cambiata nel tempo

“Abbronzatissima” è il titolo di una nota canzone degli anni sessanta ed è ciò a cui aspira la maggior parte dei bagnanti che vediamo stesi sotto i raggi del sole per ore ed ore in queste calde giornate estive in cerca dell’abbronzatura perfetta.

La storia insegna, però, che l’essere abbronzati non sempre ha avuto una connotazione positiva.

Sin dai tempi dell’antica Roma, una carnagione più chiara o più scura era un segno distintivo dell’appartenenza ad una classe sociale. Bianchissima, infatti, quella dei patrizi e ambrata quella dei plebei.

abbronzatura
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La pelle più scura, infatti, era segno di lavori umili e attività faticose svolte all’aperto e soprattutto in campagna. Con la loro pelle pallida, protetta rigorosamente con ombrellini e cappellini, i nobili dimostravano che non avevano bisogno di lavorare.

Solo con l’inizio del novecento, grazie alla rivoluzione sociale e industriale, la situazione cambiò.

Lo sviluppo delle industrie, infatti, richiamò tanti lavoratori che fino ad allora erano dediti all’agricoltura provocando così un mutamento del loro luogo di lavoro.

Dalle tante ore trascorse all’aperto e quindi esposti ai raggi solari, queste persone si ritrovarono a trascorrere la maggior parte del loro tempo al chiuso nelle fabbriche e nelle industrie.

abbronzatura

I nuovi ricchi, invece, che non appartenevano più solo alla nobiltà ma erano borghesi e imprenditori, cominciarono a viaggiare favorendo così lo sviluppo del turismo. L’abbronzatura, così, diventa sinonimo di viaggi e ovviamente di agiatezza economica.

Si assiste pertanto ad un ribaltamento della situazione. Il pallore è per i meno abbienti chiusi in ufficio e fabbriche costretti a lavorare. La pelle ambrata, invece, è per il ceto ricco che va in vacanza, viaggia alla scoperta di nuovi posti e in questo caso, anche di spiagge.

Non solo le rivoluzioni, la diffusione dell’abbronzatura si deve, e volendo usare una terminologia moderna, all’influencer di quei tempi, una certa Coco Chanel. Senza rendersene conto contribuì così a lanciare la moda della tintarella.

Dopo una vacanza in costa azzurra durante cui aveva trascorso molto tempo esposta al sole, Coco accolse le sue clienti e uscì in pubblico sfoggiando questo colorito ambrato. Ovviamente, tutto ciò che faceva colei che aveva inventato l’eleganza, non poteva che essere “cool” e in quanto tale imitato.

abbronzatura

Infine, non si può non fare un accenno anche al contributo della medicina nella diffusione di questa pratica che ogni anno richiamata sulle spiagge, e non solo, milioni e milioni di persone.

Sul finire dell’ottocento, il premio Nobel Niels Ryben Finsen scopri la fototerapia. Grazie ad essa mise in risalto i benefici del sole per debellare alcune malattie (tubercolosi, rachitismo, ecc.): un motivo in più per prendere il sole!

L’abbronzatura, pertanto, che oggi consideriamo semplicemente una questione estetica, ha avuto una sua storia che rappresenta una notevole testimonianza sociale e culturale dell’occidente europeo.

Quindi, quella “banale” abitudine di passare ore ed ore stesi al sole non è nata all’improvviso ma altro non è che frutto di un percorso storico cominciato qualche millennio fa perché … è sempre la storia che ci muove!

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La cravatta: quando la fretta diventa moda!

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La cravatta
Cravatte - Foto Maria Rosa Palma

La cravatta ebbe il suo culmine nel XIX secolo, ma scopriamo insieme chi l’ha invetata. Tutto sembra partire dalla fretta

In questi giorni sta facendo discutere l’invito del premier spagnolo, Pedro Sanchez. Il politico ha esortato, infatti, dipendenti pubblici e privati a non indossare la cravatta così da limitare l’uso dell’aria condizionata e risparmiare energia.

La cravatta
La cravatta

La proposta di Sanchez, anche se di primo acchito potrebbe sembrare strana, in realtà ha una valida motivazione scientifica. Questo accessorio, quando entra in contatto con la pelle del collo – che è uno dei regolatori della temperatura corporea – provoca un innalzamento di 2-3 gradi della temperatura dell’organismo.

“Travolti da un’insolita curiosità nell’azzurro mare d’agosto”. Ma la cravatta moderna, parte integrante dell’abbigliamento soprattutto maschile, amata, odiata ma sempre presente e in alcune occasioni addirittura d’obbligo … chi l’ha inventata?

