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Teneva figlia alla catena ad Aiello del Sabato, arrestata
Pubblicato
4 anni fail

Sul posto i Carabinieri hanno trovato la donna che teneva alla catena la figlia e in condizioni igieniche precarie. Indagato anche il marito
Teneva la figlia alla catena e in condizioni precarie ad Aiello del Sabato. Un altro terribile caso di maltrattamenti in famiglia quello a cui hanno messo fine i Carabinieri il 25 aprile sera.
I militari del Comando Provinciale di Avellino, infatti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Hanno messo così fine alle sofferenze di una 21enne, costretta a vivere da reclusa.
Ad emettere il provvedimento il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta di questa Procura. Destinataria della misura una 47enne di Aiello del Sabato.
La donna indiziata dei reati di “maltrattamenti in famiglia”, “lesioni personali aggravate” e “sequestro dj persona”. La donna avrebbe commesso tali reati nei confronti della propria figlia convivente, 21enne.
Nella serata di sabato 23 aprile scorso, in particolare, i militari sono intervenuti presso l’abitazione dell’indagata. A chiedere aiuto la sorella della vittima. Sul posto i militari hanno trovato una situazione familiare apparsa, sin da subito, gravemente compromessa.
Le immediate indagini, svolte dai Carabinieri della Compagnia di Solofra, hanno permesso di ricostruire vessazioni e maltrattamenti fisici messi in atto dalla 47enne nei confronti della figlia, ormai da anni.
Fondamentale ai fini della ricostruzione il supporto del personale specializzato nel contrasto alla violenza di genere e intra-familiare del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale.
La giovane, infatti, non solo avrebbe riferito di ripetute violenze da parte della genitrice; avrebbe raccontato anche di come l’indagata la tenesse legata con una catena ad una ringhiera delle scale interne dell’edificio o al proprio letto. In queste condizioni l’hanno trovata i militari intervenuti presso l’abitazione. La vittima ha raccontato, ancora, ai Carabinieri di come l’indagata l’avesse costretta a restare chiusa in camera, al buio e in condizioni sanitarie precarie. La 47enne, inoltre, l’avrebbe fatta mangiare solo una volta al giorno.

Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del padre della vittima, 46enne. L’uomo, infatti, non avrebbe fatto alcuna opposizione alle condotte delle moglie. Questo è il motivo – riportato in una nota della Procura di Avellino – per cui è attualmente indagato per gli stessi reati della consorte. Il Gip ha disposto, infatti, un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.
Trasferite in una località protetta la vittima 21enne e la sorella. Gli altri figli minorenni, infine, affidati ad una casa famiglia.

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