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Le “Gemelle” di Giordania
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Tra Storia e Archeologia, il Medio Oriente più “vicino” all’Italia.
E’ recente la notizia del gemellaggio siglato tra le città di Ercolano in provincia di Napoli e la città di Umm Qais (Gradara) in Giordania, legate tra loro dalla figura del filosofo Filodemo; nato proprio a Gradara, questi è stato “ospite” ad Ercolano dal 75 a.C. fino alla sua morte, presso la “Villa dei Papiri”, dove sono stati ritrovati frammenti delle sue opere.
Questo gemellaggio rappresenta un accordo di cooperazione tra due città di due paesi, l’Italia e il Regno di Giordania, aventi già in comune un patrimonio storico e culturale, risalente ai grandi imperi di epoca greco-romana, che costituisce, per entrambi, una risorsa fondamentale per un consistente afflusso turistico.
La località giordana di Umm Qais, situata a nord del paese, quasi al confine con Siria e Israele, si ritrova anche tra le pagine del Vangelo. Gesù, eseguendo un esorcismo per liberare un uomo dalla possessione, trasferì i demoni che lo controllavano, nel corpo di alcuni maiali; gli evangelisti, però, non concordano sulla posizione geografica del luogo dell’accaduto: secondo l’Evangelista Matteo, il miracolo avvenne proprio a Gadara, mentre Marco e Luca indicano che la località, sempre nell’attuale Giordania, fosse invece Gerasa. Situata ad una quarantina di chilometri a nord della capitale Amman, il sito archeologico di Jerash, l’antica Gerasa, è una risorsa storica e archeologica talmente importante da essere definita la “Pompei del Medio Oriente”.

Grazie alla presenza del fiume Wadi-Jerash, quest’area risulta abitata fin dal Neolitico, anche se è con la presenza dei Greci e, soprattutto, con la conquista dei Romani nel 64 a.C. che assume una certa rilevanza come fulcro militare e commerciale.
In ambito archeologico, come Pompei ed Ercolano, le città che il Vesuvio ha paradossalmente “distrutto e protetto”, anche Jerash sorprende, perché non si limita ad essere solo un “museo a cielo aperto”, ma costituisce quasi una sorta di “capsula del tempo”: fondamentale, per comprendere le dinamiche della città e la vita quotidiana degli abitanti di epoche lontane, ma sorprendentemente, così vicine per civiltà e abitudini.

Jerash presenta la planimetria tipica della struttura urbanistica romana, una griglia che vede intrecciarsi le strade maggiori e quelle minori: sono i “cardi” e i “decumani” che ospitano angoli di suggestiva bellezza, quelle che diventano le tappe fondamentali di una passeggiata nella “Storia”.
Dal Foro, la maestosa agorà dalla forma ovale delimitata da 56 colonne, parte il Cardo Massimo, la via principale, lungo la quale si dirama l’ordinata pianta della città che presenta strutture termali, diversi templi (come quello dedicato a Zeus e quello ad Artemide) e perfino i resti di alcune chiese.

L’ “Arco di Adriano” conduce all’Ippodromo, dove si svolgevano le corse con le bighe e la presenza di due teatri sta ad indicare quanto questi luoghi di “otium” e ristoro fossero imprescindibili non solo come riferimento per le pubbliche relazioni, ma anche per la rigenerazione del corpo e dello spirito, attività irrinunciabili della vita del tempo.
Inoltre, la cura dei dettagli nella decorazioni degli edifici (le colonne, i capitelli,) recuperati e splendidamente conservati, rivelano quanto la bellezza fosse un’esigenza al pari della praticità. Il tragico filo della distruzione per eventi eccezionali ed imprevedibili lega i siti giordani a quelli napoletani: il terremoto per i primi, l’eruzione del Vesuvio per gli altri, ma la loro riscoperta li consegna al mondo, quali testimoni preziosi.

L’armonia e l’equilibrio tra razionalità ed estetica sono la grande lezione del passato che, scolpita con tratto invisibile su “pagine” di pietra maestra, riesce ad arrivare al cuore di chi le calca, le osserva, le ammira. Pietre che rimangono “in vita” perché diventano anche spazio a disposizione per l’arte.
Sia il teatro settentrionale che quello meridionale vengono infatti utilizzati come palcoscenico per grandi eventi, come accadde nel 2023, ad esempio, in occasione del concerto per orchestra, diretta dal Maestro Riccardo Muti, per celebrare il forte legame di amicizia che intercorre tra i due paesi e che, con il gemellaggio tra Ercolano e Gadara trova l’ennesima conferma e una nuova suggestione di viaggio.

Pur trovandosi al confine con quei territori interessati dal sanguinoso conflitto che riempie di cronache terribili il nostro quotidiano, la Giordania è un Paese splendido che offre un vastissimo patrimonio culturale, meraviglie naturali che vanno oltre l’immaginazione, che garantisce pace e calorosa accoglienza e che merita di essere vissuto dai viaggiatori di tutto il mondo. Il presente si fa, dunque, intenzione e promessa di raggiungere (o tornare) in un futuro non troppo lontano in questo splendido Paese, abile a riportarti indietro nel passato; perché nel “Regno del Tempo” (come suggerisce il perfetto “claim” dell’Ente del Turismo della Giordania) tutto ciò è davvero possibile!

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