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Cos’è la scatola nera e perché è un’ottima soluzione per risparmiare sull’RC Auto

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Foto di Arek Socha da Pixabay

Vediamo uno strumento capace di monitorare i comportamenti e le abitudini dei guidatori al volante

La scatola nera è un’opzione fornita da diverse compagnie assicurative, capace di monitorare i comportamenti e le abitudini dei guidatori al volante e determinare le dinamiche di un incidente.

É una soluzione sempre più gettonata e apprezzata, poiché garantisce notevoli benefici sia agli assicurati sia alle stesse compagnie assicurative.

Attraverso l’installazione della scatola nera, gli assicurati possono accedere a sconti importanti, che generalmente arrivano al 10% ma che possono addirittura superare il 50% del premio assicurativo finale selezionando alcune opzioni aggiuntive.

Sull’altro versante, le compagnie assicurative possono monitorare, nel rispetto della privacy, i comportamenti degli automobilisti prevenendo frodi e truffe e premiando quelli più virtuosi al volante. Si innesca quindi un circolo virtuoso in cui tutti ci guadagnano, guidatori e compagnie assicurative.

Per valutare i benefici di questo servizio è sufficiente richiedere un calcolo assicurazione auto presso compagnie come UnipolSai, che mette a disposizione un Preventivatore online estremamente semplice e intuitivo da utilizzare.

Il gruppo assicurativo vanta numerose installazioni della Unibox, la scatola nera scelta da oltre 4 milioni di guidatori che consente anche la possibilità di pagare in base ai chilometri percorsi e di chiamare un carro attrezzi in caso di necessità.

 Una delle principali peculiarità della scatola nera è proprio quella di poter essere abbinata a diverse garanzie accessorie e opzioni aggiuntive, che si adattano perfettamente ai diversi stili di guida. Chi percorre pochi chilometri nel corso dell’anno può ad esempio abbinare la scatola nera a un’assicurazione chilometrica: il guidatore paga di meno e la compagnia assicurativa può monitorare l’effettivo chilometraggio dell’auto mettendosi al riparo da comportamenti fraudolenti.

La scatola nera funge da vero e proprio localizzatore satellitare GPS, fornendo una ampia serie di informazioni sulle abitudini e sui chilometri percorsi dall’assicurato. In questo modo la cosiddetta “black box” fornisce un utile servizio di assistenza stradale in caso di guasto o incidente, e rappresenta un valido alleato per le forze dell’ordine per localizzare l’auto in caso di furto.

La scatola nera viene spesso installata proprio in associazione con l’assicurazione “Furto e incendio” che risulta tra le garanzie più costose ma anche più utili.

In caso di incidente, il dispositivo è in grado di registrare diversi dati alla guida come i chilometri effettuati e la velocità di percorrenza, in modo da poter ricostruire in maniera fedele le dinamiche di un sinistro.

Le assicurazioni possono registrare in un database tutte le informazioni relative alle abitudini di un assicurato che, se segue uno stile di guida virtuoso e finalizzato ad evitare incidenti, può accedere a sconti molto importanti.

L’installazione della scatola nera generalmente è gratuita e viene eseguita presso un’officina convenzionata con la stessa compagnia assicurativa.

Nonostante i numerosi benefici, alcune persone hanno storto il naso soprattutto per quanto riguarda la questione relativa alla privacy. Per colmare questo vuoto legislativo è stata introdotta una normativa che consente all’assicurazione la raccolta dei dati solo per fini tariffari e per determinare l’eventuale responsabilità nei sinistri. L’assicurato può anche esprimere un consenso alla raccolta incrociati di dati che superi i limiti della normativa per ottenere servizi aggiuntivi e sconti maggiori.

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D.Lgs.231/2001, un dipendente commette un delitto? Ne paga tutta l’azienda

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Foto Soldi Pixabay

Ecco cosa rischia l’azienda se un dipendente o i vertici infrangono la legge.

Facciamo un pò di chiarezza informativa in merito al D.Lgs.231/2001; molte chiacchere da leggende urbane. Qualsiasi tipo di reato( vediamo poi quali) di origine amministrativa eseguito direttamente da titolari impresa o anche da loro dipendenti si ripercuote su tutta l’Azienda sino all’eventuale chiusura della stessa.

n ambito aziendale si sente spesso parlare di legge 231 e Modello 231 e dei modelli organizzativi ad essa associati, ma cos’è veramente e come impatta sulla vita dell’azienda, dai suoi vertici ai suoi collaboratori.

