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Campania, denuncia sulle ricette dematerializzate: “Gravi criticità nel sistema sanitario regionale”

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Accuse e polemiche sulla gestione delle ricette digitali: si apre il confronto sulla sanità campana

Nonostante sia passato più di un anno dalla delibera di Regione Campania, dove veniva stabilito che, oltre ad oncologi ed ematologi, anche cardiologi, pneumologi e diabetologi DEVONO emettere la ricette dematerializzate, attraverso la piattaforma e-prescription, affinché i cittadini non siano costretti a fare interminabili file ad affollare gli studi dei medici di famiglia, che diventano sempre più pochi, semplicemente per la trascrizione su ricetta dematerializzata di un farmaco, una visita di controllo e/o un esame diagnostico.

Regione Campania e le AASSLL, oltre che deliberare, hanno il dovere di vigilare che le norme vengano attuate e rispettate. Se ciò non viene attuarlo, significa che gli specialisti del sistema sanitario regionale di Regione Campania configurano un reato ripetuto di rifiuto/omissione d’atto d’ufficio, perseguibile penalmente, e che REGIONE e ogni ASL configurano il reato di associazione a delinquere, oltre a rischiare la configurazione di danno erariale, poiché non sanzionano con pena pecuniaria quegli specialisti omissivi, come recita il loro contratto,

I medici di famiglia, oltre ad essere soffocati da una burocrazia sempre più crescente, si devono sentire sotto una dittatura istituzionalizzata, perché sono continuamente ricattati, se non suppliscono al mancato lavoro dei loro colleghi specialisti.

Regione Campania di conferma la peggiore regione d’Italia, poiché vige la peggiore assistenza medica territoriale possibile e i medici di famiglia, insieme ai Cittadini, sono vittime di un sistema che somiglia a quello camorristico.

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