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Dengue, cos’è e quali sono i sintomi: come si trasmette e quanti casi ci sono in Italia

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dengue malattia

Cresce l’interesse per la Dengue dopo i recenti casi segnalati nel nostro Paese. L’ISS registra 227 infezioni confermate nel 2026, di cui tre autoctone. Ecco cosa sapere su sintomi, contagio, zanzara tigre, forme gravi e prevenzione

Dengue: cos’è, come si prende e quali sintomi provoca?

La parola “Dengue” è tornata tra le ricerche degli italiani dopo le recenti segnalazioni di casi nel nostro Paese.

Il dato più aggiornato dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 3 settembre e riferito alla situazione fino al 30 agosto 2026, registra in Italia 227 casi confermati di Dengue.

Di questi:

  • 224 sono associati a viaggi all’estero;
  • 3 sono casi autoctoni, cioè infezioni acquisite sul territorio italiano;
  • non risultano decessi.

I dati sono ancora in fase di consolidamento.

Cosa significa “caso autoctono” di Dengue?

È una distinzione importante.

Un caso importato riguarda una persona che contrae l’infezione durante un viaggio in un Paese nel quale il virus circola e successivamente sviluppa la malattia in Italia.

Un caso autoctono, invece, riguarda una persona che viene infettata sul territorio italiano senza aver effettuato viaggi in aree endemiche compatibili con il contagio.

Proprio nelle ultime settimane sono stati segnalati episodi di trasmissione autoctona, tra cui un caso diagnosticato a Sanremo, mentre continuano a essere individuati anche casi importati legati a viaggi all’estero.

Cos’è la Dengue?

La Dengue è una malattia virale provocata da quattro sierotipi del virus Dengue, denominati DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4.

La trasmissione avviene principalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes.

Il vettore principale a livello mondiale è Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus, la comune zanzara tigre ormai ampiamente diffusa in Italia, è in grado di trasmettere il virus.

La Dengue si trasmette da persona a persona?

Normalmente no.

La Dengue non si diffonde come l’influenza attraverso tosse, starnuti o semplice contatto tra persone.

Il meccanismo principale è:

persona infetta → zanzara → altra persona.

Durante alcuni giorni dell’infezione il virus è presente nel sangue. Se una zanzara competente punge quella persona, può acquisire il virus e successivamente trasmetterlo attraverso un’altra puntura.

Ed è proprio questo il motivo per cui, quando viene individuato un caso, le autorità sanitarie possono disporre rapidamente interventi di disinfestazione nelle aree frequentate dal paziente.

Quali sono i sintomi della Dengue?

Molte persone infettate non sviluppano sintomi oppure presentano una malattia lieve.

Quando la Dengue diventa sintomatica, i disturbi compaiono generalmente alcuni giorni dopo la puntura.

Tra i sintomi più caratteristici l’ISS indica:

  • febbre anche molto elevata;
  • forte mal di testa;
  • dolore intorno e dietro agli occhi;
  • dolori muscolari;
  • dolori articolari;
  • nausea;
  • vomito;
  • eruzione cutanea.

L’eruzione della pelle può comparire anche alcuni giorni dopo l’inizio della febbre.

Dopo quanto tempo compaiono i sintomi?

Secondo l’ISS, normalmente i sintomi compaiono circa 5-6 giorni dopo la puntura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica più in generale un periodo di incubazione di circa 4-10 giorni.

Una persona che sviluppa febbre dopo un viaggio recente in una zona nella quale circola la Dengue dovrebbe quindi segnalare al medico anche la propria storia di viaggio.

Quanto dura la Dengue?

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso favorevole.

L’ISS indica che molte persone guariscono nell’arco di una o due settimane, anche se una sensazione di stanchezza può persistere più a lungo.

Esistono però forme più severe che richiedono una valutazione medica tempestiva.

Quando la Dengue può diventare grave?

La Dengue grave è relativamente rara, ma può rappresentare un’emergenza medica.

Tra i segnali di allarme indicati dall’OMS e dall’ISS figurano:

  • forte dolore addominale;
  • vomito persistente;
  • sanguinamento dal naso o dalle gengive;
  • sangue nel vomito o nelle feci;
  • respirazione rapida;
  • marcata debolezza;
  • agitazione o forte stanchezza;
  • pelle pallida e fredda.