Sin dai tempi più remoti, l’uomo ha sempre portato qualcosa intorno al collo. Inizialmente l’antenata della cravatta, la sciarpa, serviva ad indicare la condizione socio-politica di chi la indossava. Ad esempio, si narra che sin dai tempi dell’imperatore cinese Cheng, i suoi guerrieri portavano attorno al collo una specie di sciarpa ripiegata che indicava il loro rango. Oppure, durante la rivoluzione francese, il colore della sciarpa indicava la tendenza politica di chi la indossava.

La cravatta
La cravatta

Secondo una delle ricostruzioni più accreditate, il passaggio dalla sciarpa alla cravatta annodata avvenne nel lontano 1692 nella cittadina belga di Steenkerke. Precisamente quando gli inglesi, in lotta con i francesi, attaccarono a sorpresa le truppe rivali che erano accampate in quella città. I soldati francesi, soprattutto mercenari provenienti dalla frontiera militare croata e reclutati dal re, non ebbero il tempo di vestirsi bene e nella fretta. Si legarono così al collo la sciarpa dell’uniforme infilandone le estremità nell’occhiello del bavero. Era così nata la cravatta denominata con questo termine dagli stessi francesi.

Infatti, durante una parata tenuta a Parigi in occasione di una vittoria, i francesi furono talmente colpiti dalle sciarpe dei soldati croati – che combattevano per la Francia del re Luigi XIV – che le chiamarono cravates dal croato hrvat (che vuol dire croato) e cominciarono ad indossarle.

Così, da un accessorio militare cominciò la moda della cravatta che ebbe il suo culmine nel XIX secolo quando divenne parte integrante dell’abbigliamento maschile. Nonostante siano trascorsi tanti anni dalla sua comparsa, non passa mai di moda. Anzi, a questo “antico” accessorio è stata dedicata anche una giornata mondiale che cade ogni 18 ottobre.

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Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza

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Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri - Foto: Maria Rosa Palma

Cusano Mutri tra tradizione e bellezza. Uno dei borghi medievali più belli d’Italia inserito nel Parco Regionale del Matese

Cusano Mutri, tra tradizione e bellezza. Con questo caldo andare in montagna alla ricerca di temperature più miti farebbe piacere a tutti e, in tal senso, la Campania offre svariate possibilità.

Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma
Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Anche se probabilmente non troveremo il tanto agognato fresco (oramai fa caldo ovunque!), Cusano Mutri potrebbe essere una piacevole idea alla scoperta di uno dei borghi medievali più belli d’Italia.

Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma
Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Questo piccolo centro urbano in provincia di Benevento e inserito nel Parco Regionale del Matese, secondo gli storici era l’antica città sannita di Cossa (da cui deriva il nome Cusano) distrutta nel 214 a.C. dai romani.

Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma
Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Grazie all’arrivo dei Normanni, questa zona si ripopolò e a quella demografica seguì anche una notevole crescita culturale con la costruzione di edifici civili e religiosi di grande interesse artistico.

Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma
Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Infatti, passeggiando tra le tipiche casette bianche in pietra, perdendosi tra i vicoletti intricati e stancandosi Cusano Mutri: tra tradizione e bellezzaercorrendo le lunghe scalinate, s’incontrano varie chiese: da quella più antica dei Santi Pietro e Paolo del 550 d.C. caratterizzata da elementi architettonici appartenenti ad epoche diverse, a quella di San Giovanni Battista che, con le sue cinque navate e l’imponente torre campanaria, è considerata l’edificio religioso più grande del paese.

Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Oltre agli amanti dell’arte, anche coloro che sono interessati al mondo scientifico e antropologico non resteranno delusi grazie al museo civile del paese.

Questa struttura, posta al piano terra della casa comunale cittadina, è formata da due sezioni: in una si ripercorre la storia della vita quotidiana di questa comunità con l’esposizione di costumi, strumenti, utensili tipici del luogo mentre l’altra sezione, quella di geopaleontologia, ospita rocce e fossili tra i più rappresentativi delle formazioni geologiche dell’area.

Oltre a ciò, in questo museo si può anche osservare un cucchiaio di legno che, con i suoi 5,32 metri di lunghezza e con un peso di ben 111 kg, è il più grande del mondo.

Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma
Cusano Mutri: tra tradizione e bellezza
Cusano Mutri – Foto: Maria Rosa Palma

Non solo questo primato: a Cusano Mutri spetta anche quello del mortaio in pietra più grande del mondo che testimonia come la lavorazione della pietra sia qui una tradizione lunga e prestigiosa tanto da rappresentare uno dei settori principali su cui si base l’economia di questa cittadina dominata dal monte Mutria (da cui Mutri).

Tra paesaggio naturale, bellezze storiche-artistiche, trazioni affascianti, atmosfera suggestiva e … forse anche temperature più fresche? … sicuramente sarà una piacevole scoperta da non perdere!

