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Italexit per l’Italia: Gianluigi Paragone si dimette da Segretario
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2 anni fail

Gianluigi Paragone si dimette da segretario di “Italexit per l’Italia”, il partito che aveva fondato pochi mesi dopo l’uscita dai 5 Stelle
Gianluigi Paragone si dimette da segretario di “Italexit per l’Italia”, il partito antieuropeista fondato pochi mesi dopo l’uscita dai 5 Stelle perché era in rotta di collisione con l’allora capo politico9 Luigi Di Maio.
Tornerà a fare il giornalista e il saggista, sciogliendo totalmente il suo rapporto con il partito. Ha inoltre chiarito subito che la formazione non recherà più il suo nome e saranno cancellati tutti i riferimenti alla sua persona per non creare confusione.
In una lettera indirizzata agli elettori, ai tesserati e ai simpatizzati – che lasciamo di seguito – ha chiarito le motivazioni della sua decisione.
Lettera di dimissioni di Gianluigi Paragone
Carissimi elettori, tesserati e simpatizzanti di Italexit Per l’Italia, la mia segreteria termina qui. Ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili.
Non c’è una sola ragione che può motivare una scelta così radicale, ci si arriva perché il tempo fa maturare alcune idee e alcuni pensieri. Che qui proverò a sintetizzare e condividere.
Intanto avevo sempre detto che non sarei rimasto segretario a lungo: è giusto che altre persone si carichino l’impegno di elaborare, con rinnovato entusiasmo, tesi politiche.
Penso che sia arrivato questo tempo: energie nuove per sfide da rilanciare a tempo pieno. Ringrazio coloro che mi hanno affiancato nello svolgimento del mandato e anche coloro che, con critiche costruttive, hanno consentito una migliore elaborazione della proposta politica.
Non nego che le recenti decisioni della maggioranza parlamentare rispetto alla mancata ratifica del Mes (decisione che ovviamente ho salutato con soddisfazione) riducono lo spazio politico per chi vede nell’Unione europea una sovrastruttura più carica di insidie che di risorse; certo la radicalità della nostra proposta va ben oltre il Mes ma l’essersi posizionati con fermezza su quel fronte consente all’attuale maggioranza (specie a Fratelli d’Italia e Lega) di godere di un bonus di fiducia e soprattutto di una posizione politica di negoziazione che renderà la vita difficile a chi si è arreso da tempo alle logiche di Bruxelles.
Io la penso così e siccome non è mia intenzione convincere tutti della mia lettura dei fatti è giusto che io non impegni il partito e rassegni le dimissioni. Continuerò a elaborare il mio pensiero nelle vesti che mi sono più proprie, ossia quelle giornalistiche e di saggista. Avendo accresciuto il mio impegno professionale (com’era normale che fosse non volendo campare di politica), non intendo generare confusione nell’elettore, nel telespettatore e nel lettore laddove guardandomi o leggendomi possa pensare: parla il politico o il giornalista?
Ecco, anche nel massimo rispetto altrui, è giusto che io sciolga totalmente il mio rapporto con il partito. Che da questo momento in avanti non potrà più avvalersi del mio nome e del mio cognome per le proprie attività: questione di correttezza. Pertanto ho dato mandato affinché sul sito scompaiano i miei riferimenti personali così da non generare confusione; chiederò inoltre alle società di sondaggio di eliminare il mio cognome dal nome del partito.
Sono stati anni di intense battaglie, che rifarei tutte. Per questo le tengo nella mia memoria e nel mio cuore. Grazie a tutti coloro che ci hanno dato fiducia e sostegno.
A tutti auguro buona strada.
Gianluigi.
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