Definizione

Prima di andare nel dettaglio dei modelli 231, è necessario inquadrare la normativa a cui si collegano: il Decreto Legislativo 231/2001, una legge che ha introdotto novità rilevanti nell’ordinamento nazionale. Il Decreto infatti stabilisce che gli enti (aziende) possano essere ritenute responsabili in caso di reati, tentati o portati a compimento, a vantaggio dell’ente stesso da personale interno. È il caso di figure apicali (amministratori, dirigenti, funzionari, etc) e di personale sotto la loro diretta sorveglianza. Nella pratica, questo significa che il D.lgs 231 ribalta il principio, precedentemente in vigore, secondo il quale “Societas delinqueri non potest” e si applica a tutti gli enti, siano essi associazioni, società, fondazioni etc., con personalità giuridica o meno.

Responsabilità amministrativa

La responsabilità amministrativa dell’ente prevista dal decreto prevede che vengano applicate delle sanzioni, sia pecuniarie che interdittive (ad es. sospensione o revoca delle autorizzazioni, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, esclusione da contributi, etc. – divieto di farsi pubblicità).

Tipologie di Reato

Il d.lgs 231/2001 annovera moltissime tipologie di reato che possiamo ricondurre a: • Delitti contro la pubblica amministrazione (corruzione ai danni dello Stato, truffa ai danni dello Stato e frode informatica ai danni dello Stato)

  •  Reati societari (false comunicazioni sociali, falso in prospetto, illecita influenza sull’assemblea, indicati)
  • Delitti in materia di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico
  • Delitti contro la personalità individuale
  • Abusi di mercato
  • Reati transnazionali: l’associazione per delinquere, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o altra utilità di provenienza illecita, il traffico di migranti ed alcuni reati di intralcio alla giustizia se rivestono carattere di transnazionalità
  • Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
  • Reati di ricettazionericiclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
  • Delitti informatici ed illecito trattamento dei dati
  • Delitti di criminalità organizzata
  • Delitti contro l’industria e il commercio
  • Delitti in materia di violazioni del diritto d’autore 
  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità
  • Reati ambientali ed inquinamento del mare da parte delle navi
  • Impiego di lavoratori stranieri irregolari
  •  Corruzione tra privati

Come evitare le sanzioni

Tutte le aziende, anche le piccole imprese, se ritengono di essere esposte al rischio di contestazione delle violazioni citate nella norma, possono adottare un modello di organizzazione e gestione 231. Il modello 231, se correttamente applicato, permette all’ente di tutelarsi e di chiarire il grado del proprio coinvolgimento in un illecito, senza rischiare pesanti conseguenze qualora la responsabilità fosse della persona fisica.

Ad oggi molte sentenze dei Giudici, vengono emesse a nome di tale decreto, diverse Aziende hanno perso contratti con P.A. o con altre Aziende q diverse hanno cessato per forza maggiore le loro produzioni od erogazione di servizi.

Adottare un modello 231  può rivelarsi una scelta realmente vantaggiosa. Un modello 231 infatti:

  • Ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, un modello organizzativo idoneo a prevenire reati consente l’esclusione o la riduzione della responsabilità dell’ente. Nel caso in cui il procedimento sia già avviato, l’adozione di un Modello Organizzativo è in grado di ridurre le conseguenze per l’ente rispetto alla commissione del reato
  • Maggiore forza nel “rating della legalità” per l’accesso a finanziamenti pubblici e al credito bancario
  • Possibilità maggiori di lavorare con società a partecipazione pubblica che spesso richiedono ai propri partner commerciali di implementare un Modello Organizzativo 231 Oltre a questi evidenti vantaggi diretti, l’adozione di un modello 231 è uno strumento fondamentale per il miglioramento continuo, apportando:
  • Maggiore chiarezza organizzativa di ruoli e responsabilità
  • Maggiore trasparenza nella gestione aziendale 
  • Migliore diffusione di valori e cultura aziendale
  • Migliore cultura dei rischi e dei controlli sulle operazioni di business e di supporto in azienda
  • Agevolato il rispetto di normative correlate al D. Lgs 231 come la salute e la sicurezza sul lavoro e la sicurezza ambientale
  • Migliorata immagine aziendale, delle comunicazioni sociali e dei rapporti con i vari stakeholders.

