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Mercati globali sotto pressione: l’impatto dei dazi di Trump
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Mercati globali in crisi a causa dei dazi di Trump: il petrolio e le Borse asiatiche registrano forti perdite, mentre le economie tentano di trovare soluzioni diplomatiche
Una nuova settimana si apre con una forte incertezza per i mercati mondiali, gravemente influenzati dalle decisioni di politica commerciale degli Stati Uniti, che vedono l’imposizione di dazi sempre più severi. A pesare sull’economia globale sono le misure protezionistiche decise dal presidente statunitense Donald Trump, il cui approccio ha generato scosse nei mercati finanziari internazionali e preoccupazioni per la crescita economica globale.
Crollo delle borse asiatiche e forte flessione del petrolio
Le Borse asiatiche sono state le prime a risentire di questo scenario turbolento. I mercati di Tokyo e Hong Kong, in particolare, hanno registrato perdite significative. Il Nikkei di Tokyo ha ceduto il 6,02%, portandosi a 31.746,49 punti, dopo il tonfo di oltre il 9% subito la settimana precedente. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso il 10,7%, mentre le azioni dei settori bancario e tecnologico hanno subito un contraccolpo particolarmente grave, con una flessione del 13,95% per l’Hang Seng Tech.
Allo stesso tempo, il petrolio ha visto un deciso calo, con il Light crude Usa che è scivolato sotto i 60 dollari al barile, registrando una perdita del 2,74%, mentre il Brent ha accusato una flessione del 2,65%. Le preoccupazioni per una recessione globale innescata dalla guerra commerciale e dalle politiche di Trump sono alimentate anche da previsioni come quella di Goldman Sachs, che ha aumentato la probabilità di una recessione negli Stati Uniti dal 35% al 45% nell’arco dei prossimi 12 mesi.
La risposta globale e la preoccupazione per una recessione
Il caos sui mercati non ha risparmiato nessuna parte del globo. La Cina ha reagito con controdazi, imponendo un dazio del 34% su tutti i beni americani, provocando ulteriori difficoltà per le borse asiatiche, con Shanghai e Shenzhen che hanno registrato perdite superiori al 6%. Anche i mercati in Taiwan e Corea del Sud hanno visto contrazioni significative.
Gli analisti temono che, con il prolungarsi di questa guerra commerciale, la crescita degli Stati Uniti e del mondo possa rallentare, portando a una recessione globale. Secondo Stefan Angrick di Moody’s, anche se i dazi venissero ridotti, probabilmente rimarrebbero più alti rispetto ai livelli precedenti l’ascesa di Trump alla Casa Bianca, con un impatto duraturo sul commercio internazionale.
Taiwan e Giappone cercano soluzioni diplomatiche
Nonostante la crescente tensione, alcune nazioni stanno cercando di ridurre l’impatto delle politiche americane attraverso la diplomazia. Taiwan ha deciso di non rispondere con controdazi e ha promesso di rimuovere le barriere commerciali con gli Stati Uniti. Il presidente taiwanese William Lai ha annunciato che l’isola si impegnerà a comprare più beni americani per ridurre lo squilibrio commerciale. La sua dichiarazione ha sottolineato la forza dei fondamentali economici di Taiwan, pur riconoscendo l’impatto negativo dei dazi.
Anche il Giappone sta cercando di evitare un’escalation del conflitto. Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba ha annunciato la sua intenzione di recarsi negli Stati Uniti per discutere i dazi imposti da Trump, in particolare quelli che riguardano il settore automobilistico, cruciale per l’economia giapponese.
Trump minimizza l’impatto dei mercati
Da parte sua, Trump ha cercato di minimizzare le preoccupazioni legate al crollo delle borse, definendo i dazi come una “cura necessaria” per risolvere i problemi strutturali dell’economia americana. Durante un’intervista a bordo dell’Air Force One, il presidente ha ribadito che i dazi sono una misura fondamentale per correggere il deficit commerciale con la Cina, l’Unione Europea e altre nazioni. Ha inoltre sottolineato che molti leader mondiali sono ansiosi di trovare un accordo, ma non sembra intenzionato a fare concessioni senza che gli altri paesi “contribuiscano”.
Trump ha infine minimizzato i rischi di inflazione, sostenendo che durante il suo primo mandato non si è mai verificato un aumento significativo dei prezzi, e non crede che il fenomeno possa presentarsi nel prossimo futuro.
La guerra commerciale scatenata dai dazi imposti dal presidente Trump sta avendo un impatto devastante sui mercati finanziari globali, con forti perdite in Asia e previsioni preoccupanti per l’economia mondiale. Se da un lato alcune nazioni cercano di negoziare e mediare con gli Stati Uniti, dall’altro il presidente americano continua a difendere la sua strategia, convinto che i dazi siano una “cura” necessaria per risanare l’economia americana. Tuttavia, le incognite restano molte, e la possibilità di una recessione globale è ormai un timore concreto per gli investitori di tutto il mondo.

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