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Cronaca

Caivano, solvente nell’area ASI: tre cisterne nella zona rossa

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Nuovi rilievi dopo la fuoriuscita alla PPG: due cisterne si sono deformate, valori sopra la media solo nell’area delimitata

Nuovi controlli nell’area ASI

Proseguono le verifiche nell’area industriale ASI di Pascarola, a Caivano, dopo la fuoriuscita di solvente che nella serata di sabato 12 settembre aveva provocato un forte odore acre avvertito anche in diversi comuni dell’Agro Aversano.

Dopo l’intervento del Nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco di Napoli, che aveva individuato l’origine della dispersione all’interno dello stabilimento PPG, questa mattina si è svolto un nuovo sopralluogo congiunto.

Sul posto sono intervenuti ASL Napoli 2 Nord, ASL Caserta, ARPAC, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Polizia Locale, con il coordinamento della Prefettura di Napoli.

Il sindaco di Caivano ha comunicato che le attività di verifica e messa in sicurezza dell’area proseguiranno anche nelle prossime ore.

Tre cisterne nella zona rossa

L’aggiornamento del sindaco fornisce nuovi elementi sulla dinamica dell’incidente rispetto a quanto emerso nella prima fase dell’emergenza.

All’interno della cosiddetta zona rossa sono presenti tre cisterne contenenti una miscela già sottoposta a trattamento con materiali inertizzanti.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, due delle tre cisterne si sono deformate a seguito di una reazione. Proprio da questa situazione si sarebbe verificata la fuoriuscita della miscela responsabile dell’odore acre percepito nella zona.

Il dato consente di comprendere meglio perché i Vigili del Fuoco abbiano attivato il nucleo specializzato NBCR e abbiano adottato procedure specifiche per la gestione dell’emergenza.

Nuovi rilievi del Nucleo NBCR

Durante il sopralluogo il Nucleo operativo NBCR ha effettuato nuovamente i rilievi dei valori di emissione nelle aree interessate.

I tecnici hanno inoltre lavorato insieme al responsabile dello stabilimento e alla squadra di sicurezza interna dell’azienda per definire le modalità di gestione della zona rossa e le prescrizioni da rispettare all’interno dell’area.

Secondo quanto comunicato dal sindaco, i valori rilevati all’interno della zona rossa restano superiori alla media.

La situazione cambia invece già a pochi metri di distanza: nelle aree circostanti, i valori rilevati risultano al di sotto delle soglie di criticità.

Si tratta di un elemento importante perché delimita, sulla base dei rilievi effettuati, l’area nella quale persistono le principali anomalie.

Nessun sequestro preventivo del sito

Un altro elemento emerso dall’aggiornamento riguarda la posizione dello stabilimento.

I Vigili del Fuoco, secondo quanto riferito dal sindaco, non hanno ritenuto necessario procedere al sequestro preventivo del sito.

La situazione resta comunque sottoposta al controllo delle autorità e le attività all’interno della zona rossa sono accompagnate da specifiche prescrizioni di sicurezza.

L’assenza di un sequestro preventivo non equivale quindi alla conclusione dell’emergenza: le verifiche e le operazioni di messa in sicurezza continuano.

Domani iniziano campionamenti e analisi

L’azienda ha già programmato gli interventi delle ditte specializzate che dovranno occuparsi della fase successiva.

A partire da domani sono previsti campionamenti, analisi e caratterizzazione dei materiali presenti nelle cisterne.

L’obiettivo sarà stabilire con precisione la natura della miscela e individuare le modalità corrette per la sua gestione e il successivo smaltimento.

Questa fase sarà particolarmente importante anche per definire con maggiore precisione la composizione dei materiali coinvolti nella reazione che ha provocato la deformazione delle due cisterne e la conseguente fuoriuscita.

Cosa sappiamo dopo la prima emergenza

Rispetto alle prime ore dell’episodio, il quadro appare oggi più definito.

Nella serata di sabato i cittadini avevano segnalato un forte odore acre in diversi comuni. Le verifiche dei Vigili del Fuoco avevano consentito di individuare l’origine del fenomeno nello stabilimento PPG di Pascarola, dove una fuoriuscita da un silos aveva richiesto l’intervento del Nucleo NBCR.

Le autorità avevano quindi raccomandato, in via prudenziale, di evitare di permanere all’aperto, mantenere chiuse porte e finestre e non stendere il bucato all’esterno.

Il nuovo sopralluogo ha permesso di ricostruire ulteriormente la situazione: tre cisterne si trovano nella zona rossa, due si sono deformate dopo una reazione e la miscela fuoriuscita è stata già trattata con materiali inertizzanti.

Monitoraggio ancora in corso

La situazione non viene comunque considerata definitivamente chiusa.

Il coordinamento della Prefettura di Napoli prosegue attraverso il coinvolgimento delle diverse autorità impegnate nelle verifiche. I rilievi del NBCR continueranno a fornire elementi utili per valutare l’evoluzione della situazione, mentre le analisi sui materiali dovranno chiarire nel dettaglio la composizione della miscela.

Per il momento, il dato comunicato dal Comune è che i valori restano sopra la media nella zona rossa, ma risultano sotto le soglie di criticità nelle aree circostanti, anche a pochi metri dalla zona interessata.

Il sindaco ha assicurato che seguirà direttamente le operazioni e che gli aggiornamenti ufficiali saranno comunicati alla cittadinanza man mano che emergeranno nuove informazioni.

L’attenzione resta quindi concentrata sulla messa in sicurezza delle tre cisterne, sulla caratterizzazione dei materiali e sulla conclusione delle operazioni necessarie per il loro corretto smaltimento.

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