News
Torre Annunziata: Fienga abbattuto, pm accusa, sindaco si dimette
Pubblicato
1 settimana fail

Dalla demolizione del bunker del clan Gionta allo scontro istituzionale: le parole del pm Fragliasso e l’addio di Cuccurullo a Torre Annunziata.
Un giorno simbolo che si trasforma in un terremoto politico
Il 5 maggio doveva essere il giorno del riscatto per Torre Annunziata. Con l’avvio dell’abbattimento di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta, lo Stato ha cancellato uno dei simboli più cupi della presenza camorristica sul territorio. Ma quella che doveva essere una cerimonia dal forte valore civile si è rapidamente trasformata in uno scontro istituzionale senza precedenti, culminato poche ore dopo con le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo.
Le parole del procuratore Fragliasso: «Non è il giorno della svolta»
Dal palco allestito davanti alle ruspe, il procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha riconosciuto il valore simbolico dell’intervento, ma ha voluto chiarire che la demolizione non rappresenta un punto di arrivo.
«La demolizione di Palazzo Fienga è un segnale potente, ma non basta. È solo un primo passo», ha affermato il magistrato, aggiungendo: «Non è affatto il giorno della svolta».
Parole durissime sono arrivate subito dopo, con un affondo diretto sull’azione amministrativa della città: «Ci sono ancora troppe ombre e poche luci, troppe opacità, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe illegalità anche in seno all’amministrazione comunale».
Fragliasso ha poi sottolineato di essersi aspettato un netto cambio di passo dopo il commissariamento: «Con lo scioglimento del Comune mi sarei aspettato uno scatto in avanti della città e dell’amministrazione comunale. Io questo segnale lo sto ancora aspettando».
E ha concluso con un monito che ha gelato la platea: «Servono meno cerimonie, meno dichiarazioni di principio e più azioni concrete».
La replica del sindaco: «Parole gravi e profondamente ingiuste»
Il sindaco Corrado Cuccurullo, presente in prima fila con la fascia tricolore, ha lasciato la cerimonia visibilmente scosso. In serata è arrivata una lunga dichiarazione pubblica, nella quale ha respinto con forza le accuse del procuratore.
«Le dichiarazioni che colpiscono in modo generalizzato una comunità intera non aiutano la legalità né rafforzano le istituzioni», ha scritto, aggiungendo:
«Finiscono per restituire un’immagine indistinta e distorta e per mortificare una città che sta cercando, con fatica e serietà, di cambiare».
Secondo Cuccurullo, le parole del magistrato «non colpiscono solo il sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata» e sono «gravi e profondamente ingiuste», perché non riflettono il lavoro svolto dall’amministrazione.
«Non ho mai vissuto di politica»
Nel documento, il primo cittadino ha rivendicato anche la propria storia personale:
«Sono un uomo libero e autonomo, un professionista che ha costruito la propria carriera fuori da Torre Annunziata e che non ha mai vissuto di politica».
E ha elencato gli interventi portati avanti in pochi mesi di mandato: «Sono il Sindaco che, nei primi mesi di mandato, ha quasi raddoppiato il corpo della polizia municipale, ha realizzato, attivato e ampliato il sistema di videosorveglianza, mettendolo a disposizione delle forze dell’ordine.», ha sottolineato nella sua lunga dichiarazione affidata ai media.
«Ha proseguito le attività di sgombero delle occupazioni abusive e ha affidato tutti i beni confiscati ad Agrorinasce in perfetta continuità con la Commissione Prefettizia che mi ha preceduto». Fino ad arrivare proprio alla demolizione di Palazzo Fienga sulla quale dice: «Su quest’ultimo, in particolare, ho esercitato un’azione costante fin dal mio insediamento e, persino, un ruolo operativo dall’avvio del cantiere».
Le dimissioni: «Difendo la dignità della città»
Il passaggio finale è stato netto. «Se esistono ombre o opacità, queste devono essere ricondotte a responsabilità individuali e accertate nelle sedi competenti», ha scritto, prima di annunciare la decisione irrevocabile: «Per difendere fino in fondo questa dignità, istituzionale e personale, rassegno le mie dimissioni da sindaco di Torre Annunziata».
E la chiusura, dal forte valore simbolico: «Ritorno al mio mondo, alla mia professione e alla mia libertà».
Un simbolo di arroganza e camorra abbattuto, una città in bilico
Così, nel giorno in cui cade Palazzo Fienga, resta in piedi una frattura istituzionale profonda. Mentre le ruspe cancellano un simbolo storico della camorra, Torre Annunziata si ritrova ora senza sindaco e con una nuova fase di incertezza politica proprio nel momento in cui il percorso di legalità dovrebbe accelerare.

Norovirus su nave da crociera: oltre 1.700 persone trattenute a Bordeaux dopo un sospetto focolaio

Castellammare di Stabia: nasconde droga in casa. Arrestato dalla Polizia di Stato

Napoli, al Sannino-De Cillis uno sportello gratuito per il benessere degli studenti

Torre del Greco, blitz dei carabinieri: arrestato 47enne per spaccio di cocaina

Sorrento, appalti e presunta corruzione: misure cautelari della Guardia di Finanza

Napoli Scampia, droga via drone verso il carcere

Blitz anticamorra a Napoli: 9 misure cautelari contro il clan Contini

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024

Qualiano, rifiuti abbandonati sulla viabilità di servizio Grande Viabilità

Napoli Scampia, droga via drone verso il carcere

Blitz anticamorra a Napoli: 9 misure cautelari contro il clan Contini

Nola, blitz antidroga contro il clan Russo: 23 arresti per traffico di stupefacenti e armi

Omicidio Raffaele Cinque a Poggioreale: tre arresti per l’agguato del 21 gennaio 2024


