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Cronaca

Qualiano, estorsioni ai cantieri e ruolo di un consigliere comunale: l’inquietante retroscena del clan De Rosa

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Qualiano

Clan De Rosa, estorsioni a Qualiano e la presunta “soffiata” di un consigliere comunale: silenzio dal Comune

Poco più di una settimana fa i Carabinieri della Compagnia di Giugliano ed in particolare quelli dalla Stazione di Qualiano hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di affiliati del clan De Rosa per estorsione e tentata estorsione.

L’operazione dei militari dell’arma ha rilevato un’attività estorsiva nei confronti delle aziende edili molto attiva nella “tranquilla” città di Qualiano.

Si apprende, infatti, che quasi tutti i cantieri aperti a Qualiano fin anche quelli degli immobili ascrivibili al Comune di Qualiano siano stati visitati dagli indagati, organici al clan De Rosa.

C’è tuttavia un episodio che è veramente inquietante. Sembrerebbe infatti che, nell’ambito di una intercettazione in merito ad un cantiere da taglieggiare, i due indagati avrebbero appreso la notizia dei fondi ricevuti da una ditta direttamente da uno dei Consiglieri comunali di Qualiano. Avrebbe detto ad uno degli indagati: “Qua hanno già mangiato”. Secondo gli inquirenti, con questa espressione il Consigliere comunale avrebbe fatto riferimento alla somma di denaro per i lavori del cantiere ricevuta dalla ditta.

La diretta conseguenza dell’informazione fornita dal Consigliere comunale sarebbe la volontà da parte degli indagati di estorcere denaro al titolare della ditta vincitrice dell’appalto del Comune di Qualiano che riguardava la ristrutturazione di alcune palazzine di proprietà dell’Ente in via Benedetto Croce.

Davanti a tale rivelazione, lascia interdetti il silenzio dell’amministrazione comunale sulla presunta “soffiata” e sul ruolo al ruolo di “talpa” che avrebbe svolto il Consigliere comunale che, a quanto ne sappiamo, sembra non essere indagato.

Non sappiamo se in corso ci siano ulteriori indagini, tuttavia restiamo a disposizione per eventuali comunicazioni dall’Ente, perché riteniamo opportuno che una posizione su tale vicenda vada presa.

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