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Carceri al collasso, Don Saggiomo: sovraffollamento ferita morale

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Don Salvatore Saggiomo sostiene l’appello del cardinale Zuppi: servono interventi urgenti per detenuti e personale penitenziario.

Accolgo con profonda condivisione e senso di responsabilità le parole del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, che ha definito non più sostenibile il livello di sovraffollamento presente nelle carceri italiane.

Il sovraffollamento carcerario rappresenta una questione morale prima ancora che istituzionale. Quando una persona viene privata della propria dignità, quando è costretta a vivere in spazi inadeguati, in condizioni che non rispettano il valore della persona umana, viene ferito un principio fondamentale della nostra civiltà giuridica e della nostra coscienza collettiva. Ogni detenuto resta un uomo, una donna, una persona creata a immagine e somiglianza di Dio, titolare di diritti che nessuna condanna può cancellare.

Come Garante dei detenuti non posso ignorare questa emergenza umanitaria che attraversa il sistema penitenziario italiano. Le condizioni di sovraffollamento incidono sulla salute fisica e psicologica delle persone ristrette, compromettono i percorsi di recupero e rendono sempre più difficile garantire il rispetto dei principi costituzionali che devono guidare l’esecuzione della pena.

Ma come sacerdote non posso nemmeno tacere davanti a una dignità umana così profondamente calpestata. Il Vangelo ci richiama costantemente a riconoscere il volto di Cristo negli ultimi, nei fragili, negli esclusi. Una società si misura anche da come tratta coloro che hanno sbagliato. La pena non può mai trasformarsi in sofferenza aggiuntiva, degrado o abbandono.

Allo stesso tempo, sarebbe ingiusto non richiamare l’attenzione sull’altra grande emergenza che vive quotidianamente il mondo penitenziario: la grave carenza di personale della Polizia Penitenziaria e degli operatori penitenziari. Uomini e donne dello Stato sono chiamati ogni giorno a svolgere un servizio delicatissimo in condizioni spesso difficili, con organici insufficienti e carichi di lavoro sempre più gravosi. Anche la loro dignità professionale merita ascolto, tutela e risposte concrete.

Per questo rinnovo il mio appello alle istituzioni nazionali affinché il tema delle carceri torni al centro dell’agenda politica e sociale del Paese. Occorrono interventi urgenti, coraggiosi e strutturali per restituire umanità agli istituti penitenziari, garantire condizioni di vita dignitose alle persone detenute e assicurare al personale gli strumenti necessari per svolgere il proprio compito in sicurezza ed efficacia. Le parole del Cardinale Zuppi non possono restare una semplice denuncia. Devono diventare un richiamo alla coscienza collettiva e alla responsabilità delle istituzioni. Il carcere non può essere un luogo di dimenticanza, ma uno spazio dove la dignità della persona, la sicurezza della società e la speranza del cambiamento possano trovare un equilibrio autenticamente umano.

Don Salvatore Saggiomo

Nota stampa – Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta

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