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Il romanzo gotico inglese e le sue variazioni

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Il Romanzo Gotico: Dalla reazione contro l’illuminismo alla nascita di un genere letterario che continua a evolversi nel tempo

Parlare di “gotico” oggi fa subito pensare ai ragazzi vestiti di nero, i cosiddetti “dark”, che hanno pensieri cupi e prediligono canzoni, film e serie TV ambientate in strane dimore e città alternative. Insomma, qualcosa che si avvicina a Mercoledì Addams.

Ma quando apparve il romanzo gotico sulla scena letteraria inglese non era questa l’accezione di quell’aggettivo. Gotico, alla fine del XVIII secolo, si riferiva essenzialmente ad un periodo storico vicino al Medioevo e, per estensione, a tutto ciò che era legato alla irrazionalità e all’istinto.

Designava quello che si poteva compendiare in una reazione alla razionalità dell’illuminismo che aveva imperato durante il secolo precedente. In realtà, già verso la metà del Settecento erano comparsi quelli che verranno etichettati come i Graveyard Poets, poeti che prediligevano ambientazioni quali chiese in rovina e cimiteri ed indulgevano su pensieri come la solitudine, la morte, la malinconia.

Furono questi poeti che, pur appartenendo cronologicamente al secolo dei lumi, prepararono la strada al cambiamento di gusto e sensibilità che, di lì a poco, avrebbe dominato la scena letteraria. A questo cambiamento contribuì anche la riscoperta delle origini nazionali, con poesie attribuite ad antichi bardi scozzesi e gaelici, che esaltavano i sentimenti, le emozioni, l’irrazionalità.


Quando si pensa al romanzo gotico, ci si riferisce normalmente a quel gruppo di romanzi scritti in Inghilterra tra il 1760 ed il 1820, caratterizzati da tratti comuni, quali un’ambientazione medievale, dei personaggi convenzionali ed eventi soprannaturali, una ossessione nella descrizione di ciò che è terrificante.

Si tratta di un romanzo ambientato in un periodo antecedente al XVIII secolo, preferibilmente nel Medioevo, possibilmente in una nazione a religione cattolica, solitamente Italia o Spagna, popolato da eroine abbandonate in un mondo troppo crudele per loro, da nobili usurpatori ed ecclesiastici malvagi e demoniaci, da madri morte in giovane età e padri tirannici, il tutto intercalato da temibili e terrificanti eventi soprannaturali.

Nonostante i suoi legami stretti con il successivo romanzo storico, il romanzo gotico non ha la pretesa di insegnare qualcosa o spiegare degli eventi perché ciò che conta è riuscire a produrre delle emozioni, spesso estreme: paura, ansia, terrore, orrore, disgusto, repulsione. Ecco perché, sebbene i dettagli sui luoghi sono presenti e alquanto precisi, quelli sul periodo storico mancano o sono spesso molto vaghi.


Da questo primo originario filone discende poi tutta una stirpe di altri romanzi gotici, che riprendono, in tutto o in parte, le caratteristiche principali del filone primigenio, suddividendosi così nel gotico romantico (con le opere minori di Shelley e Byron), nel cosiddetto “gotico americano” (essenzialmente con Poe e Lovecraft), in storie di vampiri (quale, ad esempio, il Dracula di Bram Stoker, da cui discendono poi tutte le storie di vampiri in tutte le salse possibili) fino ad arrivare alla moderna storia d’orrore, che di gotico ha essenzialmente il personaggio mostruoso e l’atmosfera cupa e surreale

Romanzo Gotico

Capire come il gotico classico sia riuscito ad evolversi e a “sopravvivere” nei meandri della letteratura del terrore e dell’orrore, trova forse una spiegazione nel fatto che le nozioni di “terrore” e “gotico” sono strettamente legate tra di loro.


Il primo romanzo gotico riconosciuto come tale è Il castello di Otranto, scritto da Horace Walpole nel 1764. Esso pone le basi da cui partire per tutto il filone gotico e presenta elementi che, tutti o in parte, si ritroveranno nei romanzi successivi: la triade eroe-eroina-cattivo, i sotterranei bui, la reclusione, il castello, il monastero, il soprannaturale, l’atmosfera tetra, l’amore contrastato, l’agnizione finale. Tutti questi elementi costituiscono lo scheletro del romanzo gotico, cioè sono le caratteristiche dalle quali non si può prescindere se si scrive tale tipo di romanzo.

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