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Giffoni Film Festival: Day-10

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giffoni film festival

Giffoni Film Festival day-10. Ecco i vincitori della 52esima edizione.

Giffoni Film Festival day-10. Sabato 30 è stata l’ultima giornata al festival di Giffoni. L’aria che si respira è un misto tra tristezza, malinconia, ma ancora tanta euforia.

Anche nelle battute finali gli ospiti non mancano mai. Per i loro ultimi incontri i giurati hanno fatto due chiacchiere con Filippo Scotti, interprete di Fabietto Schisa in È stata la mano di Dio. Felice di poter essere intervistato dai suoi coetanei, Filippo ha raccontato del suo lavoro con Paolo Sorrentino, di come il regista lo abbia incoraggiato a continuare quando per paura stava per abbandonare il ruolo.

Giffoni film festival day-10

Subito dopo, Eduardo Scarpetta ha risposto alle curiosità dei ragazzi. Gli ha parlato delle sue esperienze a teatro, condividendo alcuni ricordi di quando era in tournée. Eduardo ha poi affermato che il suo sogno è quello di continuare la tradizione di famiglia, aprendo una compagnia teatrale tra vent’anni.

Giffoni film festival day-10
Giffoni film festival day-10

Nella Multimedia Valley, un meeting speciale ha portato i giurati a conoscere più nel profondo la vita personale e artistica di due talenti del panorama italiano. Da una parte l’attrice e regista vincitrice del David di Donatello, Laura Morante, e dall’altra Eugenia Constantini, amata per la sua interpretazione nella serie tv comedy Boris, ha recentemente partecipato alla versione televisiva del film di Gabriele Mucccino, A casa tutti bene.

Giffoni filma festival day-10

Per la serata finale, Tecla, attrice e vincitrice di Sanremo Young nel 2019, ha condiviso il palco del Giffoni Music Concept con i The Kolors.

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Alle ore 20.00 la sala Truffaut apre per l’ultima volta in questa edizione le porte al pubblico per assistere alla cerimonia di premiazione. I film vincitori del concorso sono:

  • Gryphon Award per il miglior cortometraggio nella sezione Elements +3: GIUSEPPE di Isabelle Favez (Svizzera)
  • Gryphon Award per il miglior cortometraggio nella sezione Elements +6: VOLCANO di Margherita Abbruzzi, Serena Miraglia, Giada Rizzi, Lara Zizzi (Italia)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Elements +6: VINSKI AND THE INVISIBILITY POWDER di Juha Wuolijoki (Finlandia)
  • Gryphon Award per il miglior cortometraggio nella sezione Elements +10: NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI di Rosalba Vitellaro (Italia)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Elements +10: FULL OF GRACE di Roberto Bueso (Spagna)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Elements +13: LA TRAVIATA, MY BROTHERS AND I di Yohan Manca (Francia)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Elements +16: MY BROTHERS DREAM AWAKE di Claudia Huaiquimilla (Cile)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Elements +18: STAY AWAKE di Jamie Sisley (USA)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione GEX DOC:  LYRA di Alison Millar (Irlanda/UK)
  • Gryphon Award per il miglior film nella sezione Parental Experience: BRICIOLE di Rebecca Marie Margot (Italia)
Elements +6: VINSKI AND THE INVISIBILITY POWDER di Juha Wuolijoki (Finlandia)
Elements +13: LA TRAVIATA, MY BROTHERS AND I di Yohan Manca (Francia)
Elements +16: MY BROTHERS DREAM AWAKE di Claudia Huaiquimilla (Cile)
Elements +18: STAY AWAKE di Jamie Sisley (USA)
GEX DOC:  LYRA di Alison Millar (Irlanda/UK)
Parental Experience: BRICIOLE di Rebecca Marie Margot (Italia)

Per quel che riguarda i premi speciali assegnati dagli sponsor e partner del festival:

  • Per la sezione +6 il Premio Speciale ACEA SUSTAINABILITY AWARD va a SUPER FURBALL SAVES THE FUTURE di Joona Tena (Finland)
  • Per la sezione +10 il Premio Speciale CIAL (Consorzio Imballaggio Alluminio) PREMIO PER L’AMBIENTE va a HOW I LEARNED TO FLY di Radivoje Andrić (Serbia/Croatia/Bulgaria/Slovakia);
  • Per la sezione +10 il Premio Speciale LETE SPECIAL AWARD SPORT AND SOCIAL CULTURE va a BIGMAN di Camiel Schouwenaar (The Netherlands)
  • Per la sezione +10 il Premio Speciale CLEAR CHANNEL ITALIA AWARD INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’ va a NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI  di Rosalba Vitellaro (Italia)
  • Per la sezione +10 il Premio Speciale PREMIO CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) “Percorsi Creativi 2022” va a SONATA di Bartosz Blaschke (Polonia)

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Entertainment

Giffoni Film Festival: Day-9

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Giffoni Film Festival Day-9. Parte la giornata della verità. Si dà il via alle votazioni.

