Esteri
La Porta Santa si richiude: il Giubileo finisce, la domanda resta
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Papa Leone XIV compie il gesto conclusivo dell’Anno Santo: una soglia che torna muro, mentre la misericordia deve diventare scelta quotidiana
Alle 9:41 di oggi, 6 gennaio 2026, solennità dell’Epifania, Papa Leone XIV ha compiuto il rito di chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, atto che conclude ufficialmente il Giubileo 2025.
È un gesto antico, essenziale, quasi severo nella sua sobrietà. E proprio per questo parla forte: perché non è una scena “di chiusura” in senso emotivo, ma un passaggio di consegne. Finisce un tempo straordinario, inizia il tempo della coerenza.
Un anno iniziato con Francesco, concluso da Leone XIV
Questo Anno Santo aveva avuto inizio la notte del 24 dicembre 2024, con l’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco. Poi, la storia ha accelerato: Francesco è morto il 21 aprile 2025, e il Giubileo si è trovato a vivere anche una transizione inedita, attraversando due pontificati.
Oggi, quel filo simbolico si è chiuso nelle mani del successore: Leone XIV ha “richiuso” non solo una porta, ma un capitolo, consegnando ciò che il Giubileo promette sempre e che la realtà mette sempre alla prova: cambiare vita fuori dai riti.
La porta torna muro. E adesso?
La Porta Santa, nel linguaggio della Chiesa, è una soglia: indica conversione, riconciliazione, misericordia. Ma la sua chiusura è il punto più esigente del racconto, perché toglie l’alibi dell’eccezione. Non c’è più il “tempo speciale” a sostenere le intenzioni: resta la vita ordinaria, con le sue fratture e le sue urgenze.
È qui che il gesto di oggi diventa politico nel senso più alto: non di partito, ma di polis, di comunità. Perché la misericordia, se non diventa pratica, resta retorica. E la pace, se non scende nei comportamenti quotidiani, resta formula.
Un Giubileo di numeri, ma soprattutto di significati
Secondo quanto riferito in queste ore, il Vaticano ha parlato di oltre 33 milioni di pellegrini coinvolti nel corso dell’Anno Santo: un flusso imponente, cresciuto anche dopo la morte di Francesco, e culminato oggi con il rito conclusivo.
Ma la misura reale non è soltanto nei numeri. È in ciò che resta quando la porta si chiude: il coraggio di perdonare, la scelta di ricominciare, la responsabilità di non trasformare la fede in una parentesi emotiva.
La Porta Santa si è richiusa. La soglia, però, non è finita: si è spostata dentro ciascuno. E adesso, come sempre, la domanda più difficile non è “che cosa abbiamo celebrato?”, ma “che cosa cambiamo davvero, da domani?”.

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