Cronaca
Minaccia e perseguita il Sindaco di Pietradefusi: scattano i domiciliari
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3 anni fail

Minaccia e perseguita il sindaco di Pietradefusi in provincia di Avellino. L’indagato avrebbe più volte minacciato di morte il primo cittadino
Minaccia e perseguita il Sindaco di Pietradefusi in provincia di Avellino. Ieri, all’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, i Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo. A diffondere la notizia una comunicazione della Procura di Benevento.
L’indagato è ritenuto dagli inquirenti gravemente indiziato di “atti persecutori” e “violenza e minaccia a pubblico ufficiale”, nei confronti del Sindaco del Comune di Pietradefusi. Ad emettere il provvedimento cautelare il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento.
La vittima denunciava che, già a partire dall’aprile scorso, l’indagato, in più occasioni, si presentava presso gli uffici comunali di Pietradefusi, con la pretesa di ricevere “sostegni economici” da parte dell’ente, da destinare a sue esigenze personali.
Precisava che l’uomo fosse già destinatario del sussidio del banco alimentare. Nei suoi confronti allertati anche i servizi sociali competenti perché si interessassero della sua situazione di disagio.
Nonostante l’attenzione che l’Ente avrebbe mostrato nei suoi confronti, le richieste dell’indagato sarebbero sempre state accompagnate da gravi minacce e ripetute.
L’indagato avrebbe detto: “io vengo a casa tua… faccio del male a te ed alla tua famiglia… ti rompo la faccia, tengo una pistola seppellita… ti do fuoco… ti ammazzo, ti squarto, ti sparo, come sei salito lì ti faccio scendere (con riferimento alla carica pubblica ricoperta), te la faccio pagare” e comunque ripetute minacce di morte.
In un’altra occasione avrebbe chiamato la Centrale Operativa dei Carabinieri di Mirabella Eclano e nella telefonata avrebbe minacciato di “uccidere” il sindaco di Pietradefusi.
L’uomo, fermato lungo la S.P. 128, oltre a confermare ai militari le minacce proferite poco prima al telefono, aveva con se un coltello pieghevole, prontamente sequestrato.
I fatti oggetto di denuncia hanno trovato riscontro anche nelle informazioni rese da altre persone. In particolare da familiari della vittima, da dipendenti del Comune ed assistenti sociali. Tutto ciò ha reso possibili l’acquisizione da parte degli inquirenti di gravi indizi di colpevolezza, tanto da consentire l’emissione del provvedimento eseguito, adottato in presenza del pericolo di reiterazione.
Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare. Contro di essa sono ammesse impugnazioni. Il destinatario è una persona sotto indagine e quindi presunto innocente fino ad una sentenza definitiva.
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