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Sostegno scolastico, il Consiglio di Stato riconosce 32 ore al minore: accolto l’appello cautelare
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3 mesi fail

Consiglio di Stato: diritto al docente di sostegno per 32 ore settimanali riconosciuto a studente con disabilità in Campania
Importante vittoria a tutela dei diritti degli studenti con disabilità: il Consiglio di Stato, Sezione Settima, con ordinanza del 17 febbraio 2026 (RG n. 644/2026), ha accolto l’appello cautelare proposto nell’interesse di un minore affetto da ritardo mentale medio/grave, riconoscendo il diritto alla presenza del docente di sostegno per 32 ore settimanali, per l’intero periodo di frequenza scolastica.
La pronuncia riforma l’ordinanza con cui il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania aveva respinto in primo grado la richiesta cautelare.
La vicenda
Il minore, certificato dall’ASL competente con diagnosi funzionale attestante la necessità di sostegno scolastico specializzato con rapporto in deroga per gravità, si era visto riconoscere per il precedente anno scolastico soltanto 11 ore di sostegno.
Per l’anno scolastico in corso, inoltre, non risultava ancora adottato il nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato). Una situazione che rischiava di compromettere seriamente il diritto allo studio, all’inclusione e alla piena partecipazione alla vita scolastica.
Le motivazioni del Consiglio di Stato
Il Collegio ha ritenuto:
particolarmente rilevante la diagnosi sanitaria che richiede un supporto individualizzato;
non condivisibile il rigetto della domanda cautelare disposto in primo grado;
necessario assicurare, nelle more dell’adozione del nuovo PEI, le 32 ore settimanali richieste, senza recepire automaticamente le risultanze del PEI precedente.
Con una decisione chiara e incisiva, il Consiglio di Stato ha quindi accolto l’istanza cautelare, ordinando l’assegnazione del docente di sostegno per 32 ore settimanali, fino a diversa e motivata valutazione in sede di PEI 2025/2026.
Un principio di civiltà giuridica
La pronuncia riafferma un principio fondamentale: il diritto allo studio degli alunni con disabilità non può essere compresso da valutazioni meramente amministrative o da automatismi legati agli anni precedenti.
Ogni anno scolastico richiede una valutazione autonoma e aggiornata, fondata sulle reali condizioni dell’alunno e sulle certificazioni sanitarie.
Questa decisione rappresenta non solo una vittoria processuale, ma un segnale forte in difesa dei diritti costituzionalmente garantiti delle persone più fragili.
La tutela giurisdizionale, quando tempestiva e determinata, si conferma strumento essenziale per garantire inclusione, dignità e pari opportunità.
A cura dell’Avvocato Lelio Mancino

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