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Università di Torino e Kiut: una partnership per formare professionisti capaci di operare tra Uzbekistan ed Europa

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UNITO visita_KIUT_Rettrice Prandi

Si conclude la missione guidata dalla Rettrice Cristina Prandi alla Kimyo International University di Tashkent. Al centro degli incontri, nuovi percorsi formativi, mobilità e formazione di professionisti con competenze riconoscibili e spendibili nel contesto internazionale ed europeo 

Si conclude oggi, venerdì 4 settembre 2026, la visita istituzionale dell’Università di Torino alla Kimyo International University in Tashkent (KIUT), che ha aperto nuove prospettive di collaborazione tra i due Atenei. La presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi e del Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino Ivan Bufalo ha consentito di raccordare le competenze accademiche di UniTo con quelle del sistema sanitario e professionale piemontese.

L’Uzbekistan sta investendo nella formazione delle nuove generazioni e guarda a una maggiore integrazione con il sistema economico, professionale e giuridico europeo. In questo processo, la formazione universitaria rappresenta uno strumento strategico per formare in Uzbekistan professionisti altamente qualificati, capaci di operare secondo standard internazionali e di interagire con istituzioni, imprese e sistemi professionali europei.

KIUT ha quindi manifestato l’interesse a sviluppare con l’Università di Torino percorsi formativi UniTo realizzati in Uzbekistan, anche attraverso modelli di franchising accademico o altre forme strutturate di collaborazione. Un primo ambito di approfondimento riguarda la formazione infermieristica e le professioni sanitarie, con l’obiettivo di garantire elevati standard accademici e professionali e facilitare, nel rispetto delle procedure previste, il riconoscimento delle competenze e la mobilità dei laureati.

La collaborazione punta più in generale alla formazione di una nuova generazione di professionisti uzbeki, in grado di lavorare in contesti internazionali e di contribuire allo sviluppo del proprio Paese. Durante la missione sono state approfondite anche opportunità di mobilità di studenti e docenti, visiting professorship, ricerca congiunta e partecipazione ai programmi Erasmus+ e Capacity Building in Higher Education.

Abbiamo trovato un Paese che guarda all’Europa con grande interesse e che considera la formazione universitaria una leva fondamentale del proprio sviluppo – sottolinea la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi –. La richiesta che ci viene rivolta è molto chiara: contribuire a formare professionisti qualificati, capaci di muoversi in un contesto internazionale, di conoscere gli standard europei e di costruire relazioni sempre più strette tra l’Uzbekistan e l’Europa. È una prospettiva particolarmente interessante anche per UniTo. Internazionalizzare non significa soltanto attrarre studenti a Torino, ma portare le nostre competenze, i nostri standard formativi e la nostra capacità di fare ricerca nei luoghi in cui stanno emergendo nuove domande di conoscenza e formazione. L’Uzbekistan può diventare, da questo punto di vista, un partner importante dell’Università di Torino in Asia Centrale”.

Nei prossimi anni il Piemonte dovrà affrontare una vera e propria emergenza – dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi –. Sono previsti circa mille pensionamenti all’anno per i prossimi dieci anni e il numero dei laureati, anche a pieno regime, non sarà sufficiente a coprire le carenze. Da un anno lavoriamo a una strategia di lungo periodo: creare percorsi universitari italiani all’estero, capaci di formare professionisti secondo gli standard italiani e di stabilire un rapporto duraturo con il sistema sanitario piemontese. Abbiamo già avviato un percorso tra l’Università di Argirocastro e l’Università del Piemonte Orientale, mentre è in fase di avvio una collaborazione tra l’Università di Tirana e l’Università di Torino. Ora lavoriamo a un nuovo progetto in Uzbekistan, con la Kimyo International University di Tashkent”.

I due Atenei avvieranno ora gli approfondimenti tecnici e normativi necessari a individuare i primi percorsi, a partire dall’area sanitaria, verificandone requisiti accademici, modalità di erogazione, riconoscimento delle qualifiche, formazione linguistica e coinvolgimento dei docenti.

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