Giffoni Film Festival Day-9. Venerdì 29 luglio i giurati hanno visionato l’ultimo film in concorso. È la giornata dedicata alle votazioni. Tramite form i ragazzi hanno dato un voto da 1 a 10 ad ogni pellicola. Chi otterrà più punti vincerà il premio per quella categoria.

giffoni film festival day-9

Ma anche nelle giornate finali, tanti sono gli ospiti ed eventi che accompagnano l’esperienza del Giffoni.

Gli elements +3 hanno assistito all’anteprima della serie tv animata della cuoca Benedetta Rossi, Super Benny. Mentre i partecipanti della Impact hanno intervistato l’attore comico Francesco Paolantoni e Shade, che ha aperto il Giffoni Music Concept la sera stessa.

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Nella sala Truffaut Anna Ferzetti ha incontrato i jurors delle categorie +13,+16 e +18. Ha raccontato dei suoi studi all’estero e delle esperienze lavorative anche al di fuori del mondo dello spettacolo. Non potevano mancare le curiosità sulla nuova serie Disney Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek.

giffoni film festival day-9

Ispirata all’omonimo film, la Ferzetti ha spiegato che la differenza tra i due progetti sta nel pubblico. Ai tempi della pellicola parlare di temi come le famiglie allargate rappresentava quasi un taboo, oggi invece le nuove generazioni sono molto più aperte.

giffoni film festival day-9

Lillo e Maccio Capatonda, quest’ultimo in videochiamata, hanno presenziato alla premiere italiana di DC League of Super-Pets.

giffoni film festival day-9

I due comici hanno doppiato due cani protagonisti del film. Da una parte Lillo interpreta Krypto, fedele compagno a quattro zampe di Superman, dall’altra Maccio dà la voce ad Asso, il cui sogno è lasciare il negozio di animali con i suoi amici. Il film uscirà nelle sale il primo settembre.

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Per la nona serata del festival, Shade e Federica Carta hanno fatto ballare tutta la Piazza Lumière.

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Entertainment

Giffoni Film Festival: Day-7 e Day-8

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Ecco il resoconto dei Day-7 e Day-8, mancano pochi giorni alla conclusione del Giffoni film festival

Giffoni Film Festival, day-7 e day-8. Ad una settimana dall’inizio del festival, i giurati devono visionare soltanto altre tre film. Ciò nonostante, la manifestazione non si ferma.

Giffoni film festival day-7

Mercoledì i ragazzi hanno avuto la possibilità di intervistare un grande interprete e regista italiano, Sergio Rubini.

giffoni film festiva day-7

A distanza di poco tempo la sala Truffaut ha ospitato Aurora Giovinazzo, protagonista di  Freaks out, film di Gabriele Mainetti che ha invece incontrato i partecipanti all’impact il giorno successivo.

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Il 27 è stata anche la giornata dedicata al diciottesimo anniversario delle Winx. Per celebrare è stata proiettata la versione restaurata del primo episodio in assoluto, con clip inedite. Ovviamente per un compleanno così importante non poteva mancare una magica festa nei giardini della cittadina.

giffoni film festiva day-7

Contemporaneamente, Casadilego e Mara Sattei hanno calcato il palco del Giffoni Music Concept.

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Giovedì 28, Giffoni ha ospitato la seconda celebrità internazionale di questa edizione, Gary Oldman. Desideratissimo da tutti, Oldman non ha disatteso le aspettative. Durante l’incontro con i giurati, l’attore britannico è stato molto disponibile.

giffoni film festiva day-7

Nelle sue parole traspare l’amore che prova per il suo lavoro e la sincera gioia di potersi confrontare con giovani che lo ammirano.

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Non è un caso che abbia ricevuto il premio più prestigioso del festival dedicato a Francois Truffaut; commosso da questo gesto, Oldman ha affermato che “Il Premio Truffaut, potrebbe anche essere superiore all’Oscar”.

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A seguire Gianmarco Saurino ha risposto alle curiosità dei ragazzi sulle sue interpretazioni in fiction come Doc e Che Dio ci aiuti. Ma non solo, ha anche raccontato della sua esperienza a teatro e della collaborazione con Amnesty International.

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Evento speciale della giornata, l’anteprima del cartone Yaya and Lennie – The walking Liberty, che narra la storia di due giovani alla ricerca della loro strada in un mondo governato dalla natura.

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La sera il pubblico ha potuto assistere al concerto di Dargen D’amico e M.E.R.L.O.T.

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