Politica
Fine vita in Campania, Trapanese deposita proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito
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2 mesi fail

Il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere M5S chiede procedure chiare, presa in carico uniforme da parte delle Asl e prestazioni a carico del Servizio sanitario regionale.
“Ho depositato, in Consiglio regionale, una proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, per disciplinare in Campania le modalità organizzative con cui il Servizio sanitario regionale è chiamato a dare attuazione ai principi affermati dalla Corte costituzionale”, dichiara il Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Trapanese.
La proposta di legge, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, con il supporto tecnico dell’Avv. Aniello De Piano, è stata condivisa e sottoscritta dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Raffaele Aveta, Salvatore Flocco, Gennaro Saiello ed Elena Vignati.
“Questa proposta di legge – continua Trapanese – non sostituisce il necessario intervento del Parlamento. Si muove nell’ambito delle competenze regionali in materia di tutela della salute e ha un obiettivo preciso: definire procedure chiare, responsabilità certe e una presa in carico uniforme da parte delle aziende sanitarie, evitando ritardi e incertezze che rischiano di trasformarsi in ulteriore sofferenza per le persone e le famiglie. Il testo prevede, inoltre, che le prestazioni e i trattamenti connessi alla procedura siano a carico del Servizio sanitario regionale”.
“Per me questa legge ha anche un significato personale. Da ragazzo, durante il volontariato a Lourdes, ho conosciuto Luigi, un atleta colpito dalla sclerosi multipla. Mi chiese di essere il tutore del suo testamento biologico: non voleva restare attaccato a una macchina, voleva che la sua vita potesse spegnersi con dignità. Da allora ho sempre pensato che una legge sul fine vita fosse necessaria”.
“Presentare oggi questa proposta – conclude Trapanese – è un dovere istituzionale, ma anche una promessa fatta a Luigi e a tutte le persone che ho incontrato negli anni di volontariato a Lourdes e nel Treno Bianco. Persone segnate da malattie durissime, che chiedono solo di essere ascoltate, rispettate e accompagnate con umanità fino alla fine. Non si tratta di imporre una scelta, ma di garantire cura, diritti e dignità anche nell’ultimo tratto della vita”.
Comunicato stampa

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