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L’Ecce Homo di Tiziano nasconde un dipinto inedito: la scoperta di un’équipe di studiosi ciprioti
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Le ricerche hanno permesso di ricostruire il ritratto segreto rimasto sconosciuto per secoli
Proviene da Cipro, e più precisamente dalla città di Limassol, la straordinaria scoperta di un ritratto rimasto nascosto per secoli al di sotto dell’Ecce Homo, un dipinto a olio risalente al 1570 e attribuito a Tiziano Vecellio (e alla sua bottega), uno dei principali esponenti del Rinascimento italiano.
Durante le attività di restauro, analizzando la tela al microscopio, un gruppo di ricercatori del Cyprus Institute ha rilevato la presenza di diversi pigmenti attraverso le crepe formatesi sullo strato pittorico del dipinto che raffigura il governatore romano della Giudea, Ponzio Pilato, nel momento in cui presenta alla folla Gesù flagellato pronunciando la frase “Ecco l’uomo”.
Successivamente, dalle immagini ottenute mediante raggi X è stato possibile non solo ricostruire il ritratto rimasto nascosto, ma anche ottenerne una riproduzione che ora si trova esposta a Limassol, nel centro municipale d’arte Apothikes Papadaki, fino al 10 marzo 2025, nel corso di una mostra intitolata Unseen Gaze. The Hidden Portrait under Titian’s Ecce Homo (Lo sguardo non visto. Il ritratto nascosto sotto l’Ecce Homo di Tiziano).
«È stato come ricostruire un puzzle», ha dichiarato a tal proposito Nikolas Bakirtzis, storico dell’arte e direttore dell’Andreas Pittas Art Characterization Laboratories (Apac), presso il Cyprus Institute (Cyl) di Nicosia. Il ritratto emerso mostra una figura maschile con baffi sottili che impugna una penna mentre si trova in piedi davanti a una pila di carte o di libri: un’immagine che si pone in netto contrasto con la figura di Cristo con i polsi legati e una corona di spine che l’artista dipinse in seguito.
Secondo l’ipotesi del professor Bakirtzis, si tratterebbe quasi sicuramente del «ritratto di un banchiere, di un avvocato, di un professionista nel suo ambiente di lavoro». Poiché il dipinto scoperto si presenta come un’opera compiuta e non come uno studio preparatorio, alla base della scelta di Tiziano o altri di riutilizzare la stessa tela – una pratica, con molta probabilità, piuttosto diffusa nelle botteghe rinascimentali – per dipingere sulla superficie del dipinto sottostante un nuovo soggetto, potrebbe esservi stato un cambio di committenza o la volontà dello stesso committente di sostituire il primo tema dell’opera con un altro a lui più gradito.
Al momento, non è stato possibile ricavare ulteriori informazioni riguardo alla composizione e alle finalità del ritratto rimasto finora sconosciuto, ma nuove ricerche e l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati potranno forse risolvere questo affascinante mistero e riportare alla luce nuovi capolavori la cui bellezza ha resistito contro il tempo e la storia.

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