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Martedì potrebbe arrivare la semilibertà per Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia
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Francesco Schettino, ex comandante della costa concordia, potrebbe ottenere la semilibertà dopo aver maturato il termine per le misure alternative
Martedì prossimo potrebbe rappresentare una svolta per Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia, condannato a 16 anni di reclusione per la tragedia del Giglio. Schettino si presenterà davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma, che dovrà decidere se concedergli la semilibertà, come richiesto dal suo avvocato, dopo aver maturato il termine che gli permette di accedere a misure alternative al carcere. A commentare la vicenda, l’avvocato di Schettino, Paola Astarita, ha dichiarato: “Io mi auguro che vinca non il mio assistito, ma il diritto”.
La tragedia del Giglio e la condanna a 16 anni
Francesco Schettino è stato condannato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio colposo e abbandono dell’imbarcazione in relazione al naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012 di fronte all’Isola del Giglio, dove persero la vita 32 persone. Il disastro divenne subito un caso mediatico internazionale, anche a causa delle circostanze drammatiche che accompagnarono il naufragio. In particolare, il comandante Schettino era accusato di aver effettuato un “inchino” troppo ravvicinato alla costa, causando la tragedia, e di aver abbandonato la nave durante l’evacuazione, un comportamento che suscitò un enorme scandalo.
Il 16 gennaio 2012, pochi giorni dopo il disastro, Schettino fu arrestato. Inizialmente, fu posto agli arresti domiciliari, ma dopo la revoca dell’obbligo di dimora nel luglio dello stesso anno, Schettino tornò in libertà in attesa del processo. Durante questo periodo, divenne celebre una telefonata tra Schettino e il capitano della Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco, in cui il comandante fu rimproverato aspramente con l’iconico “Vada a bordo, c…“.
Il lungo percorso giudiziario
Nel corso degli anni successivi, il processo a Schettino portò alla condanna a 16 anni di carcere, sentenza confermata sia dalla corte d’appello di Firenze che dalla Cassazione, rendendo la pena definitiva nel maggio 2017. Durante il processo, la compagnia Costa Crociere patteggiò una multa di un milione di euro. Schettino si costituì nel carcere di Rebibbia, dove è stato recluso dal 13 maggio 2017.
Una condotta positiva in carcere e la richiesta di semilibertà
Nel corso della sua reclusione, Schettino ha mantenuto un comportamento che gli ha permesso di beneficiare di permessi premio e di svolgere attività lavorative all’interno del carcere. Dal 2020, l’ex comandante ha lavorato alla digitalizzazione di alcuni processi, un aspetto che ha avuto un impatto positivo sulla sua condotta carceraria.
Il suo avvocato ha presentato una richiesta di semilibertà, facendo leva sul comportamento esemplare di Schettino durante la detenzione. Quattro udienze sono state celebrate in merito, ma sono state tutte rinviate per ulteriori approfondimenti. Martedì prossimo si attende una decisione definitiva da parte del Tribunale di Sorveglianza.
Nel caso in cui venisse concessa la semilibertà, Schettino potrebbe lasciare il carcere durante il giorno per un lavoro esterno, pur restando comunque sottoposto a restrizioni legate alla sua condizione di semilibertà.
Il commento dell’avvocato Astarita
“Quello che possiamo fare – ha concluso l’avvocato Paola Astarita – è aspettare con fiducia“. La decisione del tribunale potrebbe aprire una nuova fase per Schettino, che dopo anni di reclusione, potrebbe finalmente ottenere una misura alternativa al carcere, un passo che segnerebbe una svolta importante nella vicenda legata alla tragedia della Costa Concordia.
Resta però da vedere se il Tribunale accoglierà la richiesta, considerando anche la gravità dei reati per cui Schettino è stato condannato e il clamore che il caso ha suscitato in tutto il mondo.

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