Per ogni eventuale chiarimento mail: e2tefeso@yahoo.it

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Contributi a fondo perduto per la registrazione di brevetti

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Foto da Pixabay

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Gentili Lettrici, e Lettori, ci pregiamo informarvi della pubblicazione di un Avviso che permette di accedere a contributi a fondo perduto a coloro che intendono valorizzare i propri brevetti.                 Attraverso “Brevetti+”, questo il nome dello strumento caratterizzato da una dotazione finanziaria di 21,8 mln di euro, il Mise mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei brevetti sui mercati nazionale e internazionale. Possono partecipare le PMI, anche di nuova costituzione, che siano iscritte nel Registro delle imprese, abbiano sede legale ed operativa in Italia e che si trovino in una delle seguenti condizioni:

a) siano titolari o licenziatari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 1 gennaio 2017;

b) siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 1 gennaio 2016 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;

c) siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 1 gennaio 2016, con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto;

d) siano in possesso di una opzione o di un accordo preliminare che abbia per oggetto l’acquisto di un brevetto o l’acquisizione in licenza di un brevetto per invenzione industriale, rilasciato in Italia successivamente al 1 gennaio 2017, con un soggetto, anche estero, che ne detenga la titolarità;

e) siano imprese neo-costituite in forma di società di capitali, a seguito di operazione di Spin-off universitari/accademici.

Il contributo è finalizzato all’acquisto di servizi specialistici, funzionali alla valorizzazione economica del brevetto. Sono ammissibili i costi dei seguenti servizi:

a. Industrializzazione e ingegnerizzazione (studio di fattibilità; progettazione produttiva; studio, progettazione ed ingegnerizzazione del prototipo; realizzazione firmware per macchine controllo numerico; progettazione e realizzazione software solo se relativo al procedimento oggetto della domanda di brevetto o del brevetto; test di produzione; produzione pre-serie, solo se funzionale ai test per il rilascio delle certificazioni; rilascio certificazioni di prodotto o di processo);

b. Organizzazione e sviluppo (servizi di IT Governance; studi ed analisi per lo sviluppo di nuovi mercati geografici e settoriali; servizi per la progettazione organizzativa; organizzazione dei processi produttivi; definizione della strategia di comunicazione, promozione e canali distributivi);

c. Trasferimento tecnologico (proof of concept; due diligence; predisposizione accordi di segretezza; predisposizione accordi di concessione in licenza del brevetto; costi dei contratti di collaborazione tra PMI e istituti di ricerca/università (accordi di ricerca sponsorizzati); contributo all’acquisto del brevetto (solo per gli Spin Off e le start up innovative iscritte nel registro speciale al momento della presentazione della domanda di accesso).


Non sono ammissibili le componenti variabili del costo del brevetto (a titolo meramente esemplificativo: royalty, fee).  Brevetti+ prevede la concessione di un’agevolazione in conto capitale, nel rispetto della regola del de minimis, del valore massimo di Euro 140 mila. Tale agevolazione non può essere superiore all’80% dei costi ammissibili. Tale limite è elevato al 100% per le imprese beneficiarie costituite a seguito di operazione di Spin-off universitari/accademici. Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento “a sportello”. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 30 Gennaio 2020 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Per chiarimenti, approfondimenti ed eventuali studio di prefattibilità, come sempre Restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento potete contattarci a mezzo mail: e2tefeso@yahoo.it

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Modifica DPR 462/2001

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Le nuove tariffe da applicare per le verifiche periodiche di impianti elettrici

Ci pregiamo informarvi di una gradita agevolazione per tutte le aziende di ogni tipologia e settore, prima ci corre l’obbligo di una piccola introduzione. Oggetto dell’argomento è la verifica degli impianti di terra che ad oggi sono così regolamentati:

  1. Ogni impianto elettrico in ambito commerciale-industriale-terziario,  in bassa tensione con Energia fornita dal Fornitore o media tensione con propria cabina di trasformazione ( 100-1000V; e da 1000-30.00V) devo avere impianto realizzato a norma con regolare certificato di conformità ai sensi DM 37/08, con regolare denuncia all’INAIL per nuovo impianto, indicando dati impianto, sistema elettrico di distribuzione, presenza impianto di terra e componenti, presenza impianto scariche atmosferiche, eventuali ambienti pericolosi etc.
  2. Il DPR 462/2001 indica che il Datore di Lavoro deve effettuare le verifiche periodiche di efficienza degli impianti a proprie spese avvalendosi degli organismi riconosciuti dal Ministero attingendo ai suoi elenchi.

Sino allo scorso anno valevano le indicazioni Ministeriali e le tariffe emanate dallo stesso nei vari anni. Invece il giorno 31 dicembre 2019 è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del Repubblica Italiana, il decreto legge 30 dicembre 2019 n. 162 . Detto decreto per agevolare le imprese ed introducendo la informatizzazione dell’INAIL, ha previsto in merito alle verifiche di cui al DPR462/01 che la comunicazione venga eseguita direttamente dall’Organismo all’Inail, riconoscendo all’Inail lo 0,5% dell’importo della verifica, ma per agevolare le imprese prevede che venga utilizzata la tariffa ISPESL del 2005 con notevole risparmio economico. Per ogni eventuale chiarimento restiamo a disposizione mail: e2tefeso@yahoo.it ci è gradita l’occasione per porgere i migliori saluti

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