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Super Mario Bros. compie 41 anni: il 13 settembre 1985 iniziava una storia diventata leggenda
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Il capolavoro Nintendo debuttò in Giappone il 13 settembre 1985 su Famicom. Da Mario e Luigi ai tubi, dai Goomba a Bowser: un videogioco che ha segnato intere generazioni
Era il 13 settembre 1985 quando in Giappone arrivava Super Mario Bros.
Oggi, 13 settembre 2026, sono trascorsi esattamente 41 anni dal debutto del titolo Nintendo destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili della storia dei videogiochi.
Nintendo stessa indica il 13 settembre 1985 come data della prima uscita giapponese di Super Mario Bros. per Family Computer, il Famicom, la console che nel resto del mondo sarebbe diventata il Nintendo Entertainment System, il celebre NES.
Attenzione: Mario esisteva già
Quello del 13 settembre non è però, in senso stretto, il compleanno del personaggio Mario.
Le sue origini risalgono infatti al 1981, quando Shigeru Miyamoto creò Donkey Kong. Il protagonista del gioco era inizialmente chiamato Jumpman e doveva salvare Pauline evitando barili e ostacoli.
Quel personaggio sarebbe poi diventato Mario.
Nel 1983 arrivò inoltre Mario Bros., nel quale Mario compariva insieme al fratello Luigi.
Il 1985 rappresenta quindi un’altra cosa: la nascita di Super Mario come lo conosciamo oggi, protagonista di una grande avventura a piattaforme ambientata nel Regno dei Funghi.
Quel primo livello che conoscono tutti
Bastano pochi secondi per riconoscerlo.
Mario entra nello schermo da sinistra. Davanti a lui compare un Goomba. Poco dopo arrivano blocchi, monete, tubi verdi e il primo fungo.
È il celebre Mondo 1-1.
Non servono lunghe istruzioni: il livello insegna progressivamente al giocatore a muoversi, saltare, evitare i nemici e scoprire gli oggetti nascosti.
In Super Mario Bros. l’obiettivo è attraversare mondi, castelli e passaggi sotterranei per affrontare Bowser e salvare la Principessa Peach, con Mario e Luigi come protagonisti.
Un gioco costruito con pochissimo spazio
Uno degli aspetti più sorprendenti emerge dai racconti degli sviluppatori originali.
Nintendo ricorda che, sommando programmazione e grafica, Super Mario Bros. doveva convivere con limiti tecnici oggi quasi inconcepibili: rimanevano appena 40 kilobyte con cui lavorare.
Quei limiti spinsero la squadra a riutilizzare in maniera creativa elementi grafici e personaggi. Shigeru Miyamoto ha raccontato, ad esempio, che l’idea dei Koopa Paratroopa nacque semplicemente aggiungendo le ali alle tartarughe già esistenti per evitare di dover creare un nuovo personaggio da zero.
Miyamoto e Tezuka disegnavano insieme i livelli
Dietro il gioco c’erano alcuni nomi destinati a diventare fondamentali nella storia Nintendo.
Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka lavorarono insieme alla progettazione dei livelli, mentre Koji Kondo si occupò del comparto sonoro.
Documenti conservati dagli sviluppatori mostrano che alcune delle prime specifiche di Super Mario Bros. risalgono al 20 febbraio 1985. Solo pochi mesi dopo il gioco era già pronto per essere pubblicato.
Anche il cielo blu fu una piccola rivoluzione
Oggi può sembrare un dettaglio insignificante.
Eppure gli stessi sviluppatori ricordano come il passaggio da uno sfondo nero a un cielo blu contribuì enormemente all’identità visiva del gioco.
Nintendo lavorò inoltre in maniera creativa sui pochissimi colori disponibili e riutilizzò parti grafiche identiche in elementi differenti, modificandone semplicemente la palette.
Era la necessità di ottenere un mondo grande e colorato utilizzando una quantità estremamente ridotta di memoria.
Dal Giappone al resto del mondo
Il gioco debuttò in Giappone nel settembre 1985.
La versione per NES arrivò successivamente negli altri mercati e in Europa nel maggio 1987.
Da quel momento Mario sarebbe diventato uno dei volti centrali di Nintendo, protagonista di decine di avventure e reinterpretazioni attraverso generazioni di console completamente differenti.
Nel 2025 Nintendo ha festeggiato i 40 anni
Lo scorso anno Nintendo ha celebrato ufficialmente il 40° anniversario di Super Mario Bros.
Le iniziative sono proseguite anche nel 2026: al Nintendo Museum, per esempio, la speciale promozione dedicata ai quarant’anni si è conclusa soltanto il 7 settembre 2026, pochi giorni prima del 41° anniversario.
Un segnale di quanto quel gioco del 1985 continui ancora oggi a occupare un posto centrale nella storia dell’azienda.
41 anni dopo, perché Super Mario funziona ancora?
La tecnologia è cambiata completamente.
Sono cambiate le console, la grafica, il modo di giocare e persino il pubblico.
Eppure la formula alla base di Super Mario Bros. resta immediatamente comprensibile: correre, saltare, esplorare, trovare qualcosa di nascosto e raggiungere la fine del livello.
È forse questa semplicità, accompagnata da una progettazione estremamente precisa, ad aver permesso a Mario di attraversare più di quattro decenni senza perdere riconoscibilità.
Il 13 settembre 1985 iniziava l’avventura di Super Mario Bros.
Quarantuno anni dopo, basta ancora vedere un tubo verde, un fungo o un blocco con un punto interrogativo per sapere immediatamente di quale mondo stiamo parlando.

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