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Pozzuoli, riaffiorano mura romane: il sottosuolo della città continua a svelare Puteoli antica
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Nuovi ritrovamenti sotto l’ex stazione della Cumana confermano la stratificazione storica del territorio: per lo studioso Antonio Isabettini “ogni scavo riapre una finestra sulla memoria della città romana”
La recente scoperta di antiche mura di epoca romana al di sotto della ex stazione della Cumana non sorprende chi conosce davvero la storia di Pozzuoli.
Per il Maestro d’Arte Antonio Isabettini, studioso e appassionato divulgatore della memoria puteolana, si tratta dell’ennesima conferma di ciò che il territorio custodisce da secoli sotto i suoi piedi.
Secondo Isabettini, l’intero centro storico della cosiddetta “Pozzuoli bassa” poggia sull’antica Puteoli romana, una città straordinaria che continua ancora oggi a riemergere attraverso scavi, lavori pubblici e ritrovamenti archeologici.
“Ogni volta che si apre il sottosuolo di Pozzuoli — osserva Isabettini — riaffiora un pezzo della nostra storia. Non è un fatto eccezionale, ma quasi naturale. Questa città vive su più livelli temporali: sopra c’è la Pozzuoli moderna, sotto continua a respirare la Puteoli antica.”
Il Maestro ricorda come nel corso degli anni numerosi reperti siano stati rinvenuti in diverse aree della città: antiche strutture murarie, resti di edifici, strade, cisterne e testimonianze della grandezza commerciale e culturale della colonia romana.
Particolare attenzione viene ora rivolta ai prossimi lavori che interesseranno l’area circostante la Villa Comunale.
Secondo Isabettini, qualora gli interventi dovessero raggiungere profondità maggiori, potrebbero emergere ulteriori tracce archeologiche di grande interesse storico.
“La terra di Pozzuoli custodisce ancora tantissimo — spiega — e probabilmente molto deve ancora essere scoperto. Ogni scavo è come aprire una finestra sulla memoria della città.”
Il Maestro sottolinea anche il ruolo fondamentale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, chiamata a effettuare rilievi, studi e verifiche ogni volta che emergono testimonianze del passato.
Nella maggior parte dei casi, dopo la documentazione scientifica, le strutture vengono nuovamente ricoperte per consentire il prosieguo delle opere urbane.
Tuttavia, qualora venissero rinvenuti reperti monumentali o elementi unici dal punto di vista storico e archeologico, gli scenari potrebbero cambiare radicalmente.
Per Antonio Isabettini, Pozzuoli resta una città che non smette mai di raccontarsi.
“Qui la storia non è chiusa nei libri — conclude — ma vive sotto le strade, nei vicoli, nelle fondamenta delle case. Pozzuoli è una città costruita sulla propria memoria, ed ogni pietra può ancora parlare.”
A cura dell’avvocato Lelio Mancino

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