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Lidia Thorpe sfida re Carlo III al parlamento australiano: “Ridateci le nostre terre!”

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La senatrice aborigena denuncia il genocidio coloniale e chiede giustizia per i popoli indigeni durante la visita del sovrano britannico.

Durante la visita del re Carlo III al Parlamento australiano, la senatrice aborigena Lidia Thorpe ha lanciato un appassionato grido di protesta contro il colonialismo, esprimendo le sue richieste di giustizia per i popoli indigeni. Indossando un mantello di pelliccia, Thorpe ha interrotto il discorso del sovrano, esclamando: “Ridateci le nostre terre, restituiteci ciò che ci avete rubato!”.

La senatrice ha denunciato il genocidio degli aborigeni australiani perpetrato durante l’era della colonizzazione europea, sottolineando che la storia del paese è segnata da atrocità e ingiustizie nei confronti delle comunità indigene. Thorpe ha evidenziato come la colonizzazione britannica, che ha avuto inizio nel XVIII secolo, abbia portato a migliaia di morti tra gli aborigeni e allo sfollamento di intere comunità.

L’Australia, che ha ottenuto l’indipendenza de facto nel 1901, continua a mantenere legami con la monarchia britannica, con Carlo III che riveste ancora il ruolo di capo di Stato. La visita del re rappresenta il suo primo grande tour all’estero dopo la diagnosi di cancro, e la sua presenza ha riacceso il dibattito sulla monarchia e il suo posto nella società australiana.

Lidia Thorpe è nota per il suo attivismo politico e la sua opposizione alla monarchia. Quando prestò giuramento nel 2022, ha sollevato il pugno in segno di protesta, dichiarando la sua fedeltà all’allora regina Elisabetta II con evidente riluttanza. “Giuro solennemente e sinceramente che sarò fedele al colonizzatore, Sua Maestà la Regina Elisabetta II,” disse, suscitando reazioni tra i colleghi parlamentari.

Il dibattito sulla monarchia e sul futuro dell’Australia continua a essere un tema caldo, soprattutto dopo il fallimento del referendum del 1999, che cercava di trasformare il paese in una repubblica. Quest’anno, un altro referendum ha visto gli australiani rifiutare misure per riconoscere i diritti degli aborigeni, evidenziando la complessità delle questioni legate all’identità nazionale e alla giustizia sociale.

La protesta di Thorpe non è solo un atto simbolico, ma una chiamata all’azione per affrontare le ingiustizie storiche e lavorare verso una riconciliazione autentica con i popoli indigeni dell’Australia. Mentre il re Carlo III continua il suo tour, le parole della senatrice risuonano come un potente promemoria delle lotte ancora in corso per la giustizia e il riconoscimento dei diritti dei popoli aborigeni.

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