Entertainment
Vienna 1900
Pubblicato
7 mesi fail

Viaggio ipnotico nella capitale austriaca tra “Psicoanalisi” e “Secessione”
Il 10 Ottobre è la “Giornata internazione della Salute Mentale”, un evento volto a sensibilizzare l’attenzione al benessere psicologico, così come a quello fisico, liberandosi da pregiudizi e tabù a riguardo. D’altra parte, la “Mens sana” precede il “Corpore sano” anche nel detto popolare. Al pari del corpo, anche la mente ha le sue difficoltà e chiunque può trovarsi improvvisamente ad attraversare la sua “selva oscura”, disturbato da cambiamenti improvvisi a cui non è preparato, costretto a rallentare il ritmo, a fermarsi, o a chiedere un supporto per ritrovare la salute e la gioia smarrita. Anche se già Aristotele aveva cominciato a trattare l’argomento, l’evoluzione dello studio della psicologia come metodo scientifico è databile alla fine del 1800 tra Francia, Germania e, soprattutto, Austria.
Come in una seduta di ipnosi, lasciatevi condurre da queste suggestioni tra le tappe di un viaggio a Vienna, una delle città europee che ha accolto il cambiamento, dove “fermata” e “blocco” hanno trovato un senso più ampio, dove nevrosi e pulsioni sono state, allo stesso tempo, segreto professionale e rappresentazione plateale, dove si studiava la mente e si dipingevano corpi.
19, Berggasse:
indirizzo molto frequentato nei primi anni del secolo scorso. E’ di “uno bravo” da cui “farsi vedere”. Sigmund Freud, neurologo, filosofo e “padre della psicanalisi” ha vissuto, studiato e lavorato qui e, ancora oggi, la sua casa/studio/museo è piena di avventori, ammiratori e non. Diversi sono gli approcci allo studio e alla cura della psiche, ma la figura di Freud resta innegabilmente icona della scienza e della medicina che studia la mente.

A questo indirizzo, si suona al campanello e la porta si apre in un elegante appartamento, in cui sono conservati sia gli effetti personali (gli strumenti di scrittura, i suoi iconici occhiali, la valigia cifrata) sia i testi studiati o da lui redatti. Inaspettatamente, la stanza della seduta è svuotata da tutto, ma l’eco della vacanza risuona dei disturbi e delle passioni rivelate tra quelle pareti; manca il famoso divano ricoperto dal tappeto, che simboleggia universalmente la seduta più scomoda su cui adagiarsi, e manca lui, il Professore, come se fosse impegnato con altro paziente. Non resta che attendere altrove.

Fuori, la “sua” Vienna, metaforica “sala d’aspetto” che, tra architettura e arte, offre interessanti intrattenimenti per “ingannare” piacevolmente l’attesa.

Cafè Landtmann.
Dove l’attesa diventa pausa di piacere. Qui, un tempo era possibile trovare proprio Freud, seduto al suo tavolino preferito e appartato. Quando i “Cafè” erano luoghi di ritrovo per politici, intellettuali e artisti che leggevano i giornali, discutevano di affari, politica e di arte, in attesa che fosse servito loro il pranzo o il rituale del caffè. Nonostante i suoi 150 anni e più, al Landtmann, l’ambiente elegante e il servizio curato non sono cambiati, i clienti forse sì; qualora il caffè rendesse nervosi, restano imperdibili i dolci tradizionali della pasticceria viennese, tra cui lo strudel e il kugelhupf.

Karlsplatz
ingresso alla stazione. Quando attesa è sinonimo di fermata. Della metropolitana, in questo caso. Splendido ingresso progettato da Otto Wagner assecondando lo Jugendstil. Il cambiamento è esigenza che segue l’evoluzione e la Vienna del 1900 non ne è immune. Pur volendo conservare le caratteristiche del maestoso passato della città, l’architetto urbanista Otto Wagner si prefigge di raggiungere un delicato equilibrio, preservando la praticità della funzione prima dell’estetica, senza tralasciare l’attenzione al dettaglio.
Grazie al suo approccio, la razionalità degli spazi, i materiali moderni e la plasticità sinuosa dei decori si uniscono nella realizzazione di edifici di uso comune che, in alternativa al più classico percorso imperiale, disegnano una mappa urbanistica meno scontata per visitare la capitale austriaca.

Leopold Museum.
Il grande blocco. Un grande edificio in marmo chiaro, un solido geometrico che contiene le diverse ispirazioni di “Vienna 1900”, un percorso permanente di visita, dedicato proprio alla produzione artistica di una città eccitata e spaventata dalla transizione verso il nuovo secolo. In evidenza, una nutrita collezione delle opere di Egon Schiele: l’artista, nato nel 1890 e morto all’età di soli 28 anni, che ha espresso, attraverso pittura e scultura, le angosce esistenziali, le pulsioni erotiche e le tensioni della mente, così potenti al punto di plasmare e, addirittura, distorcere anche il corpo.

Allora considerate oscene, le visioni artistiche del disagio di Schiele sono ancora oggi, allo stesso tempo, disturbanti e magnetiche, in quanto eccezionali reazioni emotive al disordine psicologico, un abbraccio quasi soffocante tra ambizione e insicurezza.

Palazzo della Secessione.
Un tempio dedicato all’arte. Un blocco austero, sormontato dall’iconica cupola dorata, quasi una sorta di gomitolo di foglie di alloro e un messaggio scolpito nella facciata: “Ad ogni epoca la sua arte, ad ogni arte la sua libertà.” Uno scrigno di luce, i cui bagliori dorati esterni sono solo il preludio.
Il “Ver Sacrum”, anch’esso inciso sulla facciata, era il manifesto della Secessione, quel movimento di artisti uniti nell’idea comune di una nuova visione dell’arte più inclusiva, in cui le varie forme espressive e i materiali utilizzati avevano pari valenza. Il loro intento: una nuova primavera (Ver) come stagione di rinascita.

Nei sotterranei del palazzo, si “srotola” alle pareti il “Fregio di Beethoven” di Gustav Klimt, composto da cavalieri, muse, dee e bestie, dagli sguardi ora ammiccanti ora inquietanti, un ciclo di affreschi in tre “atti”, che si ammira ascoltando in cuffia la Nona Sinfonia.
Un percorso metaforico che parte dal “Desiderio della Felicità”, passa per “L’Ostilità delle Forze Avverse” e termina nella sinestesia dell’“Inno alla Gioia”; un’esperienza emozionante che, grazie alla sinergia tra pittura e musica, diffonde un messaggio di speranza che attraversa i confini del tempo. La rinascita è un auspicio universale: poter tornare a sentire la gioia, fuori e dentro di sé.
Proprio come Vienna che, tra razionalità, pulsioni e ambizione riesce a mantenere il suo delicato e distintivo equilibrio.

Turismo e legalità: confronto in Prefettura a Napoli

Benevento, hashish nascosto in cantina: arrestato 19enne

Febbre rosa in Campania per la Paestum–Napoli

Napoli Centrale, sport e inclusione: tavola rotonda con atleti paralimpici e Decathlon

Datore di lavoro RSPP: responsabilità, rischi e obblighi per le aziende

Napoli Scampia, droga via drone verso il carcere

Blitz anticamorra a Napoli: 9 misure cautelari contro il clan Contini

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024

Qualiano, rifiuti abbandonati sulla viabilità di servizio Grande Viabilità

Napoli Scampia, droga via drone verso il carcere

Blitz anticamorra a Napoli: 9 misure cautelari contro il clan Contini

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024



