Quantcast
Connettiti con noi

Entertainment

Zungoli, borgo autentico nel cuore dell’Irpinia

Pubblicato

il

Ritmo lento, contatto umano e gastronomia eccellente: tutto il necessario per trascorrere una bella giornata di primavera in uno dei borghi campani più belli d’Italia.

Ultimo nell’elenco alfabetico dei partecipanti; finale in vetta, sul podio.

Nell’elezione del “Borgo dei Borghi 2026”, 3°posto per Zungoli, il borgo in provincia di Avellino che è stato acclamato con grande orgoglio dalla sua comunità e da tutta la Campania alla sua proclamazione, avvenuta la sera della domenica di Pasqua, nell’ambito della trasmissione “Kilimangiaro” di Rai 3.

benvenuti a Zungoli uno dei borghi più belli d’Italia

Il podio de“Il Borgo dei Borghi 2026” è un’ulteriore riconoscimento, che si va ad aggiungere alla Bandiera Arancione del Touring Club, alla Bandiera Rossa dei “Borghi più belli d’Italia” e alla segnalazione come città produttrice di “Ravece” extravergine d’eccellenza per l’ “Associazione Italiana Città dell’Olio”.

Case basse con portali dai dettagli in pietra, finestre con piccole tende ricamate, gli ingressi abitati con vasi di fiori e piantine aromatiche. I residenti del centro antico sono poco più di 300 e si conoscono tutti e tutti ti salutano, perfino il cagnolino che abita nei dintorni del castello si concede volentieri alle coccole dei visitatori che possono visitare in autonomia liberamente il borgo seguendo le indicazioni del cartello al ponte di accesso oppure optare per una visita guidata che arricchirà la semplice passeggiata di dettagli curiosi.

 Cortile interno del Castello

In apparenza, il fulcro del borgo è il Castello Normanno, il Castrum Curuli, che da presidio difensivo del XI secolo, è attualmente residenza di due famiglie gentilizie che consentono l’accesso parziale agli interni solo tramite visite guidate. Fiorella e Luigi, che si occupano privatamente di accoglienza turistica a Zungoli, conducono i visitatori accompagnandoli alla scoperta dei angoli più suggestivi, non limitandosi ai soli cenni storici.  

Ingresso alla Tipica abitazione rurale

Il loro approccio narrativo è un combinato di storie vere, di  testimonianze e suggestioni, un racconto appassionato che portano avanti con l’entusiasmo coraggioso di chi ha deciso di farsi ambasciatore nel tempo del prezioso retaggio di tradizioni locali.

Custodiscono le chiavi che aprono, di porta in porta, un varco temporale, ora folkloristico ora più commovente, raccontando storie di antichi mestieri, di famiglie con animali da fattoria, di greggi da allevamento, di asini come unico mezzo di trasporto: una vita semplice fatta di lavoro, fede religiosa, di bevute alla locanda e di comizi elettorali tenuti affacciandosi alla ringhiera antistante l’edificio che ospitava al piano superiore il municipio e a quello inferiore il bar centrale del paese.

Via Giudea testimonianza della piccola comunità ebraica

Piccole rue (viuzze)che avvolgono gli edifici in un saliscendi di scale, graziose terrazze dagli scorci panoramici verdissimi, passaggi coperti che si rivelano essere le case pontili o talmente stretti da invitare al bacio gli innamorati che passano di lì; e ancora, archi decorati da stemmi:  il più speciale quello che segnalava, attraversando la via Giudea, anche il passaggio di una piccola comunità ebraica di cui si sono poi perse le tracce.

scorci panoramici dagli affacci del borgo

Case e locande antiche, aperte solo per entrare fisicamente nei luoghi della vita reale di un tempo e anche qualche bottega storica che, al tempo, ha deciso di resistere ancora.

In questo borgo le case danno l’esempio: si stringono l’una all’altra, condividono cortili o addirittura pareti,  si reggono ancora sulle antiche stratificazioni costruite su antiche grotte in epoca bizantina: queste, un tempo adibite ad abitazioni per famiglie e i loro animali, oggi invece vengono riutilizzate, grazie a temperatura e umidità pressoché costanti, come ambienti per la stagionatura di prodotti  tipici locali, come il caciocavallo podolico, da assaggiare o portarsi via come ricordo gustoso della visita a Zungoli.

 Antiche locande costruite su grotte

Il Borgo antico, abitato nel 1617 anche da Gianbattista Basile che forse trovò anche qui la sua ispirazione per “Lo Cunto de li Cunti”, è un gioiello delicato fatto di pietre e memorie, durevoli e fragili allo stesso tempo che necessitano di sostegno.

grotta bizantina

Per le costruzioni, spesso si  sono utilizzati gli archi ( come dice il detto locale “ lu tunno mantene lu munno” ); per mantenere l’identità occorre ancora un grande sforzo e il riconoscimento appena ottenuto, più che un premio, è una conferma della giusta direzione.

La Notte Romantica, solitamente programmata per il terzo sabato di giugno e le processioni dei Santi Patroni Crescenzo e Anna che, partendo dalla chiesa dell’Assunta, animano le serate estive della comunità, costituiscono un piacevole richiamo per coloro che vogliono vivere le tradizioni del borgo.

Zungoli dettagli della Notte romantica

A contribuire all’incanto di Zungoli c’è anche la sua posizione geografica. La vista spazia sulle verdissime colline dell’Irpinia, punteggiate di ulivi e sparuti cipressi, dove l’aria si fa pulita e annienta i consueti oltraggiosi volumi sonori delle grandi città. Ci si riconcilia con la Natura e col proprio respiro, entrando in un’atmosfera che invita alla lentezza e a intraprendere nuovi cammini su antichi percorsi: l’ascesa al Monte Molara, la transumanza sul “Regio Tratturo Pescasseroli-Candela”, la “Restanza” un itinerario studiato per celebrare una forma di resistenza attiva contro lo spopolamento, un’iniziativa volta a mantenere in vita i borghi e unita la comunità.

Le belle giornate di primavera sono senza dubbio il momento migliore per “andar per borghi”: quella forma di turismo di prossimità che inneggia alla lentezza e alla qualità di un’accoglienza locale, volta a riscoprire il valore aggiunto del contatto umano dei piccoli centri e della bellezza dei paesaggi naturali in cui sono immersi. Accogliamo l’invito di Zungoli per poi augurarci di raggiungere e scoprire, uno ad uno, i borghi più belli di ogni regione italiana.

Pubblicità
Pubblicità