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Esteri

Cisgiordania, oltre 830mila bambini tornano a scuola tra insicurezza e sfollamenti

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Scuola Cisgiordania
Foto: UNICEF/UN0913119/El Baba

UNICEF: nuovo anno scolastico per oltre 830mila studenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est tra violenze, restrizioni e difficoltà di accesso all’istruzione

Oltre 830mila studenti tornano sui banchi

Questa settimana oltre 830.000 bambini tornano a scuola in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, inaugurando il nuovo anno scolastico in un contesto caratterizzato da crescenti minacce alla sicurezza e all’accesso all’istruzione.

Violenza, sfollamenti, restrizioni alla libertà di movimento e incidenti che coinvolgono scuole e comunità locali continuano a compromettere la possibilità per migliaia di studenti di frequentare le lezioni in condizioni di sicurezza.

Oltre 200 incidenti legati all’istruzione nel 2026

Nel corso della prima metà del 2026, il Cluster per l’Istruzione ha documentato 224 incidenti collegati all’istruzione in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

Gli episodi si sono verificati all’interno o nelle vicinanze degli istituti scolastici, oppure lungo i percorsi casa-scuola. Gli incidenti hanno coinvolto direttamente 152 scuole, 20.450 studenti e 859 membri del personale scolastico.

L’allarme dell’UNICEF

«Troppi bambini vivono nell’incertezza di non sapere se potranno raggiungere la propria classe in sicurezza, se la loro scuola rimarrà aperta o se lo sfollamento li costringerà a interrompere del tutto il percorso scolastico», ha dichiarato Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.

«L’inizio di un nuovo anno scolastico dovrebbe portare ai bambini entusiasmo e nuove opportunità. Ma per alcuni di loro non ci sarà alcun ritorno a scuola».

Dieci bambini uccisi durante le vacanze estive

Secondo i dati diffusi dall’UNICEF, dieci bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, nel periodo compreso tra giugno e la prima settimana di settembre 2026.

Dall’inizio dell’anno, inoltre, oltre 1.700 minori palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa della violenza dei coloni, delle restrizioni di accesso e delle demolizioni amministrative.

Gli effetti dello sfollamento sull’istruzione

Lo sfollamento allontana i bambini non soltanto dalle loro case, ma anche dalle scuole, dagli insegnanti, dagli amici e dalle reti di sostegno fondamentali per la crescita e l’apprendimento.

Anche interruzioni temporanee del percorso scolastico possono avere conseguenze durature, soprattutto per i minori che vivono già in condizioni di forte stress e vulnerabilità.

Il sostegno garantito dall’UNICEF

L’UNICEF e i suoi partner stanno fornendo in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, corsi di recupero, attività di rimessa in pari, sostegno psicosociale, servizi di trasporto e misure di protezione.

L’organizzazione sta inoltre assicurando aiuti economici destinati all’istruzione, assistenza legale, interventi di ripristino delle scuole e la creazione di ambienti di apprendimento sicuri.

L’appello per la tutela del diritto allo studio

L’UNICEF ribadisce che il diritto all’istruzione deve essere garantito e protetto. Le scuole devono rimanere luoghi sicuri e accessibili, mentre studenti e insegnanti devono poterle raggiungere senza essere esposti a violenze, timori o ostacoli.

L’organizzazione chiede la protezione di tutti i bambini palestinesi, compreso il loro diritto ad accedere all’istruzione, e sollecita il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, affinché venga tutelato il futuro di ogni minore.

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