Un elemento particolare è che la fase critica può iniziare proprio quando la febbre comincia a diminuire: la riduzione della temperatura non significa quindi necessariamente che la persona stia guarendo.

In presenza di questi sintomi è necessario richiedere assistenza medica immediata.

È possibile prendere la Dengue più di una volta?

Sì.

Esistono infatti quattro sierotipi differenti del virus.

L’infezione da un sierotipo produce una protezione duratura soprattutto nei confronti di quel particolare sierotipo, ma non impedisce necessariamente una futura infezione causata dagli altri.

Inoltre, una successiva infezione con un sierotipo differente può essere associata a un rischio maggiore di sviluppare una forma grave della malattia.

Perché ci sono casi di Dengue anche in Italia?

Per molto tempo la Dengue è stata considerata soprattutto una malattia tropicale di importazione.

La situazione europea è però cambiata.

In Italia è presente da anni la zanzara tigre, che può trasmettere il virus.

Può quindi verificarsi questo scenario:

una persona contrae la Dengue all’estero → torna in Italia durante la fase nella quale il virus circola nel sangue → viene punta da una zanzara tigre → quella zanzara può successivamente trasmettere il virus a un’altra persona.

L’ISS sottolinea che in Italia la Dengue resta prevalentemente una malattia di importazione, ma durante il periodo di maggiore attività delle zanzare, indicativamente tra maggio e novembre, possono verificarsi episodi di trasmissione locale.

Dengue in Italia 2026: quanti sono i casi?

L’ultimo dato nazionale disponibile dell’ISS è molto chiaro.

Dal 1° gennaio al 30 agosto 2026 risultano:

227 casi confermati

di cui:

3 autoctoni

e:

224 associati a viaggi all’estero.

Non risultano decessi.

Il dato permette quindi di inquadrare correttamente la situazione.

La Dengue circola anche in Italia, perché sono state documentate trasmissioni autoctone, ma la stragrande maggioranza dei casi registrati quest’anno resta associata a viaggi internazionali.

Un caso recente anche nel Trevigiano

Tra le segnalazioni più recenti c’è quella del 4 settembre relativa a una donna residente nel Trevigiano, rientrata da un viaggio in Sri Lanka.

Si tratta quindi di un caso importato, non di una trasmissione avvenuta sul territorio.

Anche in quella circostanza sono state attivate misure di disinfestazione precauzionale nelle aree frequentate dalla paziente.

Perché vengono effettuate le disinfestazioni?

La disinfestazione non significa automaticamente che sia in corso un’epidemia.

Quando viene identificata una persona con Dengue durante il periodo nel quale può essere punta dalle zanzare, ridurre rapidamente la presenza della zanzara tigre serve a diminuire il rischio che il virus passi dalla persona infetta all’insetto e successivamente ad altre persone.

Uno studio coordinato dall’ISS sui focolai italiani ha mostrato proprio l’importanza dell’identificazione precoce dei casi e degli interventi rapidi contro i vettori.

Come viene diagnosticata la Dengue?

I sintomi della Dengue possono essere simili a quelli di molte altre infezioni.

Per questo febbre e dolori muscolari da soli non permettono di diagnosticare la malattia.

La conferma può avvenire attraverso specifici esami del sangue, con ricerca diretta del virus o degli anticorpi prodotti dall’organismo.

Particolarmente importante è comunicare al medico eventuali viaggi recenti in Paesi nei quali la Dengue è presente.

Esiste una cura contro la Dengue?

Attualmente non esiste una terapia antivirale specifica contro il virus Dengue.

Il trattamento consiste principalmente nel controllo dei sintomi, nel riposo e nella corretta idratazione, con valutazione medica quando necessaria.

Attenzione ad aspirina e ibuprofene

Questo è un punto particolarmente importante.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, in presenza di Dengue o quando la malattia non sia stata ancora esclusa, di evitare aspirina, ibuprofene e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, perché possono aumentare il rischio di sanguinamento.

L’OMS indica il paracetamolo come farmaco generalmente utilizzato per febbre e dolore, ma la scelta di qualsiasi farmaco deve essere valutata con il medico o il farmacista sulla base della situazione individuale.

Esiste un vaccino contro la Dengue?

Sì.

L’ISS segnala che esistono vaccini tetravalenti contro la Dengue autorizzati anche in Italia.

