Quantcast
Connettiti con noi

Politica

Qualiano, Porcelli dopo il post delle “tre scimmiette”: «Chi governa non può scegliere di non vedere, non sentire e non parlare»

Pubblicato

il

intervista massimiliano porcelli m5s qualiano tre scimmiette

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle interviene sul momento politico cittadino e rilancia i temi dell’opposizione: trasparenza, controllo democratico e responsabilità amministrativa.

Qualiano – Un’immagine simbolica, quella delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Un post pubblicato sui social dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Qualiano, avvocato Massimiliano Porcelli, che ha riacceso il confronto politico cittadino.

Il riferimento è al clima amministrativo e politico che da tempo vede il Movimento 5 Stelle impegnato in una costante attività di controllo e proposta nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Raffaele De Leonardis. Al centro del dibattito temi che il gruppo consiliare considera fondamentali: trasparenza, partecipazione democratica, accesso agli atti, controllo dell’azione amministrativa e diritto dei cittadini a ricevere risposte chiare.

Abbiamo intervistato Porcelli per comprendere il significato politico del post e la sua lettura della situazione cittadina.

Avvocato Porcelli, partiamo dal post pubblicato sulla pagina del Movimento 5 Stelle Qualiano: le tre scimmiette e la frase “Per tutti voi va bene così”. Che messaggio voleva lanciare?
«Il messaggio è molto semplice: chi amministra una città non può scegliere di non vedere, non sentire e non parlare.

Quel post non nasce per fare polemica fine a sé stessa, ma per rappresentare una preoccupazione politica reale. Quando emergono problemi, quando vengono poste domande legittime, quando si chiedono chiarimenti su atti e decisioni amministrative, troppo spesso le risposte arrivano in ritardo o non arrivano affatto.

Il silenzio può sembrare una scelta comoda, ma quando si governa una comunità diventa una responsabilità. I cittadini hanno il diritto di conoscere, comprendere e valutare ciò che accade nella gestione della cosa pubblica.»

A chi si riferiva quel “va bene così”?
«A tutti coloro che, pur vedendo determinate situazioni, preferiscono considerarle normali o inevitabili.

La politica dovrebbe avere il coraggio di porsi domande e di cercare risposte. Invece troppo spesso si assiste a un atteggiamento che tende a minimizzare i problemi o a rinviare il confronto.

Io credo che un consigliere comunale, sia di maggioranza che di opposizione, debba rappresentare innanzitutto i cittadini. E rappresentarli significa anche chiedere chiarimenti quando qualcosa non convince.»

Lei parla spesso di trasparenza. È questo oggi il nodo principale?
«La trasparenza è uno dei pilastri fondamentali dell’amministrazione pubblica.

I cittadini devono poter conoscere le decisioni assunte, le motivazioni che le giustificano, gli effetti che producono e le responsabilità che ne derivano.

Quando il confronto viene vissuto come un fastidio o quando ottenere informazioni diventa complesso, il problema non è soltanto amministrativo. Diventa una questione che riguarda il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche.»

Secondo lei l’amministrazione De Leonardis evita il confronto?
«Io preferisco parlare dei fatti. I fatti ci dicono che molte richieste di chiarimento avanzate dall’opposizione hanno ricevuto risposte tardive o insufficienti. In altri casi il dibattito si è spostato dalle questioni poste alle persone che le hanno sollevate.

Questo non aiuta il confronto democratico. L’opposizione non è un ostacolo all’amministrazione, ma una componente essenziale delle istituzioni. Controllare, verificare e proporre fa parte del mandato ricevuto dagli elettori.»

Nel post si legge anche “non ascoltare, non vedere e non parlare”. È una critica al metodo politico della maggioranza?
«Sì, è una riflessione sul metodo. Non ascoltare significa non prestare attenzione alle segnalazioni dei cittadini. Non vedere significa ignorare problemi che esistono e che incidono sulla vita quotidiana delle persone. Non parlare significa sottrarsi al dovere di spiegare e rendere conto delle proprie scelte.

Una comunità cresce quando il confronto è aperto e quando le istituzioni sono disponibili al dialogo, anche sulle questioni più scomode.»

Qualiano sta vivendo una fase difficile dal punto di vista democratico?
«Credo che Qualiano stia attraversando una fase nella quale sia necessario rafforzare il confronto democratico.

La democrazia non si esaurisce nel momento del voto. Vive ogni giorno nella possibilità di accedere agli atti, di ottenere risposte, di partecipare al dibattito pubblico e di vedere rispettato il ruolo delle minoranze consiliari.

