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Biennale di Venezia 2026: nessun film italiano premiato alla mostra del cinema

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Nessun Leone d’oro per il cinema italiano, ma non passa inosservata l’interpretazione di Riccardo Scamarcio ne I figli della scimmia

L’83esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia organizzata dalla Biennale si è conclusa ieri sera, 12 settembre, con una cerimonia di chiusura trasmessa in diretta su Rai 3 dalle ore 20:00. Presso la Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, gli attori italiani Greta Scarano e Nicolas Paupas hanno condotto l’evento che ha visto l’assegnazione dei premi alle pellicole presentate al concorso.

Purtroppo, nessuno dei trofei più ambiti, come il Leone d’oro e la Coppa Volpi, è andato ai cinque titoli italiani in gara, che pure avevano suscitato l’interesse della critica e del pubblico. Il cinema italiano aveva infatti partecipato proponendo i seguenti film: “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, opera realizzata a partire dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci (scomparso nel 2018); “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, che è ritornato alla Biennale di Venezia dopo 37 anni; “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis; “L’estranea” di Paolo Strippoli; “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis.  

In compenso, non è passato inosservato un altro lungometraggio italiano, presentato nella sezione competitiva secondaria “Orizzonti”. Si tratta di “I figli della scimmia” del regista Tommaso Landucci. Il film si è aggiudicato ben due riconoscimenti: il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura a Tommaso Landucci e Damiano Femfert e il Premio Orizzonti per il miglior attore a Riccardo Scamarcio. L’attore protagonista, che nel film veste i panni di un padre alle prese con le difficolta e i turbamenti legati alla gestione di un figlio con disabilità, ha dedicato il premio «a tutti i papà, anche al mio».

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