L’indicazione alla vaccinazione, però, non è universale e dipende da età, condizioni individuali, precedenti infezioni e soprattutto rischio di esposizione, ad esempio in relazione a soggiorni in determinate aree del mondo.

Chi sta programmando un viaggio in un Paese nel quale la Dengue è endemica dovrebbe quindi confrontarsi con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi.

Come proteggersi dalla Dengue?

La principale forma di prevenzione resta evitare le punture delle zanzare.

L’ISS raccomanda:

  • utilizzo di repellenti appropriati;
  • abiti chiari che coprano maggiormente la pelle;
  • zanzariere;
  • protezioni alle finestre;
  • eliminazione dei ristagni d’acqua;
  • svuotamento periodico di sottovasi, secchi e contenitori;
  • attenzione ai luoghi nei quali la zanzara tigre può deporre le uova.

La lotta alle larve è particolarmente importante perché le Aedes riescono a riprodursi anche in piccolissime raccolte d’acqua presenti nei giardini, sui balconi e nelle aree urbane.

La zanzara che trasmette la Dengue punge anche di giorno

Un’altra differenza importante rispetto ad altre malattie trasmesse dalle zanzare è il comportamento del vettore.

Le zanzare Aedes che possono trasmettere la Dengue sono attive prevalentemente durante il giorno, con particolare attività nelle ore del mattino e nel tardo pomeriggio.

Le precauzioni contro le punture non devono quindi essere adottate soltanto durante la notte.

Dengue in Italia: niente allarmismi, ma attenzione

I dati disponibili non giustificano allarmismi.

Dei 227 casi confermati in Italia nel 2026, soltanto tre risultano autoctoni, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero. Inoltre, nel dato nazionale aggiornato al 30 agosto non risultano decessi.

La presenza della zanzara tigre rende però possibile la trasmissione locale durante la stagione favorevole.

Per questo sorveglianza epidemiologica, diagnosi tempestiva, disinfestazioni mirate e collaborazione dei cittadini nell’eliminazione dei ristagni d’acqua rappresentano strumenti importanti per limitare il rischio.

FAQ – Dengue

Cos’è la Dengue?
È un’infezione virale trasmessa principalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes.

La Dengue si trasmette tra persone?
Normalmente no. La trasmissione avviene attraverso la zanzara vettore.

La zanzara tigre può trasmettere la Dengue?
Sì. Aedes albopictus, la zanzara tigre presente anche in Italia, è in grado di trasmettere il virus.

Quali sono i sintomi della Dengue?
Febbre alta, mal di testa, dolore dietro gli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito ed eventualmente eruzioni cutanee.

Quanti casi ci sono in Italia nel 2026?
L’ultimo aggiornamento ISS registra 227 casi confermati fino al 30 agosto: 3 autoctoni e 224 associati a viaggi all’estero, senza decessi.

La Dengue può essere grave?
Sì, anche se raramente. Dolore addominale intenso, vomito persistente, sanguinamenti, difficoltà respiratorie e forte debolezza richiedono una valutazione medica urgente.

Esiste una cura specifica?
Non esiste attualmente una terapia antivirale specifica autorizzata contro la Dengue.

Esiste un vaccino?
Sì, esistono vaccini autorizzati, ma l’indicazione deve essere valutata individualmente con un professionista sanitario.

⚕️ Disclaimer medico

Questo articolo ha esclusivamente finalità giornalistiche, informative e divulgative e non sostituisce in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. I sintomi descritti possono essere causati da numerose condizioni differenti. In presenza di febbre, soprattutto dopo un viaggio in aree in cui circola la Dengue, o di sintomi importanti è necessario rivolgersi al medico e riferire eventuali viaggi recenti. Dolore addominale intenso, vomito persistente, sanguinamenti, difficoltà respiratorie o marcata debolezza richiedono una valutazione sanitaria tempestiva. Non assumere o sospendere farmaci sulla base delle sole informazioni contenute nell’articolo. Leggi anche la nostra disclaimer medica.

Fonti

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro: dati nazionali sulle arbovirosi aggiornati al 1° settembre 2026 e informazioni su Dengue, sintomi, trasmissione, prevenzione e trattamento.

Organizzazione Mondiale della Sanità: informazioni su Dengue e Dengue grave, sintomi di allarme, prevenzione e trattamento.

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