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Esteri

Guerra in Medio Oriente: raid in Libano, Iran attacca basi Usa in Kuwait

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Attacchi incrociati e allarme petrolio mentre aumentano le vittime civili

L’escalation del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti continua ad allargarsi coinvolgendo numerosi Paesi del Medio Oriente. Nelle ultime ore si registrano nuovi attacchi missilistici, bombardamenti e crescenti timori per la sicurezza energetica globale.

Attacchi e operazioni militari

Secondo fonti iraniane, droni dell’esercito di Teheran hanno colpito basi militari statunitensi in Kuwait, promettendo ulteriori attacchi nelle prossime ore. Un portavoce militare ha inoltre affermato che una petroliera statunitense nel Golfo Persico sarebbe stata colpita e incendiata.

Nel frattempo, missili iraniani sono stati lanciati contro il sud di Israele, ma l’esercito israeliano ha dichiarato di averli intercettati. L’Israel Defense Forces ha anche condotto nuovi raid aerei su Beirut, prendendo di mira infrastrutture del gruppo sciita Hezbollah.

Un’esplosione è stata segnalata nei pressi dell’aeroporto di Erbil in Iraq, dove si trova una base militare utilizzata dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti.

Coinvolgimento internazionale

Il conflitto continua ad attirare nuovi attori. Secondo il Washington Post, la Russia starebbe fornendo informazioni di intelligence all’Iran per individuare le posizioni delle forze statunitensi nella regione.

Sul piano europeo, la Grecia ha annunciato lo schieramento di un sistema di difesa missilistica Patriot missile system per proteggere la Bulgaria. L’Italia, invece, invierà almeno 160 militari della Marina nell’area di Cipro nell’ambito di un dispositivo di sicurezza con altri Paesi europei.

Situazione umanitaria

La crisi sta causando gravi conseguenze per la popolazione civile. Secondo UNICEF, almeno 180 bambini sono morti dall’inizio dell’escalation. L’World Health Organization stima che in Iran le vittime siano già quasi mille.

Nel Libano, circa 500.000 persone sono state evacuate da Beirut a causa dei bombardamenti israeliani.

Crisi energetica e commerciale

Le tensioni stanno colpendo anche i mercati energetici. Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, punto chiave per il trasporto globale di petrolio, è quasi fermo: circa 1.000 navi risultano bloccate.

Il ministro dell’Energia del Qatar ha avvertito che, se il conflitto continuerà, i Paesi del Golfo potrebbero essere costretti a sospendere le esportazioni di energia, con pesanti ripercussioni sull’economia mondiale. I prezzi del petrolio hanno già iniziato a salire.

Tentativi di mediazione

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che alcuni Paesi stanno cercando di avviare una mediazione diplomatica. Anche il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno a ogni iniziativa volta a riportare il dialogo tra le parti.

Nonostante i tentativi diplomatici, la situazione resta estremamente tesa e il conflitto rischia di allargarsi ulteriormente nella regione.

fonte ansa







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