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Ricette specialisti. Caiazza (FIMMG): Medici di famiglia non sono i medici delle ricette
Pubblicato
3 anni fail

Le ricette emesse dagli specialisti sono poche, Caiazza: I medici di famiglia sono persone non i medici delle ricette
Non decolla l’obbligo di emissione delle ricette da parte degli specialisti, ecco allora la motivazione che ha spinto il dottor Salvatore Caiazza, Medico di Medicina Generale e Vice sergretario vicario di FIMMG ASL Napoli 2 Nord, a lasciare la lettera sfogo in redazione. Una lettera che va a sostenere di fatto una petizione lanciata dal suo collega Gianni Verde. Di seguito il testo. Un testo dove si pongono importanti interrogativi che meritano una risposta prima per la tutela degli ammalati e poi per i medici di medicina generale
La lettera del dottor Caiazza
I medici di famiglia sono i medici sempre presenti per i Cittadini.
I medici di famiglia sono coloro che non devono dire NO: che non possono dire che è tardi, che sono in attesa dalla famiglia per la cena oppure perché devono passare a prendere il figlio a scuola, o il partner alla stazione che è un lavoratore che deve fare il pendolare tutti i giorni.
Il medico di famiglia, se non risponde a telefono in tempo reale, ma richiama, appena possibile, non è un bravo medico.
Il medico di famiglia che non accetta di prescrivere un antibiotico, anticipato illegalmente da un farmacista, è un medico di famiglia che non merita la fiducia del paziente e il paziente lo cambia. Soprattutto, è il medico che deve fare la ricetta e non deve far aspettare il paziente per quella ricetta, perché è “URGENTE”.
Eppure le ricette, per obbligo di Legge, deontologico e contrattuale, sono un dovere di ogni medico dipendente e convezionato con il Sistema Sanitario Nazionale.
Perché gli specialisti ambulatoriali interni convenzionati ASL non emettono queste ricette? Perché altrettanto non fanno i medici ospedalieri e di Pronto Soccorso? Così come per i certificati telematici di malattia? Perché tutto questo lavoro viene scaricato sul medico di famiglia?
Sempre 3 euro a paziente al mese quel medico percepisce. Mica viene gratificato per il lavoro rifiutato ed omesso da altri medici! E, soprattutto, perché il paziente quel suo diritto alla ricetta lo pretende solo dal medico di famiglia? Chi ha accordato tacitamente questo sistema che, per il modo in cui è stato congeniato, sembra essere venuto fuori da un’intesa tra clan camorristici? Eh, sì! “Si fa così perché si è sempre fatto così!”. Proprio come fa la CAMORRA!
E la vittima di tutto questo sistema criminale è l’ammalato che, dovendo peregrinare da studi medici pubblici allo studio medico del proprio medico di famiglia, farsi file infinite per una ricetta o un certificato, poi se la prende con l’altra vittima di questo sistema: il Medico di Famiglia, che ha solo la colpa di essere il reale punto di unione tra il Sistema Sanitario Nazionale e i Cittadini.
I Medici di Famiglia avranno le proprie criticità e le loro colpe, ma da anni stanno pagando per peccati altrui!
Così come il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che sono dovuti alla mancata risposta degli specialisti territoriali in tempi accettabili. Certo! Se si consente di visitare pochi pazienti al giorno, che difficilmente arrivano a 10, negli ambulatori specialistici, ovvio che l’ammalato cerca di compensare con i Pronto Soccorso.
I Medici di Famiglia sono gli unici che non si tirano indietro per affrontare la grande domanda assistenziale dei Cittadini, ma vanno lasciati liberi di visitare e non di dover stare giornate intere ad emettere ricette che altri medici hanno omesso o rifiutato, consumando anche un reato di rifiuto/omissione d’atto d’ufficio.
I Medici di Famiglia sono i medici delle persone! I Medici di Famiglia non sono i medici delle ricette!
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