Quantcast
Connettiti con noi

Entertainment

Bologna inaugura la Biblioteca Eco: 44mila libri aperti al pubblico

Pubblicato

il

Umbero Eco - Foto di Leonardo Cendamo - fonte Fondazione Eco

All’Università di Bologna apre la Biblioteca Eco: la collezione di 44mila volumi dello scrittore diventa patrimonio culturale condiviso.

Lo scorso 2 luglio, presso l’ala novecentesca di Palazzo Poggi, sede della biblioteca universitaria dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, ha aperto al pubblico un’area che raccoglie i numerosi volumi messi insieme da Umberto Eco (1932-2016) nel corso della sua esperienza biografica e della sua attività di studioso e intellettuale. A dieci anni dalla scomparsa dello scrittore e filosofo piemontese, il fondo a lui dedicato ospita così quella che è una delle più vaste e importanti collezioni librarie d’autore della Contemporaneità.

Umberto Eco – Foto di Leonardo Cendamo – fonte Fondazione Eco

Gli eredi hanno infatti deciso di consegnare all’Ateneo bolognese la biblioteca di lavoro che Eco consultava quotidianamente per svolgere ricerche e studi o per coltivare le sue passioni e i suoi interessi.

Composta di circa 44.000 libri moderni e inizialmente dislocata in due luoghi principali, negli spazi della casa-studio di Milano – qui oltre 33.000 volumi erano conservati in apposite librerie disposte lungo i corridoi di un appartamento a forma di anello – e nella villa di Monte Cerignone, nelle Marche, dove l’autore custodiva altri 11.000 volumi ed era solito trascorrere le vacanze e dedicarsi alla scrittura, questa vastissima collezione comprende testi afferenti a un’ampia gamma di ambiti disciplinari: dalla letteratura italiana e straniera alla poesia, dalla cultura popolare e dal fumetto alla storia e critica letteraria, passando per l’arte e l’iconologia. Immancabili, poi, sono i testi legati alla filosofia e all’estetica (specialmente medievale), alla scienza, alla filologia, alla linguistica e alla semiotica, agli studi sui nuovi linguaggi dei mass media. Non poco spazio è inoltre riservato alle opere scritte o curate da lui in varie edizioni e traduzioni in diverse lingue – romanzi, saggi, articoli, ma anche bozze e appunti – e ai tanti libri firmati da altri autori e incentrati sulla sua figura e produzione.

Biblioteca Eco – fonte Comune di Bologna

I libri raccolti da Umberto Eco formano un vero e proprio universo che rispecchia perfettamente il pensiero e il metodo di lavoro di colui che li ha trovati, acquistati, letti, sfogliati, consultati e resi parte fondamentale della sua attività intellettuale. L’oggetto libro è stato, non a caso, il compagno irrinunciabile di un lungo percorso dedicato alla costruzione e all’interpretazione critica del sapere. Studioso di filosofia, lettore appassionato e bibliofilo, autore di programmi culturali per la RAI, curatore editoriale presso la Bompiani, giornalista e autore di romanzi, critico e docente universitario, Eco ha incarnato in maniera completa la figura dell’intellettuale di professione, facendo della conoscenza una pratica di libertà totalizzante, un mestiere che si esercita con dedizione, costanza e uno sguardo lucido sulla realtà.

E proprio per tramandare e tutelare l’immensa eredità intellettuale di Eco, è stato deciso di donare allo Stato i 44.000 volumi della sua biblioteca di lavoro – lo scrittore possedeva anche una pregiata collezione composta da circa 1.300 libri antichi, da lui definita “Bibliotheca semiologica curiosa lunatica magica et pneumatica”, affidata dal 2022 alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano –, e concessi in comodato d’uso gratuito all’Università di Bologna per renderli accessibili al pubblico. Nell’Ateneo bolognese dove Eco ha svolto larga parte della sua attività accademica, diventando tra l’altro promotore di progetti innovativi come l’istituzione del DAMS e del corso di laurea in Scienze della Comunicazione, la nuova Biblioteca Eco conserva la disposizione originaria in cui i libri erano stati ordinati dall’autore.

Biblioteca Eco – fonte Comune di Bologna

Scandendo gli spazi in sale tematiche, sono stati fedelmente riprodotti la posizione esatta di ogni volume sugli scaffali e gli accostamenti voluti da Eco tra determinati argomenti o autori, a dimostrazione di come la biblioteca non sia banalmente un luogo in cui si accumulano soltanto titoli diversi, ma uno spazio complesso e intricato dove ciascun libro trova una collocazione precisa e instaura legami profondi e significativi con gli altri testi.

Accessibile per la consultazione e/o visite guidate solo su prenotazione, scrivendo un’e-mail all’indirizzo bibliotecaeco@unibo.it, quella che è stata una biblioteca privata, strumento di lavoro e luogo di riflessione, diventa adesso un vero e proprio patrimonio culturale condiviso e aperto, messo a disposizione di lettori e studiosi. Il prodotto, la testimonianza e la continuazione di un eccezionale impegno culturale.   

Pubblicità