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UE, Paganini: apprezzabili le parole della Premier su libero scambio e reciprocità, ma serve concretezza

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Il presidente di Competere.eu sottolinea l’importanza di trasformare i principi di libero scambio e reciprocità in azioni concrete, evitando approcci astratti


“Accogliamo con favore le parole della Presidente del Consiglio sull’importanza di un commercio internazionale aperto, fondato sul principio di reciprocità. La reciprocità è un obiettivo condivisibile, a condizione che sia definita in modo chiaro, misurabile e coerente con l’interesse economico e strategico europeo“. Così in una nota il prof. Pietro Paganini, Presidente di Competere.eu

Il rischio-ha sottolineato- è che il richiamo alla reciprocità venga usato come argomento generico per giustificare rinvii e blocchi che, di fatto, limitano la concorrenza, rallentano la crescita e indeboliscono le filiere industriali europee. La reciprocità non può trasformarsi in un principio astratto o in un nuovo strumento di veto politico.


Gli accordi commerciali moderni, incluso il Mercosur, non si basano su un’apertura indiscriminata, ma-ha spiegato- su regole, standard, clausole di salvaguardia e meccanismi di riequilibrio. In questo quadro, la vera reciprocità si misura sulla capacità di garantire accesso ai mercati, certezza regolatoria e condizioni competitive lungo le catene del valore”.


Secondo Paganini “per l’Italia, Paese manifatturiero e trasformatore -soprattutto dell’industria alimentare- l’accesso regolato a mercati e materie prime è una leva di competitività, non una minaccia. La qualità del Made in Italy non si difende con la chiusura, ma con l’apertura regolata, l’innovazione e la forza industriale delle filiere.


Allo stesso modo, il tema dell’autonomia strategica – dall’energia alle materie prime critiche – non è in contraddizione con il libero scambio“. Al contrario “richiede una rete di accordi commerciali affidabili che riducano le dipendenze unilaterali e rafforzino la posizione europea nello scenario globale.


Apertura e reciprocità non sono alternative” chiosa e conclude Paganini. “Ma senza decisioni concrete, il rischio è che la reciprocità diventi il nome elegante dell’immobilismo. E l’immobilismo, oggi, è il costo economico più alto che l’Europa possa permettersi”.

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