Quando questi elementi si indeboliscono, si rischia di impoverire la qualità della vita democratica della comunità.»

C’è chi sostiene che il Movimento 5 Stelle utilizzi toni troppo duri. Cosa risponde?
«Rispondo che il nostro compito è svolgere fino in fondo il mandato ricevuto dagli elettori.

La fermezza non sta nei toni, ma nell’impegno a controllare, proporre e segnalare eventuali criticità nell’interesse pubblico. Continueremo a farlo con rispetto istituzionale, senza rinunciare al nostro ruolo.»

Quali sono oggi le principali battaglie del Movimento 5 Stelle a Qualiano?
«Le nostre iniziative hanno un denominatore comune: garantire trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico.

Ci occupiamo della gestione dei servizi, della qualità delle opere pubbliche, della vivibilità del territorio, dell’accesso agli atti e della necessità di fornire ai cittadini risposte concrete.

Non ci interessano le polemiche personali. Ci interessa verificare che ogni scelta amministrativa sia realmente orientata al bene della comunità.»

Secondo lei manca un controllo politico anche all’interno della maggioranza?
«Credo che ogni maggioranza dovrebbe vivere il proprio ruolo in maniera dinamica e costruttiva.

Una maggioranza forte non è quella che approva tutto senza discutere, ma quella che approfondisce, verifica e contribuisce a migliorare le decisioni amministrative.

Il confronto interno non indebolisce un’amministrazione. Al contrario, può renderla più credibile e più efficace.»

La vostra opposizione viene percepita come molto incisiva. È una scelta?
«È una scelta di coerenza. Abbiamo sempre sostenuto che il ruolo dell’opposizione non debba limitarsi ad assistere alle decisioni dell’amministrazione. Quando riteniamo che una scelta sia corretta la riconosciamo. Quando riteniamo che vi siano criticità le evidenziamo.

Continueremo a svolgere il nostro lavoro con responsabilità, senza voltare lo sguardo dall’altra parte.»

Non teme che il confronto politico possa irrigidirsi?
«Il confronto si irrigidisce quando mancano risposte e dialogo, non quando vengono poste domande.

Io credo che il rispetto delle istituzioni passi anche attraverso la disponibilità a confrontarsi apertamente. Le domande dell’opposizione non sono un attacco personale, ma uno strumento di controllo democratico previsto dall’ordinamento.»

Qual è oggi il rischio principale per Qualiano?
«Il rischio principale è l’assuefazione.

Che si finisca per considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere. Che si smetta di pretendere chiarezza, trasparenza e partecipazione.

Una comunità cresce quando i cittadini continuano a interessarsi alla vita pubblica e a chiedere conto delle decisioni che vengono assunte.»

Cosa chiedete concretamente all’amministrazione comunale?
«Chiediamo risposte.

Risposte sugli atti, sulle scelte amministrative, sulle priorità della città e sui problemi che i cittadini segnalano quotidianamente.

Chiediamo che il Consiglio comunale torni ad essere sempre più un luogo di confronto reale e che il contributo delle minoranze venga considerato una risorsa democratica e non una semplice formalità.»

Il post delle tre scimmiette rappresenta l’inizio di una fase diversa dell’opposizione?
«Più che una nuova fase, rappresenta la continuità di un impegno che portiamo avanti da sempre.

Continueremo a vigilare, a proporre, a controllare e a segnalare ciò che riteniamo meriti attenzione. Lo faremo con determinazione ma sempre nel rispetto delle istituzioni.»

Che messaggio vuole lasciare ai cittadini di Qualiano?
«Vorrei lasciare un messaggio molto semplice. Non vedere, non sentire e non parlare non è un problema per l’opposizione. È un problema per i cittadini. Perché quando nessuno controlla, nessuno chiede conto e nessuno pretende risposte, alla fine il prezzo lo pagano sempre i cittadini: con servizi meno efficienti, con bollette più alte, con opere pubbliche discutibili e con una minore trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

La città appartiene ai cittadini e non a chi temporaneamente la amministra. Per questo continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, determinazione e senso delle istituzioni.

Il Movimento 5 Stelle continuerà a vedere ciò che altri preferiscono ignorare, ad ascoltare le istanze dei cittadini e a porre domande ogni volta che sarà necessario. Perché la democrazia vive di partecipazione, controllo e trasparenza, non di silenzi.»

Pubblicità
Pubblicità